Papa Luciani, la sua morte “sembra legata ai fondi neri dello Ior” e alla sua opera di “pulizia”

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Un libro di un prestigioso giornalista tedesco fornisce muove rivelazioni sulle attività di riciclaggio della banca vaticana.

 

I fondi neri dello Ior sono uno dei motivi per cui è morto Giovanni Paolo I? Lo fa intendere un nuovo libro di un giornalista economico tedesco, che si basa su nuove rivelazioni condotte da banchieri che hanno fatto da consulenti sull’istituto di credito del Vaticano. Se quest’accusa rimane non ancora provata, il quadro che emerge sulle attività di riciclaggio dello Ior è più che inquietante.

I MISTERI DELLO IOR –Lo Ior ed i suoi misteri sono al centro di un libro inchiesta di un noto giornalista economico tedesco. Il nuovo presidente delle banca vaticana, Ernst con Freyberg, aveva chiesto al suo esordio di pregare per lui. Alla luce di quanto emerge dalle stanze del Torrione Niccolò V, la richiesta di Freyberg è più che motivata. Il volume di Fidelius Schmid traccia un ritratto a tinte scure dello Ior, fin dallo stesso titolo. Il libro si intitola infatti «I fondi neri di Dio», e si basa su nuove rivelazioni fornite al giornalista da alcuni banchieri che hanno fatto da consulenti sullo Ior, traendo un’impressione molto negativa sul tipo di clienti e dei movimenti di capitali della banca vaticana. Secondo Schmid l’Istituto per le opere religiose non è mai stato un modello di correttezza, bensì un luogo dominato da oscure macchinazioni, fungendo da cassa per i fondi neri della Chiesa.  Una descrizione che secondo Handelsblatt è confermata dalle difficoltà incontrate dallo stesso Freyberg nel suo lavoro di rinnovamento dell’istituto.

UN PAPA SULLA COSCIENZA – Il punto più critico, e anche il meno provato, del testo di Schmid riguarda la morte di Giovanni Paolo I. Albino Luciani fu eletto pontefice il 26 agosto del 1978, e solo trentatre giorni dopo morì di infarto. Papa Giovanni Paolo I esordì davanti agli ambasciatori del Vaticano attaccando lo Ior, rimarcando come il Vaticano non avesse beni mondani da scambiare così come interessi economici da svolgere. Un messaggio di contrasto allo Ior dell’epoca, guidato dal controverso arcivescovo Paul Marcinkus, che fu poi coinvolto nel crack del Banco Ambrosiano. Nel libro Schmid racconta come Papa Giovanni Paolo I incontrò i dirigenti delle banca vaticana prima di morire. Un colloquio finale con Marcinkus, prima dell’ultima cena di Albino Luciani. Al mattino successivo fu ritrovato nel suo letto, ormai già morto. Un infarto lo stroncò, e da sempre su questo decesso aleggiano molti misteri, aumentati dal fatto che non fu mai condotta un’autopsia.

ISTITUTO DAI FONDI NERI – La verifica condotta nel 1978 da Papa Luciani aveva dato risultati allarmanti. Gli 11 mila conti correnti dello Ior, detenuti tanto da religiosi quanto da laici, servivano in buona parte come fondi neri, sfruttando la mancanza di tassazione sul reddito o sulla rendita da capitale presente nella Città del Vaticano. Le nuove rivelazioni di Schmid si basano sulle rivelazioni di due banchieri, Philippe De Weck ed Hermann Josef Abs, che negli anni ottanti furono chiamati in una commissione che avrebbe dovuto far luce sui misteri dello Ior. Per De Weck già allora la situazione si rivelò più che disastrosa, con una fitta nube su movimenti di capitali che facevano trapelare la copertura di attività illecite, con un sistematico riciclaggio del denaro. Secondo le informazioni di Schmid ciò prosegue fino ad oggi, visto che per il giornalista tedesco ci sarebbero 300 milioni di euro sui mille conti dello Ior, dei quali buona parte sarebbero fondi neri. Come sottolinea la conclusione dell’articolo di Handelsblatt, la cassa di Dio è ancora piena nonostante le diverse intenzioni proclamate dal suo presidente tedesco.

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