Omofobia, il Parlamento si spacca e il M5S inscena la “protesta del bacio”. Ma il Paese è pronto?

protesta bacio m5s

L’Italia è davvero pronta ad accogliere l’omosessualità come un modo di vivere come un altro? Stando a quanto è avvenuto all’interno della Camera dei deputati sembra che un primo passo avanti è stato fatto: il via libera alla legge sull’omofobia c’è. E’ però l’atteggiamento dei parlamentari che non convince. E poi c’è Berlusconi che continuerà a subire per sempre l’effetto Putin. Sembra, in alcuni casi, Papa Francesco più aperto dei nostri rappresentanti a tutelare gli omosessuali. Anche più del Movimento Cinque Stelle. Che per protestare contro l’eliminazione dell’aggravante ai gruppi politici ha messo in scena una sorta di gay pride in aula con la protesta del bacio uomo uomo e donna donna.

 

Il Papa in una recente intervista a Civiltà Cattolica ha infatti confermato l’apertura alla preghiera per gli omosessuali. Un passo mai fatto prima da un Pontefice. Un rappresentante della Chiesa che sappiamo, basa le sue convinzioni sulla famiglia tradizionale fatta da uomini e donne.

ALLA CAMERA: L’OSTRUZIONISMO DEL PDL RESTA INTATTO E IL MOVIMENTO CINQUE STELLE NON E’ ANCORA UN PARTITO SOLIDO IN MATERIA DI DIRITTI CIVILI

Andiamo in Parlamento però: la legge contro l’omofobia, in versione corretta rispetto alla scorsa legislatura, è passata. Si tratta di far valere l’aggravante della violenza omosessuale quando si aggrediscono le persone gay. Niente diritti su matrimoni e convivenze quindi. Solo il diritto a veder punito con maggiore severità l’aggressore di un omosessuale.

Il testo è passato con i voti di chi? Naturalmente del Pd e di Scelta Civica. Continuano a votare no i rappresentanti del Pdl, tranne Giancarlo Galan che però in aula ha parlato a titolo personale. I numeri alla Camera hanno premiato la legge perché il premio di maggioranza, che spetta al Pd, ha permesso di raggiungere i numeri necessari per salvaguardare la legge.

I numeri infatti parlano chiaro: i sì sono stati 228, i no 57 e le astensioni 108. Chi si è astenuto? Niente poco di meno che i deputati del Movimento Cinque Stelle. I pentastellati si sono esibiti in una protesta a dir poco singolare. Un bacio in bocca per polemizzare contro chi vuole “immolare i diritti sull’altare dell’inciucio”.

Ancora una volta combattere l’asse Pd-Pdl sembra importare al Movimento più dei diritti civili. Un asse che in realtà non si è verificato. Perché il Partito Democratico ha votato sì come ci si aspettava e il Popolo della Libertà ha continuato a fare ostruzionismo come nella precedente legislatura. Per il Movimento Cinque Stelle la legge sull’omofobia è una farsa. E in aula si sono baciati donna con donna e uomo con uomo.  Come in una sorta di gay pride improvvisato che di fatto non serve a tutelare la situazione degli omosessuali. Ivan Scalfarotto si è lamentato di questa protesta dicendo: si espone l’omosessualità come un feticcio.

LA CATTIVA NOTIZIA: PASSA IL SUB EMENDAMENTO PER IL QUALE LE AGGRAVANTI NON VALGONO PER LE ORGANIZZAZIONI POLITICHE

 

Il testo di legge su cui si arriva al voto dopo numerosi rinvii, introduce nel nostro ordinamento il reato di discriminazione e istigazione all’odio e alla violenza omofobica. E nella legge Mancino, l’aggravante di omofobia.

La cattiva notizia però è tutta qui: insieme alla legge sull’omofobia passa alla Camera anche un subemendamento per cui “non costituiscono discriminazione la libera espressione di convincimenti o opinioni riconducibili al pluralismo delle idee”, anche nel caso siano “assunte” in “organizzazioni” politiche, sindacali, culturali, religiose.

E’ su questo emendamento ‘salva associazioni’, introdotto su iniziativa di Gregorio Gitti (Sc) e accettato dal Pd per avere il via libera al testo, che scoppia la protesta delle associazioni gay, nonché di Sel e M5S.

AL SENATO IL TESTO RISCHIA DI NON PASSARE

La legge tuttavia è passata solo alla Camera. Al Senato rischia invece di non passare. Perché mai? Semplicemente perché i numeri non ci sono.

Il Pd anche contando sui voti di Scelta Civica non riuscirà mai a contare su Pdl e Movimento Cinque Stelle. Il Partito Democratico infatti può contare soltanto su 108 senatori. Il Pdl invece su 91 elementi. Il Movimento Cinque Stelle è forte di 50 unità mentre Scelta Civica di 20. La Lega Nord ha 16 senatori e il gruppo misto ne ha 16. Il Gal e gli autonomisti hanno 10 senatori a testa. Per un totale di 321 senatori.

Andiamo allora a conteggiare i numeri. Contando il Pd, Scelta Civica e i dieci autonomisti i voti totali a favore sarebbero 148. Meno quindi della maggioranza più uno del Senato. Quelli contrari invece sarebbero 117 più i 50 astenuti del Movimento Cinque Stelle che sommati sarebbero 167.

E’ quindi matematico: qualora non ci dovessero essere modifiche al testo di legge, quest’ultimo si arenerebbe al Senato. E tutto questo significa una sola cosa: l’Italia resterebbe omofoba e non si arriverebbe a nessun diritto in favore degli omosessuali. Nulla infatti cambierebbe.

BERLUSCONI E L’EFFETTO PUTIN

Fino a quando Berlusconi continuerà a condizionare il Paese l’Italia non sarà mai un Paese per omosessuali.

Il Pdl, come abbiamo visto, si mette di traverso. L’amicizia di Putin con il Cavaliere non ci è certo di aiuto. Ecco cosa ha dichiarato in merito alla decadenza di Berlusconi il leader del Cremlino: “Berlusconi è sotto processo perché vive con le donne, se fosse un gay nessuno lo avrebbe toccato con un dito”.

Eppoi sull’omosessualità aggiunge: “Gli europei si stanno estinguendo. I matrimoni fra persone dello stesso sesso non portano bambini. “Politiche che mettono famiglie con molti figli sullo stesso livello di matrimoni fra persone dello stesso sesso, la fede in Dio e la fede in Satana”.

Ci possiamo giurare che queste dichiarazioni hanno un effetto magico sul nostro Cavaliere. Quando allora l’Italia diventerà un Paese per gay: solo quando avrà la forza di liberarsi dall’influenza di Silvio Berlusconi.

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