Ncd, il neonato partito di Alfano sembra già sparito nel nulla

il neo partito di alfano sembra già al tramonto

Proclami pubblici, obiettivi sbandierati e la realtà: al primo appuntamento elettorale, il Nuovo Centrodestra decide di non esistere…

 

Forza Alfano. Il titolo del commento di Formiche.net, nel giorno in cui Angelino Alfano & co.
decisero di non aderire alla riesumata Forza Italia dopo il suicidio del Pdl, lo rifaremmo ancora: la prospettiva di un nuovo centrodestra moderato e popolare era ed è degna di essere seguita con attenzione, così come le evoluzioni delle forze centriste e popolari, specie ora in cui la rampante melassa renziana sta già prendendo piede nei giornaloni.

Per questo abbiamo seguito i primi passi del partito alfaniano, dalla presentazione ufficiale, fino alle prime nomine dei coordinatori, passando per i manifesti politici e programmatici, come quelli che si evincono anche dal recente libro scritto da Maurizio SacconiGaetano Quagliariello ed  Eugenia Roccella. 

Ciò detto, lascia perplessi la decisione di non presentarsi al primo appuntamento elettorale utile. Certo, si dirà che le regionali in Sardegna non sono strategiche per un movimento politico appena costituito.

Ma quel movimento politico, il Nuovo Centrodestra di Alfano, non è composto di giovanotti alle prime armi della politica. Anche perché, come hanno sottolineato a bizzeffe vantandosi gli esponenti del partito alfaniano, il Nuovo Centrodestra si vanta di avere ricevuto l’adesione della maggioranza dei consiglieri regionali Pdl, oltre che di una gran massa di consiglieri e assessori già pidiellini negli enti locali. E a questo punto è lecito dubitare di questi numeri.

Non solo: gli alfaniani nei palazzi romani, e non solo romani, ci tengono a sottolineare come loro, a differenza dei berlusconiani duri e puri che dipendono in tutto e per tutto dal destino di Silvio Berlusconi, hanno consenso reale e non solo tv: un consenso sul territorio, come si usa dire.

 Ma proprio per ciò queste dichiarazioni di orgoglio partitico – per un movimento peraltro che i sondaggi indicano con consensi fino al 7 per cento,secondo le simulazioni migliori– stridono con la realtà: la resa al primo appuntamento utile, quello delle regionali in Sardegna.

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