Monti sfiduciato dal partito, si dimette da Presidente. Fine del partito più inutile della storia?

monti si dimette da scelta civica

“Rassegno le dimissioni da presidente di Scelta Civica”. Finisce con l’addio al movimento da lui stesso fondato, la parabola politica dell’ex primo ministro Mario Monti.

 

“Undici senatori”, spiega il senatore a vita, “appartenenti al Gruppo di Scelta Civica – Albertini, Casini, De Poli, Di Biagio, Di Maggio, D’Onghia, Luigi Marino, Merloni, Olivero, Lucio Romano, Maurizio Rossi – hanno rilasciato una loro dichiarazione congiunta.

Non posso non intendere la dichiarazione come una mozione di sfiducia nei miei confronti. Ne prendo atto”.  Lo scontro, secondo il racconto del senatore, sarebbe avvenuto durante una discussione interna sulla legge di stabilità: “Ho avuto scambi di opinioni all’interno di Scelta Civica, in particolare con i presidenti dei Gruppi parlamentari al Senato (Susta) e alla Camera (Dellai), con i responsabili economici (Lanzillotta, Ichino, Zanetti) e con il portavoce politico (Della Vedova).

Su tale base, nella serata di ieri ho rilasciato una dichiarazione come presidente di Scelta civica. Vi si esprimeva una prima valutazione, secondo la quale il ddl Stabilità appare soddisfacente quanto al rispetto dei vincoli europei, timido per quanto riguarda la riduzione delle tasse, insoddisfacente per quanto riguarda l’orientamento alla crescita”, sottolinea Monti.

 “In merito alla maggiore carenza riscontrabile a questo stadio, la mancanza di riforme strutturali incisive, indispensabili per la crescita, si richiamavano le proposte offerte alla considerazione del presidente Letta in un documento. Pure nella serata di ieri, quattordici deputati di Sc hanno diffuso una loro nota congiunta, sostanzialmente in linea con la mia dichiarazione”.

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