Mentre tutti sono distratti dalla legge elettorale, il Governo regala altri soldi alle banche private

tutti distratti dalla legge elettorale arriva il decreto imu bankitalia

I deputati avevano protestato con slogan e cartelli contro la norma che stabilisce il nuovo assetto del capitale, giudicata un “regalo alle banche private”. Fi all’attacco della parte sull’imposta immobiliare. Il governo ottiene la fiducia con 335 sì.

 

I deputati Cinque Stelle protestano contro il contestato decreto Imu-Bankitalia – approdato alla Camera con la richiesta di fiducia da parte del governo e approvato con 335 e 144 no – e il loro compagno di partito Luigi Di Maio, vicepresidente di Montecitorio, si trova costretto a espellerne sei.

I deputati M5s si sono seduti per terra e hanno esposto alcuni cartelli. Di Maio li ha più volte richiamati all’ordine, poi ha fatto intervenire i commessi per allontanare dall’aula Filippo Gallinella, Stefano Vignaroli, Massimo Baroni, Simone Valente, Patrizia Terzoni e Daniele Pesco. La discussione è ripresa regolarmente.

Il decreto contiene la revisione della struttura del capitale di Bankitalia e la cancellazione della seconda rata dell’Imu. Sul primo fronte, il Movimento Cinque Stelle giudica il provvedimento una “svendita” dell’ex istituto di emissione in favore delle banche private. “Giù le mani da Bankitalia” e “Sos Bankitalia” erano appunto i cartelli sventolati dai deputati grillini poi espulsi.

Ma anche la parte del decreto che riguarda l’Imu è sotto attacco: “Le promesse di cancellazione dell’Imu sono state tradite e sbeffeggiate da questo decreto. E sono le modalità scelte per attuare queste misure a farci dire no: la presunta cancellazione dell’Imu si è rivelata un inganno”. Lo dichiara Daniele Capezzone di Fi, confermando in aula alla Camera il ‘no’ alla fiducia. Inoltre, ha spiegato il presidente della commissione Finanze, la norma su Bankitalia “crea il presupposto di un inaccettabile maxi-regalo alle grandi banche di cui i cittadini non tarderanno a chiedervi conto”. 

Alla fine è comunque arrivato il via libera della Camera con 335 sì, 144 i no, un astenuto.

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