Mentre l’Italia muore, la politica si gira dall’altra parte. Ritratto di un paese diviso

litalia muore

L’Italia è in recessione. L’unico paese del G7 che avrà un Pil ridotto del 1,8%. La politica però sembra voler guardare altrove. Soprattutto i partiti principali che fanno parte del Governo Letta: il Pdl e il Pd. Che pensano soltanto a risolvere il problema della decadenza di Silvio Berlusconi e i problemi della segreteria del Partito Democratico. Tutto il resto per loro è noia. Ai cittadini che fra poco non riusciranno nemmeno ad assicurarsi un pasto al giorno l’immobilismo politico comincia invece davvero a far rabbia.

 

IL PDL E LA DECADENZA DI SILVIO BERLUSCONI

Per i pidiellini l’unica cosa importante, da evitare, è la morte politica di Silvio Berlusconi. Salvarlo dal baratro e rimandare la sua ineleggibilità sembra essere l’unico obiettivo di un partito destinato a sfaldarsi, soprattutto quando il progetto Forza Italia 2.0 vedrà la luce. La richiesta che spiazza tutti arriva da Renato Schifani. Il capogruppo del Pdl al Senato ha chiesto al presidente Piero Grasso di cambiare alcuni membri della Giunta per le elezioni. Basandosi sulla violazione dell’elemento di segretezza da parte di alcuni, che avrebbero rivelato la direzione del proprio voto.

 “Nel caso in cui la Giunta per le elezioni del Senato dovesse deliberare di dover procedere alla ‘contestazione’ della decadenza dalla carica parlamentare di Silvio Berlusconi– ricorda Schifani – dovrà riunirsi in Camera di Consiglio per pronunciarsi. E’ di tutta evidenza che la violazione degli elementari principi di riservatezza da parte di alcuni membri della Giunta, i quali hanno a mezzo stampa dichiarato come voteranno, prima degli adempimenti previsti, richiede la valutazione del presidente Grasso sulla esigenza di procedere alla loro sostituzione, considerata la funzione giurisdizionale che la Giunta medesima assolve. Funzione che impone il rigoroso dovere di non poter anticipare in alcuna sede o contesto quali saranno le decisioni finali dei singoli componenti”.

In questo caso la risposta di Grasso arriverà in breve tempo. Anche se ha già annunciato di avere “ il potere di rinnovare i componenti della Giunta per le elezioni solo in determinati casi, disciplinati dall’articolo 19 del regolamento del Senato, tra i quali certamente non rientra l’espressione di opinioni sulle questioni sottoposte alla valutazione della Giunta e che, nel caso specifico, sono emerse da esponenti di tutte le forze politiche”. E così Schifani ha risposto: ”Se il voto dovesse essere politico e quindi rispecchiare le distinzioni delle forze in campo la convivenza sarebbe impossibile”. 

E l’assemblea di oggi del gruppo Pdl al Senato non fa altro che rafforzare la nostra ipotesi. Infatti l’unico punto all’ordine del giorno è “l’analisi della situazione politica”. Un ulteriore incontro per definire strategie e posizioni sulla decadenza di Berlusconi. Che oltre alla cosiddetta “eliminazione dell’Imu” è davvero l’unico problema del Pdl. Un partito che della povertà dei cittadini se ne frega. Come della crisi che negli altri Paesi del G 7 si sta attenuando mentre in Italia continua ad imperversare. Portando la disoccupazione degli italiani a sfiorare la soglia del 13%. E dove un giovane su due non riesce a trovare un impiego. Non fa nulla per i pidiellini, l’importante è salvare mister B.

IL PD, LA SEGRETERIA E LA DECADENZA

Pierluigi Bersani aveva promesso un Pd in netta contrapposizione con Silvio Berlusconi. Enrico Letta ce lo ha dato invece alleato del Cavaliere. In comune però non hanno soltanto la coabitazione nel Governo di scopo voluto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Hanno, purtroppo per i cittadini, il disinteresse verso la cosa pubblica. E il conseguente interesse per i problemi di casa loro. Con Pierluigi Bersani, l’ex segretario, che torna di prepotenza nello scenario politico sparando addosso a Matteo Renzi e Dario Franceschini e ribadendo il voto favorevole del Pd sulla decadenza del Cavaliere.

Le leggi vanno applicate – dichiara riguardo alla decadenza di Berlusconi – Non perdiamo tempo. Diritto di difendersi? Ma certo, per l’amor di Dio. La giunta è organo giurisdizionale. La giunta deciderà, le leggi saranno applicate. Se diamo per assodata questa cosa rivolgiamo ad altri la questione”. E sulla questione Franceschini- Renzi aggiunge: “L’operazione non mi convince, non ha contenuti. Non possiamo solo organizzare tifoserie e plebisciti senza contenuti. Io ritengo che il Pd sia un partito con un’ispirazione di sinistra democratica… che ci volete fare?”.

Un Bersani riverniciato dopo aver perso l’occasione di costruire alleanze e governi. Che pensa di ritornare e pontificare su un partito, che ha non ha vinto le elezioni anche grazie all’esito delle primarie dello scorso anno, nelle quali ha trionfato proprio su Matteo Renzi.

Il quale non perde tempo e risponde per le rime al suo amico – nemico. Tralasciando però di toccare tasti che possano interessare ai cittadini. E parlando ancora una volta di temi davvero politichesi. Ed è così che dalla festa Democratica di Bologna, risponde a Bersani: Durante le primarie è stato perfetto, mi ha fatto un c… così, è stato bravissimo, è andato bene senza sbagliare una mossa. Negli ultimi mesi, però, diciamo che era spompo”.

Non dicendo nulla su cosa i cittadini avrebbero voluto dal Pd. Senza un minimo di autoanalisi e quindi fregandosene dei problemi di un’Italia che sta andando a rotoli.

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