Mediaset, Berlusconi prepara la fuga: ecco dove chiederà asilo politico (secondo i bookmaker)

Ci stanno pensando le agenzie di scommesse a disegnare tutte le possibili soluzioni del caso Mediaset e del futuro politico di Silvio Berlusconi. Tra le ipotesi ventilate anche quella della fuga all’estero in caso di condanna. Intanto lui frena sulla politica e invita a tirare le somme in autunno.

 

Dopo la giornata di sospensione delle attività parlamentari in seguito alla decisione di fissare al 30 luglio il processo in Corte di Cassazione relativo ai diritti Mediaset (nel quale Berlusconi è stato condannato a 4 anni di reclusione per frode fiscale e falso in bilancio) si tirano le somme. E tra le scommesse dei bookmaker internazionali, come riposta Agipronews, c’è anche la fuga di Berlusconi all’estero.

LE SCOMMESSE SULLA FUGA – Vediamo un po’ i quotisti come la pensano: l’assoluzione è data a 1,25 mentre la condanna a 2,95. In caso per il Cavaliere venga confermata la sentenza il Pdl si scioglierà. E questa ipotesi viene data a 1,35 mentre a 3,50 gli arresti domiciliari alla villa di Arcore in quanto il leader decadrà anche dalla carica di Senatore a causa dell’interdizione dai pubblici uffici. 

Una eventuale condanna secondo le agenzie di scommesse potrebbe anche spingerlo a vendere il Milan. Questa opzione viene data a 2,85. I giornali italiani dicono che il futuro leader del Pdl o di Forza Italia sarà Marina Berlusconi. I bookmaker puntano invece sulla sorella minore Barbara. Fino ad arrivare all’espatrio stile Craxi.

Una fuga in Kenia viene data a 20, il volo ad Antigua a 25. E c’è addirittura, ma questa a 50, l’ipotesi che Putin lo possa accogliere in Russia. E se questo accadesse che punta 100 euro si ritroverebbe nelle tasche un gruzzoletto di 5mila euro. Non male.  

VOCI DAL PDL – Dopo le proteste dei suoi il Cavaliere avrebbe esortato ad alzare la voce. A mettere in atto una reazione forte.

Daniela Santanchè aveva addirittura messo in dubbio la durata del Governo mentre Cicchitto e Lupi hanno frenato dicendo “il governo non è a rischio e non bisogna cadere nelle provocazioni”.

Mentre il Pdl era ancora in riunione Berlusconi avrebbe frenato sull’ipotesi di protesta su cui si stava discutendo. Il Cavaliere avrebbe detto ai suoi alla Camera di non impedire il normale svolgimento del question-time con Letta.

Il fondatore del Pdl pensa che non sia il momento di tirare le somme questo e di rinviare tutto all’autunno prossimo. In primis perché i cittadini non capirebbero una eventuale possibilità di prendere in considerazione una crisi di Governo, e poi perché c’è ancora da bloccare l’aumento dell’Iva e da trovare una soluzione sulla questione Imu. Tutti provvedimento voluti dal Pdl.

C’è poi anche il fattore politico da tener presente: in caso di insistenza del Pdl nel bloccare i lavori si sarebbe potuta creare una maggioranza alternativa fondata da Pd, Sel e Movimento Cinque Stelle. Cosa da tenere sotto controllo per non perdere definitivamente il potere.

Poi il lato giudiziario: mantenere posizioni dure nei confronti dei giudici potrebbe danneggiare lo stesso Silvio Berlusconi. Che più volte ha sottolineato di non volersi ritirare a vita privata e fare la fine di Craxi. La linea però ora è quella della moderazione invitando i suoi a non fare colpi di testa.

Tra le ipotesi, lo ha confermato il presidente della Commissione Giustizia al Senato Francesco Nitto Palma, c’è anche quella delle dimissioni di massa ma sono iniziative sulle quali bisogna ragionare bene e assunte immediatamente. 

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