Matteo vs Marina, senza una legge elettorale degna torneranno le larghe intese: è questo il vero obiettivo?

matteo vs marina b

La prossima campagna elettorale potrebbe essere segnata dalla sfida tra due giovani berlusconiani: la figlia biologica Marina contro il figlio politico Matteo. E stando ai sondaggisti nessuno dei due ha la forza necessaria per guidare il Paese senza l’aiuto dell’altro. Ergo? Senza una legge elettorale degna di questo nome, si andrebbe incontro all’ennesimo governo di larghe intese, il terzo dal 2011: che sia questo il vero obiettivo del nuovo fascismo democratico italiano?

 

Supponendo che Berlusconi decada e che tutto questo faccia  cadere l’esecutivo Letta che succederebbe? L’unica risposta plausibile è quella di un nuovo governo di larghe intese. La prima cosa da tenere in considerazione è questa: tornare alle urne ora significherebbe non avere il tempo per cambiare la legge elettorale. Che rimarrebbe la stessa che ha creato la squadra di ministri attuale.

Quella basata sul porcellum, che difficilmente permette a una o un’altra coalizione di dominare e ottenere quei voti necessari per governare senza raggiungere accordi con “il nemico”.

Larghe intese soprattutto se a guidare i partiti che oggi siedono alla stessa mensa di governo saranno Matteo Renzi per il Pd e Marina Berlusconi per il Pdl. Questo sempre leggendo gli ultimi sondaggi secondo i quali nessuno di loro due riuscirebbe a raggiungere la maggioranza assoluta. Sappiamo però, con l’esperienza del febbraio scorso (nella quale non era stato previsto il boom del Movimento Cinque Stelle) che non sempre i sondaggi, per dirla alla dipietrese “ci azzeccano”.

RENZI NON OLTRE IL 41% – Il Governo delle larghe intese ha detto una cosa importante: il Pd e Sel non sono più in coalizione insieme. Uno in maggioranza l’altro all’opposizione. E’ tuttavia probabile che il quadro di febbraio si ricomponga.

Se Nichi Vendola dicesse no e proponesse un’alleanza alternativa con l’estrema sinistra? Il Pd si ritroverebbe senza quell’alleato che gli potrebbe permettere di vincere. In quel caso stando ai sondaggi di Swg per Agorà l’unica alternativa possibile sarebbe la leadership di Matteo Renzi.

Con Renzi il centrosinistra senza Sel raggiungerebbe il 41% senza il sindaco di Firenze si fermerebbe al 31%. In entrambi in casi non avrebbe quella maggioranza assoluta che gli permetterebbe di governare.

Senza Renzi poi il centrodestra arriverebbe al 35% lasciandosi alle spalle il centrosinistra di 4 punti. E comunque senza ottenere una vittoria netta e schiacciante che lo farebbe arrivare al governo da solo. La strada del centrosinistra resta comunque costellata di difficoltà perché Matteo Renzi avverte: “O facciamo le primarie aperte oppure non mi candido, me ne resto tranquillo a Firenze  se le regole vogliono farle loro”.

In questo contesto il Movimento Cinque Stelle viene dato al 14%. Sarà un dato reale o recupereranno all’ultimo momento? Questo sarà possibile vederlo soltanto se si tornerà alle urne.

MARINA FINO AL 40% – Alla discesa in campo di Matteo Renzi, Silvio Berlusconi cerca di contrapporre il miglior avversario possibile. E lui, come ormai sappiamo, potrebbe doversi fare da parte. Dopo Ferragosto aspetterà dal Colle un salvacondotto che gli permetterà di fare politica e restare in Parlamento.

Se non dovesse avvenire il Pdl starebbe già studiando una soluzione alternativa. Quella sbandierata da tutti i giornali: l’ingresso in politica di Marina Berlusconi. La presidente di Mondadori ufficialmente non ha detto una parola sulla sua possibile discesa in campo. Comunque però se dovesse servire il suo nome a papà Silvio non si tirerebbe certo indietro.

Il Cavaliere tuttavia sta già studiando questa possibilità. Sa di avere una lunga schiera di personaggi legati al Pdl di cui non potersi fidare. E per questo motivo ha affidato ai sondaggisti la sorte della figlia. Secondo questi numeri non è mai andato sotto il 30% preso dal padre nelle elezioni  di febbraio.

E il Corriere della Sera aggiunge anche che il Cavaliere si è fatto spiegare da Denis Verdini che “una finestra elettorale tra settembre e ottobre c’è“. 

 In tutti questi casi però, anche se Berlusconi non dovesse decadere e si dovesse candidare lui stesso, nessuno con questa legge elettorale riuscirebbe a ottenere la maggioranza assoluta. E con Napolitano ancora in carica non si esclude quindi che la soluzione potrebbe essere ancora una volta: larghe intese. Con buona pace di chi spera di avere un governo politico per il Paese. 

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