Maroni le spara grosse: “L’alleanza con il Pdl non è cosa scontata”

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Nell’ assemblea dei giovani leghisti a Milano, il segretario Roberto Maroni avverte Berlusconi sulla fragilità della loro alleanza. Matteo Salvini intanto cerca l’unità e tenta di pacificare il segretario con il presidente Bossi.

Domenica di congressi nella politica italiana. Dopo l’Idv che ha eletto il proprio segretario la Lega Nord ha riunito i giovani padani. Ed è proprio dal palco del teatro Nuovo di Milano che Roberto Maroni sferra il suo attacco a Berlusconi ed Alfano. “Non c’è nessun automatismo nell’alleanza con il Pdl” tuona tranquillamente senza paura di nulla.

E aggiunge: “Se Berlusconi pensava che tornare a Forza Italia significava riproporre anche le vecchie alleanze dovrà fare un passo indietro perché non sono interessato ai movimenti degli altri partiti”.

I giorni cruciali in cui si deciderà tutto saranno il 21 e il 22 settembre a Venezia quando ci sarà l’assemblea federale delle camicie verdi. Allora si saprà che fine faranno Umberto Bossi e i suoi sostenitori ma anche l’alleanza con il Pdl che per allora forse avrà deciso del suo futuro. Per Maroni nel frattempo il tutto resta aperto.

A rincarare la dose di un Maroni che si dice pronto anche a non rispettare i patti di stabilità in Lombardia c’è l’eurodeputato Matteo Salvini.

In mille hanno fatto l’Italia – ha sostenuto davanti ai suoi giovani-  in mille questa porcheria possono distruggerla. Oggi più cheRoma ladrona, parlerei di Roma cialtrona. A Roma ci sono quattro peracottai. Oggi il vero pericolo non è al Sud, ma è in giacca e cravatta, lavora in banca e talvolta si ritrova con altri cinquanta in qualche località per decidere chi campa e chi muore. I nuovi nazistisono qualcosa di più pericoloso, perché ci tolgono il futuro, le radici, l’identità. Vogliono che tutti diventiamo solo numeri, consumatori”.

Il vicesegretario fa di più. Cerca di proporsi nel difficile ruolo di pacificazione tra Umberto Bossi e Roberto Maroni sostenendo che il nemico è fuori.

Tutto questo rispondendo alla diatriba tra i due nata con una frase del segretario che diceva “Chi non è d’accordo con me si accomodi fuori” trovando subito la risposta del Senatur che riferendosi al presidente della Lombardia ha detto: “ A volte mi fanno incazzare certe cose come le espulsioni e frasi come ‘chi non è d’accordo con me si accomodi fuori: è inaccettabile”.

Bossi dice di non voler distruggere la Lega e di voler ascoltare la base.  Il presidente della Lega ha ribadito di preferire “Padania a Prima Il Nord’’ e ha poi detto che “la cura Tosi ha distrutto il Veneto”.

I risultati disastrosi delle ultime elezioni sembrano dargli ragione. A settembre si scioglieranno i nodi. 

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