Marino sindaco inizia col botto: scoppia lo scandalo dell’assessore dal doppio incarico (e stipendio)

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Un incarico che dal punto di vista formale non porta ad alcuna incompatibilità. Resta però il fatto che Daniela Morgante, neo assessore al bilancio del comune di Roma e giudice contabile della Corte dei Conti in Puglia, guadagnerà una doppia indennità. Il solito cambiamento a chiacchiere.

 

Ignazio Marino, neo sindaco di Roma, aveva promesso il cambiamento. Da un punto di vista formale forse c’è stato ma da quello sostanziale continuano gli sprechi e la poca chiarezza. Soprattutto nella nomina dell’assessore al Bilancio Daniela Morgante, che dovrà razionalizzare la spesa di bilancio di circa 8.5 miliardi di euro. L’assessora è stata nominata il 27 giugno ma la quarantenne è anche giudice contabile presso la Corte dei Conti in Puglia.

Per l’organo giudiziario è tutto ok: via libera al doppio incarico come è ok anche per il primo cittadino di Roma Capitale. Il tutto senza “collocamento fuori ruolo”. Potrà continuare a svolgere sia la funzione di magistrato contabile che di assessore al bilancio del Campidoglio. Percepirà quindi due stipendi e in un momento in cui la parola spending review è d’ordine non è certo un bel segnale per le politiche di Ignazio Marino. Il Fatto Quotidiano, che per primo riporta la notizia, ha provato a contattarla. E’ stato l’Ufficio stampa del Sindaco però a precisare che lo stipendio di assessore è stato ridotto a 2 mila euro. Parlandone come se fossero bruscolini in tempi in cui milioni di persone non guadagnano più di 700 euro al mese.

La cosa politicamente scorretta è che Daniela Morgante guadagna due stipendi pubblici. E, sotto il profilo formale, è la stessa Corte dei Conti ad autorizzare questo doppio incarico senza aspettativa.

Dal punto di vista dell’opportunità politica non è certamente il massimo. Di certo non è conveniente che un giudice contabile, impegnato in Puglia a controllare la spesa pubblica, allo stesso tempo metta mano al bilancio della Capitale d’Italia. Denaro pubblico che dovrà essere controllato dai suoi stessi colleghi. Una sorta di conflitto di interesse quando il controllore si pone contemporaneamente nella veste di controllato. I suoi supervisori (i controllori ndr) saranno poi obiettivi nei suoi confronti? E se dovesse fare le pulci alla Morgante un collega che ha lavorato con lei in precedenza? Lo scenario diventerebbe imbarazzante al pari di quello in cui si prefigura un contenzioso con un Comune pugliese con un risvolto di danno erariale.

Chi è Daniela Morgante? Un avvocato che nel 2007 diventa magistrato della Corte dei Conti e membro del Tar Piemonte. Nove anni fa ha partecipato alla   “Divisione di Supervisione finanziaria presso la sede della Banca Centrale Europea di Francoforte”.  

Un curriculum importante quello del neo assessore: è stata componente del Collegio dei Revisori dei Conti del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria e dell’Associazione Nazionale Magistrati della Corte dei Conti. Ha insegnato in “diversi corsi post-universitari”, ha lavorato in Consob “come avvocato” e in Banca d’Italia, dove “si è occupata di concorrenza finanziaria”. Ora le tocca gestire e razionalizzare la spesa della Capitale d’Italia. Un compito non facile ma la nomina di Ignazio Marino sa tanto di scivolone. 

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