Quando Marino diceva: “Troppo pochi 4.500 euro al mese per fare il sindaco.”

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Erano passati appena 2 mesi dalla sua elezione a Sindaco e il chirurgo frignone già rosicava: “Pochi 4.500 euro al mese per fare il sindaco”. E oggi vengono fuori i finanziamenti di Mafia Capitale alla sua campagna elettorale. Sono proprio le dichiarazioni come quelle di Marino che spalancano le porte della politica ai criminali, cui il messaggio che arriva è netto: avidità e cupidigia albergano nei corpi “malati” dei politicanti. Marino compreso.

 

Dopo appena due mesi dalla sua vittoria Ignazio Marino parlava già di “riequilibrio del suo salario”.

Lo stipendio del Sindaco di Roma si aggira sui 4.500 euro mensili, mentre per i suoi collaboratori si parla di 3.600 euro mensili, cifre che in tempi di crisi (e non) appaiono di tutto rispetto. Ma come sempre accade chi ci governa dimostra di non vivere le nostre situazioni.

Tanto è vero che Marino si era lasciato andare, rivelando ai suoi, durante una riunione, tutta la sua cupidigia, ovviamente sotto forma di responsabilità politica, ci mancherebbe.

Amministriamo bilanci miliardari e responsabilità enormi. Ammetto che forse con la battaglia sui costi della politica si è ecceduto. Ma prima o poi bisognerà riequilibrare”, si era sfogato il chirurgo genovese, che evidentemente è attaccato al denaro tanto quanto i suoi avi.

Tradotto dal politichese, il suggerimento di Marino era quello di aspettare che passasse la bufera della crisi e che smettesse di soffiare il vento dell’antipolitica per “riequilibrare” il suo stipendio.

Anche perchè – ennesima sparata del Sindaco della Capitale – aveva definito la sua giornata lavorativa “faticosa”, come a voler rafforzare la richiesta di aumento.

Chi lavora in miniera si metta l’anima in pace: Marino ha la giornata “faticosa” e vuole più soldi.

Pubblici, ovviamente.

Quando qualcuno gli fa notare che “non è un buon momento per rivendicazioni salariali”, il sindaco non molla la presa e – pur essendo d’accordo sul momento difficile – ribatte che “prima o poi bisognerà riequilibrare”. Meglio prima che poi, immaginiamo.

Tutto questo è accaduto appena due mesi dopo la sua elezione a sindaco, quando i romani lo avevano già inquadrato per quello che era, un marziano sbarcato nella Capitale a fare il nulla più assoluto, a parlare del nulla più assoluto, a chiedere più soldi e a parcheggiare in modo selvaggio.

Poi è scoppiato il “Mondo di Mezzo”, Mafia Capitale si è presa tutte le telecamere e il povero Marino è stato travolto dallo scandalo : mezzo Pd romano era in affari con Buzzi e Carminati, la campagna elettorale del sindaco è stata finanziata con i soldi della Cooperativa 29 Giugno e Marino in diverse occasioni ha incontrato il braccio destro del Nero.

Ma sapete qual è il problema?

Che sono proprio le dichiarazioni come quelle di Marino a spalancare le porte della politica ai criminali: il messaggio che arriva loro è chiaro netto.

Avidità e cupidigia albergano nei corpi “malati” dei politicanti. Marino compreso.

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