Marcia su Roma. Ancora si festeggia, ma c’è chi dice che è incostituzionale

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Come ogni anno il 28 ottobre a Predappio si svolgerà la manifestazione in onore della marcia su Roma. Le associazioni Anpi e Prc  però fanno di tutto per bloccare un qualcosa che loro stessi definiscono anticostituzionale. E in un momento in cui la carta è a rischio modifiche selvagge evitare lo svolgimento di questa kermesse, anche con una petizione di firme, è importante per riaffermare i principi della Costituzione antifascista.

 

Il 28 ottobre si avvicina e, nonostante la legge punisca ancora chi mette in scena manifestazioni che riprendono i valori fascisti, a Predappio (paese in cui nacque Benito Mussolini) continuano a festeggiare l’anniversario della marcia su Roma.

Come se 68 anni di storia non fossero mai trascorsi e ci fosse ancora il fascio littorio come stemma del potere in Italia. La legge però fortunatamente è cambiata. E ci sono norme specifiche che dovrebbero mettere alla porta certe manifestazioni.

Il reato in questione si chiama apologia di fascismo ed èprevisto dalla legge 20 giugno1952, n. 645 (contenente “Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione“), anche detta Legge Scelba.

IL CONTENUTO DELLA LEGGE SCELBA

Si parte dal riconoscimento della ricostruzione del partito fascista. Che si intende tale quando un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza  quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista,  ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista

Si può facilmente affermare che manifestare in ricordo della marcia su Roma è certamente un modo per l’esaltazione di uno dei principi chiave del partito nazional fascista che non deve essere in nessun modo ricostruito nemmeno secondo i dettami costituzionali.

Finora però nulla è stato detto. A Predappio si continuano a custodire veri e propri musei dedicati alla cultura fascista che ne esaltano addirittura i principi morali e si continua a festeggiare la marcia. Come se nulla fosse.

Quest’anno però l’Anpi e il Prc dell’Emilia Romagna hanno detto basta a questo stato di cose. E sono intervenuti pubblicamente per esprimere il loro dissenso per quanto accade.

MANIFESTAZIONE A PREDAPPIO: LO SDEGNO DELL’ANPI

A lanciare l’allarme nei confronti della manifestazione soprattutto il presidente provinciale dell’Anpi di Forlì Carlo Serpieri. Il quale ha denunciato la pesante deriva fascista che si sta avverando negli ultimi anni soprattutto a causa delle rivendicazioni di Casa Pound.

Ancora una volta – stigmatizza il presidente dell’associazione – si dovrà registrare il fatto che si consenta di fare discorsi, di urlare slogan, di fare sfoggio di divise e oggetti che inneggiano al fascismo e ne richiamano i simboli. Ancora una volta siamo a richiedere che tutto ciò sia impedito in nome della Costituzione e delle leggi che vietano l’apologia del fascismo».«La popolazione di questa provincia – sottolinea ancora il presidente dell’Anpi – si è battuta contro il fascismo e il suo principale artefice, tanto da meritare la medaglia d’oro al valor civile. Per rispetto ad essa, per rispetto a coloro che si sono sacrificati, spesso giovanissimi, per rispetto ai giovani di oggi che hanno diritto di pace e prosperità, l’Anpi sente il dovere di sollecitare tutte le autorità preposte a prevenire ed annullare ogni tentativo volto a far rinascere, sotto altro nome, ciò che la Costituzione ha voluto cancellare: una ideologia fondata sulla violenza politica e sulla discriminazione fino al punto di dare origine all’infamia delle leggi razziali e alla soppressione delle libertà fondamentali dell’uomo”.

IL PRC EMILIA ROMAGNA LANCIA INVECE UNA PETIZIONE DI FIRME

Il Prc va oltre e tramite il canale Change.org ha pensato allo strumento della petizione di firme per evitare che la manifestazione si tenga. Per quest’anno è difficile che riesca nell’intento ma nei prossimi chissà che non raggiunga l’obiettivo.

L’obiettivo delle diecimila firme è ancora lontano. Però fattibile. Ecco il testo della petizione  promosso dal Prc.

Ce lo chiediamo – si legge– sapendo che si tratta del comune in cui è nato e sepolto Mussolini. Non fa alcuna differenza. C’è di più: il 28 ottobre è anche l’anniversario della Liberazione di Predappio. Come è possibile che  si festeggi la marcia su Roma e non la Liberazione dal nazifascismo? Per questo chiediamo alle istituzioni una cosa molto semplice: di attuare la Costituzione, nata dalla Resistenza e fondata sull’antifascismo, e di non dare alcuna autorizzazione ai fascisti. La vicenda delle esequie del criminale nazista Priebke ha visto crescere l’indignazione di tante e di tanti, memori della disumanità e dei milioni di morti causati dalle dittature di Hitler e di Mussolini. Segno che il nostro Paese non dimentica. Al contempo quella vicenda ci ricorda come vi sia il tentativo ricorrente di riabilitare criminali ed assassini, di annacquare la Storia, di indebolire le basi antifasciste e repubblicane della nostra democrazia. Per questo, da antifasciste e antifascisti, diciamo: via i fascisti da Predappio”.

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