Mafie al Nord, Sedriano è il primo comune lombardo sciolto. L’ex sindaco il fulcro dei rapporti

sindaco sedriano arrestato ndrangheta

Il primo comune sciolto per mafia in Lombardia è Sedriano. Il sindaco aveva rapporti con la ‘ndrangheta, tanto da domandare alle cosche di proteggere Minetti.

 

Che la mafia avesse trovato terreno fertile nel Nord Italia è cosa ormai nota. Soltanto pochissimi, ormai, si nascondono dietro un dito e fingono ancora che la criminalità organizzata sia una prerogativa del Sud, di quella Campania, Calabria e Sicilia di cui tanto si fa parlare. 

In special modo è la ‘ndrangheta ad aver conquistato il settentrione. La mafia degli affari nell’edilizia, quella “imprenditoriale“, che dove fiuta odor di appalti accorre. Si intreccia con la politica e intacca le istituzioni, in nome degli affari. Una mafia diversa dalle altre, quella calabrese, forse più “adattabile” perché meno sanguinaria e più con il senso del business.

Una mafia non per questo meno pericolosa. Soprattutto perché in grado d’arricchirsi a scapito dell’economia locale e nazionale, grazie alla connivenza dei politici, di piccola o grande portata. In questo senso rappresenta un forte segnale, sia dal punto di vista della giustizia che dell’allarme, lo scioglimento del Comune di Sedriano, che da martedì è  “chiuso per mafia”.

E’ la prima volta che accade, in Lombardia, in quella stessa regione in cui il problema dei clan è sempre stato forse sottovalutato. Nonostante i numerosi arresti e le molteplici prove che negli anni si sono accumulate al riguardo. Le indagini non si placano mai, e ora, quelle dei carabinieri, hanno portato ad individuare nella figura dell’ormai ex sindaco Alfredo Celeste -del Pdl- il fulcro dei rapporti tra ‘ndrine e politica.

L’uomo, già in passato, s’era contraddistinto per essersi schierato apertamente contro la “Carovana Antimafia“. Aveva inoltre più volte minacciato giornalisti che tentavano di indagare riguardo i suoi rapporti scottanti. Era riuscito a ricoprire la poltrona di primo cittadino grazie all’appoggio elettorale della mafia calabrese, la quale fornì un bacino di voti indispensabile per la vittoria. Merito, soprattutto, di Marco Scalambra -medico ritenuto molto vicino ai clan-, ed Eugenio Costantino, capolocale a Sedriano. In cambio, Celeste pilotava a loro favore appalti sia nel campo dell’edilizia che in quello dello smaltimento di rifiuti.

Ora si trova indagato per corruzione aggravata con metodo mafioso e, mentre in città si solleva la protesta (alcuni fedeli al sindaco hanno parlato di una “invenzione della stampa”), spuntano nuove prove, come la telefonata intercorsa tra il primo cittadino e un appartenente alla ‘ndrangheta. In essa, Celeste richiedeva un servizio d’ordine che fosse in grado di  proteggere Nicole Minetti, in visita in città.

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