Lo squalo di Firenze: perché potrebbe essere Renzi a far cadere il Governo

matteo renzi squalo

Matteo Renzi, quello che per molti viene bollato come ‘figlioccio’ del Cavaliere, se ne sta appollaiato sul trespolo e guarda il tempo che fa. Aspetta che il cadavere del nemico, quale che esso sia, passi sulle rive dell’Arno. Con un Berlusconi gravemente ferito, lo squalo di Firenze sente odore di vittoria facile nella corsa verso Palazzo Chigi. E chi fino a qualche tempo fa lo massacrava, Vendola e altri, ora lo idolatra come se il giovane sindaco fosse il nuovo Berlinguer. Ecco perché potrebbe essere proprio Renzi a far cadere il governo: piatto ricco mi ci ficco.

 

L’Italia, si sa, ha bisogno di dominatori: dopo B. chi ci sarà? L’unico leader su cui investire sembra essere proprio Matteo Renzi, il politico che unisce berlusconismo ed anti-berlusconismo.

MATTEO RENZI LEADER DEI PRO E CONTRO BERLUSCONI Renzi tace sulla condanna in Cassazione di Silvio Berlusconi.  Non esprime nessuna opinione né attraverso il suo sito ufficiale né sulla sua pagina facebook . Silente anche su twitter . Forse la strada del silenzio è quella più semplice per il giovane sindaco di Firenze, sulla cui testa pesa già l’etichetta di ‘berlusconiano’, consapevole, però, che questa sentenza cambierà il panorama politico favorendo la sua rimonta.

La ‘vicenda Berlusconi’ viene osservata ma, per il momento, non commentata.

«Matteo Renzi non ha mai espresso solidarietà a Silvio Berlusconi né direttamente né indirettamente. I processi e le sentenze si rispettano e non si commentano» ha dichiarato ufficialmente il portavoce di Renzi, Marco Agnoletti, smentendo così le voci di Sallusti su Il Giornale secondo cui Renzi avrebbe appoggiato Berlusconi.

In realtà, però, sul dibattito in merito all’ineleggibilità di Berlusconi, Matteo Renzi si era esposto apertamente, dichiarando: «Lo dobbiamo battere nelle urne e non giuridicamente. Io sono contro l’ineleggibilità di Berlusconi». Una posizione, quella di Renzi, che si oppone alla giurisdizione italiana: l’ineleggibilità è una legge. Precisamente è la legge n. 361 del 30 marzo 1957 che rende, quindi, anche Berlusconi non eleggibile, nonostante lo sia stato per ben 20 anni.

Intanto, nonostante questo momentaneo velo di silenzio dietro cui si cela Renzi, la sua opinione sulla possibile condanna di B. è già stata espressa in un dibattito con il giornalista Travaglio alla trasmissione di Mentana dove il sindaco di Firenze aveva detto: «Se Berlusconi viene condannato in Cassazione ed interdetto dai pubblici uffici – in realtà è escluso da quest’ultima condanna – è chiaro che il Senato non deve avere uno scontro con la magistratura. Berlusconi in quel caso decade non in base alla legge – ovvero la legge 361 del ’57 – ma sulla sentenza».

IL BIPOLARISMO SOTTO IL NOME DI B. – Il centro sinistra non è mai stato un vero centrosinistra e non ha mai fatto ostruzionismo al berlusconismo. Questo è un mea culpa che crea tante correnti interne al Pd e lo pone a rischio ‘frattura’ proprio ora che, dopo la condanna di B., dovrebbe rafforzarsi. Ricordiamo la dichiarazione del 2003 dell’allora deputato Luciano Violante, in cui sfacciatamente viene data conferma di taciti accordi fatti con Berlusconi – che risalgono al 1994. Illo tempore il centrosinistra ha garantito che non sarebbero state toccate le ‘televisioni di Berlusconi’ e nessuno si sarebbe opposto al conflitto d’interessi: “L’onorevole Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena – non adesso, nel ’94, quando ci fu il cambio di governo – che non sarebbero state toccate le televisioni. Lo sa lui e lo sa l’onorevole Letta. Voi ci avete accusato nonostante non avessimo fatto la legge sul conflitto di interessi e dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni. Durante i governi di centrosinistra il fatturato Mediaset è aumentato di 25 volte!».

Dopo dieci anni da queste dichiarazioni è arrivato il governo delle larghe intese, quello di Letta- Alfano che è tornato a unire il bipolarismo sotto un unico denominatore.

LA CRISI D’IDENTITA’ DEL PD – Questo Pd, quello del governo Letta, proprio non piace a Matteo Renzi che ingoia il rospo solo per il bene del Paese. Un governo delle larghe intese inquinato, che crea una crisi d’identità profonda e lo stesso sindaco di Firenze è consapevole che, più il governo Letta-Alfano durerà, più si allungheranno i tempi per la sua escalation politica. Eppure, nel post condanna di B., c’è da giurare che il cavallo di battaglia su cui puntare sarà Renzi perché in lui s’identificano in molti: berlusconiani ed antiberlusconiani.

Si riscopre filo renziano anche Nichi Vendola che fino a poco tempo fa vedeva in Renzi un “giovanotto che incarna l’inciucio Pd e Pdl” mentre ora, sembra essere l’unica speranza. In un’intervista all’Unità Vendola dice: «Sono contento che Matteo Renzi con grande forza, mentre nel Pd prevale una maggiore titubanza, insiste sull’importanza della parola sinistra». Dichiarazioni che creano non poche perplessità, soprattutto ora che si è alla ricerca di un centrosinistra perduto.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.