Letta, il Premier a ore, lancia il programma Impegno Italia. Ecco cosa c’è scritto

letta presenta il programma impegno italia nonostante abbia ore contate

Nel documento di 58 pagine ci sono le cifre del taglio del cuneo fiscale per imprese e lavoratori. Le maggiori entrate per la spending review sono quantificate in 16,6 miliardi, mentre ne sono previsti 8 dal rientro dei capitali. Ecco, voce per voce, i contenuti di Impegno Italia.

 

Il documento presentato da Letta in una tabella quantifica le maggiori entrate (senza nuove tasse è scritto). Si tratta di 16,6 miliardi provenienti dalla spending review, 8 dal rientro dei capitali e 6 dai risparmi interessi. In totale 30,6 miliardi.

Primo capitolo il lavoro. Perché un’Italia più competitiva si ricostruisce partendo dal lavoro. Si parte dal cuneo fiscale. Nel biennio 2014-2015 sono previsti 19 miliardi (2,6 già previsti dalla legge di stabilità, 4,5 come risorse supplementari 2014, 2,9 già previste dalla legge di stabilità per il 2015, 9 come misure supplementari 2015). Di questi 19 miliardi 8,95 sono per le imprese, 10,05 per i lavoratori.

Prevista l’introduzione del contratto di inserimento a tutele progressive, con l’obiettivo di promuovere nuova occupazione a tempo indeterminato e rafforzare le politiche attive per il lavoro. Poi adottare il Codice del lavoro semplificato. Si tratta di raccogliere e riordinare in un Testo Unico breve e facilmente comprensibile la disciplina del lavoro (anche a beneficio degli operatori stranieri).Impegno Italia prevede di riformare gli ammortizzatori sociali e intervenire a favore degli esodati. Necessario allargare la platea dei beneficiari degli ammortizzatori sociali e proseguire il percorso di revisione degli ammortizzatori sociali in deroga. Poi rendere più flessibili le regole di uscita dal mercato del lavoro e assicurare la convergenza tra Aspi e mini-Aspi. Poi un disegno di legge cercherà di favorire l’applicazione dell’accordo tra le parti sociali in tema di rappresentanza. L’obiettivo e rendere operativi i risultati dell’accordo tra le parti sociali.Inoltre sostegno al Terzo settore. Necessario rivedere la normativa sulle imprese sociali e le organizzazioni del Terzo settore; Poi consentire l’avvio dei social impact investment bonds.

Prevista l’introduzione del contratto di inserimento a tutele progressive, con l’obiettivo di promuovere nuova occupazione a tempo indeterminato e rafforzare le politiche attive per il lavoro. Poi adottare il Codice del lavoro semplificato. Si tratta di raccogliere e riordinare in un Testo Unico breve e facilmente comprensibile la disciplina del lavoro (anche a beneficio degli operatori stranieri).Impegno Italia prevede di riformare gli ammortizzatori sociali e intervenire a favore degli esodati. Necessario allargare la platea dei beneficiari degli ammortizzatori sociali e proseguire il percorso di revisione degli ammortizzatori sociali in deroga. Poi rendere più flessibili le regole di uscita dal mercato del lavoro e assicurare la convergenza tra Aspi e mini-Aspi. Poi un disegno di legge cercherà di favorire l’applicazione dell’accordo tra le parti sociali in tema di rappresentanza. L’obiettivo e rendere operativi i risultati dell’accordo tra le parti sociali.Inoltre sostegno al Terzo settore. Necessario rivedere la normativa sulle imprese sociali e le organizzazioni del Terzo settore; Poi consentire l’avvio dei social impact investment bonds.

Avviare la sperimentazione di un modello della scuola dell’infanzia come primo grado di un ciclo di istruzione più breve. Introdurre criteri più stringenti di valutazione e valorizzazione del merito. Attuare il regolamento sulla valutazione delle scuole pubbliche e delle istituzioni formative. Poi investire nel periodo 2013-2015 oltre 2 miliardi di euro per la sicurezza e l’adeguatezza delle strutture scolastiche. Completare l’Anagrafe dell’edilizia scolastica. Monitorare e accelerare gli interventi in corso. Reclutare nuovi insegnanti e superare il pre¬cariato.

Confermare la chiusura definitiva delle graduatorie ad esaurimento. Avviare corsi universitari abilitanti calibrati sul fabbisogno effettivo. Indire concorsi a cadenza triennale. Riformare il sistema di finanziamento delle università e promuovere il diritto allo studio universitario. Definire un sistema di ripartizione delle risorse in funzione dei risultati della ricerca, della didattica e del contesto socio-economico. Riformare il sistema di contribuzione agli studi universitari sulla base di criteri di equità e progressività. Proseguire l’azione volta ad aumentare il numero di borse di studio e di forme di assistenza.

Un Dpcm per destinare alla riduzione della pressione fiscale su lavoratori e imprese 4,5 miliardi di euro, che si renderanno disponibili dalla revisione della spesa, dal rientro dei capitali dall’estero e dal risparmio sugli interessi sul debito.Ridurre gli adempimenti fiscali e assicu¬rarne la chiarezza. Semplificare le modalità di calcolo e pagamento delle imposte. Semplificare la gestione delle addizionali comunali e regionali Irpef, le procedure di rimborso e altre procedure collegate ad adempimenti fiscali. Rafforzare la lotta all’evasione con il contrasto di interessi e accelerare il rientro dei capitali illegalmente esportati all’estero.

Predisporre misure specifiche relativamente ai settori maggiormente esposti al mancato rispetto dell’obbligo tributario. Accelerare l’applicazione della voluntary disclosure. Rafforzare l’azione di revisione della spesa pubblica, ridurre l’amministrazione periferica dello Stato e realizzare le città metropolitane. Entrando nel dettaglio si tratta di dare attuazione al programma del Commissario straordinario. Riorganizzare l’articolazione periferica dei Ministeri, degli enti pubblici nazionali (Inps, Inail, ecc.) e degli altri corpi dello Stato, accorpando e riducendo gli uffici. Istituire le città metropolitane e svuotare già ora le funzioni delle province.

Snellire le procedure di maggiore impatto economico–sociale, tagliare concerti, intese, pareri Riformare la conferenza di servizi. Snellire le procedure in materia di lavoro, fisco, edilizia, ambiente, paesaggio, porti, turismo, salute. Concentrare le responsabilità nella definizione degli atti di attuazione, eliminando la moltiplicazione di passaggi tra amministrazioni e prevedendo, se necessario, forme di silenzio assenso. Poi riformare la dirigenza pubblica. Introdurre, analogamente a quanto avviene alla Commissione europea, un sistema di gestione della dirigenza basato su incarichi a tempo determinato a rotazione obbligatoria; eliminare le nomine politiche dalla sanità. Rafforzare il sistema delle Autorità indipendenti di vigilanza e di regolazione. Riordinare il sistema, integrare le competenze e riformare la governance delle autorità, in alcuni casi estendendone la composizione, in altri rivedendone la missione.

Snellire le procedure di maggiore impatto economico–sociale, tagliare concerti, intese, pareri Riformare la conferenza di servizi. Snellire le procedure in materia di lavoro, fisco, edilizia, ambiente, paesaggio, porti, turismo, salute. Concentrare le responsabilità nella definizione degli atti di attuazione, eliminando la moltiplicazione di passaggi tra amministrazioni e prevedendo, se necessario, forme di silenzio assenso. Poi riformare la dirigenza pubblica. Introdurre, analogamente a quanto avviene alla Commissione europea, un sistema di gestione della dirigenza basato su incarichi a tempo determinato a rotazione obbligatoria; eliminare le nomine politiche dalla sanità. Rafforzare il sistema delle Autorità indipendenti di vigilanza e di regolazione. Riordinare il sistema, integrare le competenze e riformare la governance delle autorità, in alcuni casi estendendone la composizione, in altri rivedendone la missione.

Rilanciare le liberalizzazioni, in particolare dei servizi pubblici locali. Definire la legge annuale sulla concorrenza (finora mai approvata), e riformare i servizi pubblici locali anche al fine di chiarire il quadro normativo. Realizzare il piano delle privatiz-zazioni. Attuare il piano di privatizzazioni presentato a novembre 2013 aprendo al capitale privato e alla partecipazione dei lavoratori altre aziende, tra cui Poste. Sostenere i pro¬cessi di internazionalizzazione ed export delle imprese italiane. Aumentare il numero di settori oggetto dell’attività di promozione dell’Ice (meccatronica, biomedicale, domotica, tecnologia ambientale, ecc.).

Incentivare l’assunzione di export manager temporanei e rafforzare il coordinamento tra Ice e Camere di Commercio. Semplificare gli adempimenti per le imprese. Rafforzare le Agenzie per le Imprese. Razionalizzare e unificare le comu¬nicazioni obbligatorie e creare uno sportello unico per lo svolgimento degli adempimenti amministrativi in materia di lavoro. Unificare e semplificare la disciplina dell’obbligazione solidale nella filiera degli appalti per renderla più facile e leggibile. Garantire tempi più stretti nella Valutazione di Impatto Ambientale con un sistema di sanzioni per le parti inadempienti. Valutare il funzionamento del Sistri e procedere a modifiche puntuali del sistema, in particolare per le Pmi e le imprese artigiane. Riformare il Patto di stabilità interno Integrare la dotazione del fondo per l’esclusione dai vincoli del Patto di stabilità interno delle spese effettuate a valere sulle risorse dei cofinanziamenti nazionali dei fondi strutturali da 1 a 3 miliardi per il 2014.

Rivedere le modalità di funzionamento del Patto di Stabilità interno in modo da stimolare gli investimen¬ti pubblici produttivi. Assicurare il pieno utilizzo dei Fondi strutturali 2007–2013 e dare avvio al nuovo ciclo 2014–2020. Il piano prevede il completamento dei programmi di spesa cofinanziati dai fondi strutturali 2007–2013. Poi adottare l’Accordo di Partenariato 2014–2020 e far partire i programmi operativi. E rendere operativa l’Agenzia Nazionale per la Coesione territoriale. Aumentare le risorse per le infrastrutture, rilanciare gli investimenti nel settore idrico, completare le opere connesse ad Expo 2015. Aumentare le risorse per le piccole opere (es. 6000 campanili) e per le grandi (es. Alta Velocità e autostra¬de). Rilanciare gli interventi nel settore idrico, sperimentando soluzioni innovative di supporto al finanziamento privato. Completare secondo il calendario stabilito le opere connesse a Expo 2015. Rivedere la disciplina sulla por¬tualità anche al fine di rafforzare il sistema di governance dei porti.

Realizzare l’Agenda verde per il Paese. Accelerare le procedure relative alla realizzazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico. Stanziare nuove risorse e definire una nuova disciplina delle modalità di finanziamento degli interventi. Censire il fabbisogno e realizzare gli interventi di bonifica dei siti inqui-nati di interesse nazionale. Poi predisporre il regolamento per la tariffazione puntuale in materia di rifiuti. Aumentare la competitività del settore agricolo. Come? Introducendo incentivi fiscali per gli investimenti nelle piccole e medie imprese condotte da under 40, per l’innovazione tecnologica, lo sviluppo dell’agricoltura sociale e dei prodotti a filiera corta. Semplificando i controlli amministrativi. Introducendi un nuovo marchio per il Made in Italy. Razionalizzare il sistema delle società e degli enti vigilati.

Riformare l’intera governance del sistema turistico. Introdurre un credito d’imposta e ammortamenti brevi. Definire standard minimi nazionali di eccellenza. Rafforzare la presenza delle strutture ricettive nazionali sul web. Istituire un comitato interministeriale che sovrintenda alla strategia sul turismo. Potenziare l’Enit trasformandola in società per azioni.Rafforzare la gestione economica dei beni ar-tistici e culturali. Incentivare lo sviluppo dei servizi aggiuntivi da dare in concessione ai privati. Incrementare i poli museali. Realizzare un piano straordinario per l’individuazione di 10 poli turistici su cui indirizzare i flussi Expo. Estendere il modello sperimentato per Pompei su altre aree da valorizzare.

Rivedere la disciplina per migliorare l’efficienza del processo civile. Limitare l’appellabilità delle sentenze di primo grado. Rivedere la disciplina del processo penale con particolare riferimento all’istituto della prescrizione. Migliorare le procedure relative agli irreperibili. Ridefinire la disciplina per la prevenzione e repressione della criminalità organizzata, compresa la gestione economica dei beni confiscati. Intervenire su specifiche aree degradate. Perfezionare il sistema di preven-zione patrimoniale e di gestione e destinazione dei beni confiscati. Introdurre i reati di autoriciclaggio e autoimpiego. Disciplinare le lobby. Come? Definendo un provvedimento legislativo per regolare il rapporto fra gruppi di interesse e istituzioni. Disciplinare i conflitti di interesse e rafforzare la normativa penale del falso in bilancio.

L’obiettivo è superare le carenze della legge 215/04 sui conflitti di interesse e completare il quadro normativo in materia di incompatibilità di quanti ricoprono cariche pubbliche. Poi rafforzare le previsioni contenute nella legge 190/2012. Rafforzare la disciplina penale del reato di falso in bilancio. Accelerare la piena attuazione del piano carceri assicurando un significativo incremento dei posti regolamentari. Perfezionare e promuovere strumenti innovativi di realizzazione e finanziamento basati anche sull’apporto di capitali privati.

Definire un piano nazionale di intervento sulle infrastrutture digitali per favorirne la realizzazione anche con risorse derivanti dai Fondi Strutturali.Obiettivo rafforzare la sanità elettronica. Realizzare il fascicolo sanitario elettronico e la ricetta digitale. Concludere l’accordo Stato-Regioni sulle linee di indirizzo per la telemedicina. Attivare il “Portale della trasparenza”. Attuare ed estendere la fatturazione elettronica e incentivare l’uso della moneta elettronica. Assicurare la piena operatività dell’obbligo di fatturazione elettronica per le amministrazioni centrali.

Estendere l’obbligo di fatturazione elettronica a Regioni ed enti locali a partire dalla seconda metà del 2015. Avviare la sperimentazione della fatturazione elettronica nelle Regioni ed enti locali disponibili entro fine 2014.

Rendere operativo l’obbligo di transazione con moneta elettronica per Pa e professionisti. Incentivare i piccoli esercizi all’uso dei necessari dispositivi elettronici. Realizzare il Sistema pub-blico di Identità digitale (Spid) e avviare l’Anagrafe Nazionale Popolazione Re-sidente (Anpr) Completare l’iter di emanazione dei regolamenti e far partire un progetto pilota delle prime amministrazioni coinvolte entro la fine dell’anno.

Approvare con rapidità i tre decreti attuativi Anpr. Avviare la sperimentazione per rendere operativa l’Anagrafe nel 2015.

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