Letta esalta Alfano: “Con lui Italia più stabile”

letta esalta alfano con lui italia più stabile

Il premier al convegno del «FT»: “Con Renzi un percorso comune. In settimana piano privatizzazioni”.

 

A tre giorni dalla scissione nel centrodestra con sa separazione soft tra Silvio Berlusconi e Angelino Alfano, Enrico Letta commenta gli smottamenti con parola nette: «Credo che quello che è successo nel centrodestra aiuterà la stabilità in Italia, ne sono sicuro». Il premier illustra il suo ragionamento nel corso di un convegno del Financial Times: «Oggi la situazione è più stabile . Spero oggi di avere la possibilità di lavorare duro ma con una situazione politica più chiara».

Letta guarda ai prossimi mesi di governo e anche a quello che sta succedendo nel Pd: «Con Renzi faremo lo stesso percorso perché dovremo applicare riforme importanti da un punto di vista economico e politico per avere un Paese più stabile». Il premier riconosce che «il 2014 sarà un anno decisivo per introdurre le riforme e cambiare il sistema politico istituzionale del Paese».

 

L’agenda Letta è serrata: «Questa settimana ci sarà un evento importante, presenteremo il piano di privatizzazioni che viene discusso oggi al ministero dell’Economia». E poi c’è la grande partita delle riforme istituzionali: «Il voto è atteso entro l’estate 2014». Sui conti il premier rassicura l’Europa: «Il percorso di consolidamento fiscale è un mantra, un dovere, vogliamo continuare lungo questa strada». La ripresa è vicina: «Siamo nell’ultimo trimestre e in questo trimestre prevediamo di risolvere il problema della crescita». Poi il taglio ai costi della politica: «Uno degli obiettivi più importanti» dell’attuale governo è «l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, che creerà fiducia». 

A due settimane dall’allarme lanciato in un’intervista a La Stampa. Letta torna anche sui populismi: «Il partito antieuropeista in Germania non rappresenta una minaccia, mentre Le Pen in Francia e il Movimento 5 stelle in Italia sono una minaccia» da questo punto di vista. Il premier mette in guardia anche da chi chiede al governo di fare tutto e subito: «Anche per i problemi politici che ci sono in Italia non è possibile pensare di fare una rivoluzione per uscire dalla crisi bisogna fare un passo alla volta».

Il premier si dice certo che l’Italia riuscirà a ridurre il rapporto tra debito pubblico e Pil già dal 2014, grazie all’effetto combinato delle misure previste nella Lege di Stabilità e al piano di privatizzazioni che il governo si appresta a presentare. «Il bilancio più il piano di privatizzazioni saranno in grado di ridurre debito dal prossimo anno – spiega – sarà la prima volta da 5 anni ed è molto importante per la credibilità». «La scorsa settimana la Commissione europea ha clamorosamente omesso di riconosce all’Italia i requisiti per godere di alcuni margini di flessibilità sui conti pubblici e sul deficit 2014, rilevando la dinamica di rialzo del debito». La priorità resta il lavoro: «Se c’è un incubo che ha l’Italia è la crescita della disoccupazione giovanile in Italia che rappresenta forse il più urgente problema italiano».  

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