Legge elettorale, cosa concederà Renzi a Berlusconi in cambio della Pax?

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Ci sarà ampio tempo per discutere sul perché per come e cosa è successo alla sinistra e al berlusconismo, dopo (e se) Matteo Renzi avrà portato a casa una accordo sulla legge elettorale con Silvio Berlusconi. Ma alcune precisazioni, almeno a livello personale, preferisco farle prima, a busta chiusa. Per evitare ogni forma di opportunismo intellettuale del poi.

 

Non mi scandalizza che Renzi incontri Berlusconi per parlare di legge elettorale. Le riforme, e in particolare una legge delicata come quella elettorale, devono essere fatte con la più ampia delle maggioranze parlamentari. Non mi scandalizza nemmeno che l’incontro tra il Cavaliere e il Segretario avvenga dentro la sede del Pd: è un pugno allo stomaco, è iconograficamente una sorta di presa della Bastiglia. Ma è anche il luogo più pubblico, il più istituzionalmente giusto. Dunque quello che assicura a questo incontro il massimo della trasparenza.

Il punto di valutazione della operazione per me sarà un altro:cosa dovrà dare a Silvio Berlusconi Matteo Renzi per ottenere il suo consenso alla intera operazione? Risposte in giro ce ne sono. La più importante è che il Cavaliere sarà soddisfatto di tornare di nuovo al centro della politica, e di avere un modello elettorale che lo garantisce nelle prossime elezioni. Non sarebbe poco. Ma davvero è quel che basta per Silvio Berlusconi? Non vorrei che in questo frangente si dimenticasse quello che è successo negli ultimi venti anni.

Il capo di Forza Italia ha portato sulla scena istituzionale un intreccio unico di potere e interessi economici personali. Il conflitto di interessi, pur presente in tutte le democrazie moderne, è stato praticato dal Silvio Berlusconi con estensione e passione tali da aver di fatto trasformato la natura stessa della politica in Italia. Se oggi abbiamo un parlamento frantumato e incapace, se oggi abbiamo una nazione dominata da una politica espressione prevalente di affari (e dunque corruttela) questa è una responsabilità che va tutta sulla testa di Silvio Berlusconi. Lo dicono oggi anche i tribunali.

Ma anche senza condanne questa responsabilità politica del leader del centro destra mi sembra acclarata dalla storia recente. E il fatto che la sinistra non abbia saputo sottrarsi a questo clima, che, anzi, per moltissimi versi lo abbia accettato se non addirittura favorito, non diminuisce in nulla il ruolo – per me del tutto negativo – che Silvio Berlusconi ha avuto in questo paese.

Il modus operandi del Cavaliere è dunque sempre stato quello di intrecciare i suoi obiettivi politici a quelli privati. La sua funzione di leader è sempre stata accompagnata soprattutto dalla sua voglia di “sistemare le sue cose”: il controllo della Rai da padrone di Mediaset, lo scontro con i giudici per riformare a sua necessità la giustizia, e infine le tante leggi “ad personam” per evitare incriminazioni. Incriminazioni che oggi gli sono cadute addosso, e a cui ancora oggi Berlusconi cerca di sottrarsi usando la politica. O abbiamo dimenticato la sua idea che un leader di peso non puo’ essere condannato, senno’ si tratta di un deformazione delle democrazia?

Il Silvio Berlusconi politico che tratterà la legge elettorale porta con sè in un intreccio, come ho cercato di dire fin qui, inestricabile, il suo pacchetto di richieste “ad personam”. Già sappiamo di cosa si tratta – non va dimenticato che il Cavaliere è in attesa di una decisione sulla sua personale libertà, e che il suo tempo come uomo a piede libero sta per scadere. Possiamo davvero, davvero, davvero, immaginare che questo pacchetto “ad personam” non farà parte della trattativa?

O non immaginiamo che, innominato, sarà il convitato di pietra degli incontri sulla legge elettorale? Nei giorni scorsi Marco Travaglio sul Fatto e Curzio Maltese su Repubblica hanno entrambi fatto notare che la attuale classe politica del Pd che oggi fa la nei confronti dell’incontro far Renzi e Berlusconi non ha titolo a parlare dal momento che è la stessa che negli anni lo ha favorito e che di recente ha formato un governo con lui. Giustissimo. Condivido.

Prova ne sia l’opposizione di questi mesi mio e da questa piccola testata al governo Letta. Proprio per questo aggiungo: se Matteo Renzi concederà a Silvio Berlusconi aiuti su qualunque punto dei suoi interessi personali, avrà perso ai miei occhi ogni patente di diversità e novità.

Appoggio Matteo Renzi, lo appoggio dalla prima ora, cioè dalle primarie che ha perso contro Bersani, ma il modo come condurrà questo passaggio con Silvio Berlusconi sarà per me dirimente. Non ci saranno proposte nuove, né nessun dinamismo politico che, almeno per me, varranno un patto ambiguo ed opaco con quel che di peggio il nostro paese ha espresso in politica negli ultimi venti anni.

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