Lega Nord, arrestato il Sindaco di Adro. Storia di un partito sempre più nel caos

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Nuova bufera giudiziaria per la Lega Nord. Ai domiciliari è stato trasferito il sindaco di Adro nel bresciano Oscar Lancini. Secondo l’accusa sarebbe coinvolto in una turbativa d’asta riguardante le feste di paese. Una tegola che arriva sulla testa delle camicie verdi proprio alla vigilia del congresso federale del 15 dicembre che si annuncia sempre più difficile.

 

E’ accusato di aver favorito aziende edili amiche in una gara d’appalto per le opere riguardanti l’area festa del parco del paese. Deve rispondere anche di falso in atto pubblico. Tuttavia gli inquirenti ci vogliono vedere chiaro. E per questo stanno continuando le perquisizioni delle forze dell’ordine negli uffici comunali che, questa mattina, sono rimasti chiusi al pubblico.

In manette anche altri tre amministratori comunali e due imprenditori,

CHI E’ OSCAR LANCINI?

E’ conosciuto alle cronache nazionali per la sua crociata contro i genitori dei bimbi che non pagavano la mensa scolastica. A questi bambini veniva negato l’accesso ai pasti. Una posizione che si risolse con l’intervento dell’imprenditore Silvano Lancini come ricorda il Corriere della Sera. Che aiutò materialmente i più poveri essendo anche premiato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Lancini sindaco si ribellò e venne indagato e poi prosciolto per il reato di vilipendio allo Stato. 

E’ diventato famoso anche per il nuovo polo scolastico «Gianfranco Miglio» farcito di soli delle alpi, i simboli leghisti (che poi è stato costretto a togliere) per il quale è ancora aperta una causa civile.

E’ stato coinvolto nella storia dell’azienda di famiglia, la Elg, che versava scorie tossiche nell’ ambiente e grazie anche alla prescrizione Lancini non è mai stato condannato.

Adesso l’ultima pesante tegola sulla carriera del sindaco di Adro, che la Lega aveva anche candidato nelle ultime elezioni parlamentari.

TUTTO QUESTO A QUARANTA GIORNI DAL CONGRESSO DELLA LEGA

Una notizia che segue  di un giorno quella di Flavio Tosi, il sindaco di Verona, che si dice pronto a sfidare Umberto Bossi e Matteo Salvini candidandosi a segretario della Lega Nord.

C’è la mia disponibilità a candidarmi – spiega all’ Ansa – non tanto perché ci tenga a fare il segretario ma perché spero di contribuire a determinare una soluzione unitaria. Unità di tutti tranne Bossi, naturalmente: lui faccia quello che gli pare“.

Immediata è stata la reazione di Umberto Bossi.  ”Tosi? Non unisce proprio nessuno, vada per la sua strada  – ha aggiunto Bossi che si era candidato lunedì – io  sono l’unico che puo’ salvare la Lega, per questo mi candido”. In un clima così certo che la lotta per la segreteria non parte certo con il piede giusto. Un partito ai minimi storici e ora anche coinvolto in scandali giudiziari non è il meglio in vista di un congresso che si annuncia quanto mai difficile, quello del 15 dicembre a Torino. 

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