Le spese pazze del ministro senza portafoglio Kyenge

le spese pazze della kienge ministro senza portafoglio

Nel Paese degli esodati, del cuneo fiscale che non si riesce a far quadrare, dei tagli alla spesa pubblica, emergono situazioni che dipingono un quadro difficile da comprendere e accettare.

 

La domanda sorge spontanea: perché quando si tratta di soddisfare le richieste della casta i soldi, pochi o tanti che siano, si trovano e quei soldi dovrebbero servire ad altro. Dai consulenti di Laura Boldrini, ai convegni di Piero Grasso, che certamente saranno utili ma non prioritari.

Adesso saltano fuori le spese, come raccontato dal Giornale, del dipartimento delle pari opportunità e dell’ufficio antidiscriminazioni, che fanno capo al ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge, attenzione, dicastero senza portafoglio.

Si parla di un contratto, a carico dei contribuenti, di 40 euro, per l’organizzazione del meeting internazionale Chaorom, dedicato all’integrazione del popolo Rom.  

Altri 9.900 euro, rivela Antonio Signorini, se li è messi in tasca l’associazione “Romà Onlus” che è stata incaricata di realizzare il progetto “Dik I Na Bistar”, ovvero di mandare 40 giovani rom e non rom a rappresentare l’Italia a una conferenza internazionale sul tema che si è tenuto in Polonia.

Quasi ottomila euro, per la precisione 7.920 euro, è costato il workshop sulle politiche di accoglienza dei migranti. E ancora: 17.820 euro sono usciti dalle casse dello Stato per il laboratorio di formazione antirazzista e 9.852 per il laboratorio di disegno e scrittura “La mia idea di razzismo”.

Poi c’è il capitolo “convegni sugli omossessuali”: più di mille e cinquecento euro sono stati spesi per tre coffè break sulla valutazione delle domande di asilo presentate da gay, lesbiche e trans, mille euro per tracciare una ”strategia nazionale Lgbt” e 5.940 euro per la realizzazione di due seminari al festival del cinema transessuale.

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