“La Repubblica Parlamentare produce instabilità”: il Governo Letta insegue il Piano piduista di Gelli

Costituzione questionario

Mentre il Senato discute e mette ai voti il disegno di legge per la formazione di una commissione parlamentare dedicata alle riforme costituzionali, il governo produce un questionario per influenzare i cittadini, manipolando la pubblica opinione soprattutto riguardo alla scelta tra Repubblica Parlamentare o Presidenziale. “La Repubblica Parlamentare produce instabilità”, si legge nelle note del questionario: e Licio Gelli esulta.

 

OTTO DOMANDE – La prima domanda riguarda la forma di governo che gli italiani preferirebbero. Le opzioni sono presidenzialismo con Capo dello Stato eletto dai cittadini e parlamentare come quella attuale dove il Presidente della Repubblica è eletto dalle Camere.

Nella seconda si chiedeva invece se si vuole che l’attuale parlamento rimanga così com’è oppure ci siano modifiche da effettuare. La terza invece l’età per votare a Senato e Camera.

Degna di nota anche la quinta dove si chiede se si vuole che rimanga intatto il numero di cittadini (50mila) che possono sottoscrivere una proposta di legge e presentarla al Parlamento il quale decide se discuterla. Poi si parla anche di referendum popolare e si chiede ai cittadini se si vuole che resti intatto il numero di 500mila elettori per presentare i referendum e sulla validità del risultato.

Fondamentale la settima domanda dove si chiede ai cittadini se vogliono la Repubblica  che è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato rimanga così oppure se si debbano, tra l’altro, abolire le amministrazioni provinciali.

L’ultima domanda è sui piccoli comuni italiani classificati come piccoli o piccolissimo poiché hanno una popolazione inferiore ai 5mila abitanti. Chiedendo ai cittadini quale sia l’assetto che si preferisce.

LA REPUBBLICA PARLAMENTARE NON VA – Una volta aperto il link troviamo un questionario breve sulla forma di Governo che porta poi a uno di approfondimento. Soffermandoci sulle note informative, come ci ha segnalato qualcuno, “si può riscontrare un tentativo maldestro di influenzare l’opinione pubblica con apparenti assiomi che in realtà sono puri e semplici opinioni ma che non hanno nulla di scientifico”.

Tutto è incentrato sulla prima domanda per la quale si informa il cittadino che esistono due forme di governo: parlamentare e presidenziale.

Cosa si sottolinea nelle note del governo? Che la Repubblica parlamentare ha di fatto un valore più debole di quella presidenziale. Tutto questo perché si caratterizza per l’esistenza di un rapporto di fiducia tra Parlamento e Governo. Quest’ultimo in questa particolare forma di governo resta in carica soltanto fino a quando gode della fiducia del parlamento.

L’instabilità politica derivante da tale assetto – si sottolinea-  viene contrastata grazie all’introduzione di alcuni meccanismi volti a garantire maggiore stabilità al Governo e consentirgli di realizzare il proprio indirizzo politico, ad esempio prevedendo che il Capo del Governo abbia maggiori poteri per la fissazione dell’ordine del giorno dei lavori parlamentari, possa chiedere al Capo dello Stato di sciogliere le Camere, possa revocare i ministri, possa essere sfiduciato solo se contestualmente è proposto un altro Capo del Governo, etc. Si parla in questo caso di forme di governo parlamentari “razionalizzate”.

Cosa significa questa nota? Tende a orientare il cittadino a scegliere automaticamente la forma di governo presidenziale che la si spaccia per una forma di governo più stabile e concreta. Riducendo questo sondaggio in una vera e propria manipolazione delle coscienze.

VIVA IL PRESIDENZIALISMO – Che succederebbe invece in caso di Governo presidenziale? La caratteristica principale è l’elezione del Capo dello Stato da parte del popolo. Il Capo dello Stato trova quindi la sua legittimazione direttamente dal popolo e conseguentemente è titolare di diversi poteri anche di indirizzo politico.

Nel presente questionario, la scelta dell’una o dell’altra forma di governo determina due distinti percorsi nei quali ulteriori domande sono finalizzate a delineare alcuni tratti più specifici della forma di governo prescelta.

“La Repubblica italiana ha una forma di governo parlamentare qualificata come “a debole razionalizzazione”. Il popolo elegge il Parlamento, mentre il Parlamento in seduta comune elegge il Presidente della Repubblica. Parlamento e Governo sono legati da un rapporto di fiducia; se tale rapporto viene meno, il Governo è costretto a dimettersi.

Inducendo i cittadini a scegliere nel questionario di dire sì al cambiamento e sì alla soppressione della Costituzione del 1948 vista come l’origine dei mali del nostro Paese. Un attacco alla Carta programmato, che il parlamento porterà avanti con disegni di legge e commissioni apposite.

A cosa serve allora il Questionario e la sua sottile manipolazione? A cambiare le cose come vuole la politica e apparentemente con il consenso dei cittadini.

“Invito tutti gli amici – ha dichiarato un nostro lettore – in particolare chiunque abbia anche solo un minimo di conoscenza del Diritto Costituzionale, a segnalare a chi di dovere questo tentativo maldestro di camuffare la realtà ad uso e consumo di chi oggi, vuole a tutti i costi mettere mano alla nostra Costituzione aggirando le regole basilari. In tal modo si darebbe attuazione al Piano di Licio Gelli, proseguito da almeno vent’anni da Silvio Berlusconi, e che sta per essere eseguito – paradossalmente – da un Governo guidato da un esponente del cosiddetto Partito Democratico. E noi che facciamo? Ci attiviamo anche “materialmente”e non solo sul Web, oppure – parafrasando una vignetta che circola da tempo – ci vogliamo accontentare di dire poi “io l’avevo detto”. 

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