La Merkel fa l’euroscettica e chiude le frontiere: fuori chi non lavora, 65000 italiani a rischio

merkel braccio teso

Angela Merkel europeista convinta? A chiacchiere, certo. Ma nei fatti la situazione è ben diversa e la Cancelliera si rivela un’euroscettica convinta: vorrebbe chiudere le frontiere, bloccare la libera circolazione delle persone ed espellere chi non lavora. Per 65.000 italiani che vivono in Germania si fa sempre più concreto il rischio espulsione.

Il ddl proposto dal ministro dell’Interno tedesco Thomas de Mazière (CDU), e della collega agli Affari sociali Andrea Nahles (SPD), in pieno spirito “grosse koalition”, è all’esame del Parlamento tedesco, il Bundestag. Cosa prevede? Si tratta, in sostanza, di una grave limitazione ad uno dei principi fondanti dell’Unione Europea, la libera circolazione delle persone.

Il Governo guidato dalla Merkel vorrebbe espellere qualunque cittadino straniero, ancorché appartenente all’UE, qualora risulti disoccupato da almeno 6 mesi. Altro che i partiti euroscettici di Farage, Le Pen, Grillo e Salvini: è la Merkel la più antieuropeista. Ma come si è arrivati a questa proposta bipartisan? 

VIA IL SUSSIDIO – La Germania garantisce un sussidio (Kindergeld) di 180 euro al mese per ciascun figlio. Questo significa, almeno stando alle statistiche riportate dai media tedeschi, che almeno 600 milioni di euro sono finiti nel 2013 a famiglie straniere. Questo ha provocato un’ondata di indignazione mediatica, cavalcata soprattutto dalla forza anti-euro Alternativa per la Germania (AfD), che con il suo 6,5% delle europee è riuscita a spaventare persino la titanica Cancelliera.

LE CONSEGUENZE – Sono tantissimi i nostri compatrioti presenti in Germania, che con l’aumentare della crisi italiana hanno lasciato il Belpaese sperando di trovare fortuna nella locomotiva d’Europa. Si calcola che, se dovesse passare il provvedimento in esame, almeno 65.000 italiani residenti in Germania, che attualmente vivrebbero con il sussidio di disoccupazione, rischiano l’espulsione, qualora non risultassero in grado di trovare subito un’occupazione. 

LE PENE – Si sa, in Germania non scherzano affatto quando si tratta di far applicare la legge. E questo caso non fa eccezione: qualora il ddl dovesse essere approvato, chiunque verrà sorpreso “a fornire dati falsi per ottenere le prestazioni sociali o a contrarre matrimonio solo per assicurarsi la permanenza nel paese” rischierebbe fino a 3 anni di carcere.

Così, dopo il “sogno americano”, potrebbe andare in frantumi anche il “sogno tedesco”. E agli italiani non resterebbe che fuggire nei paesi più esotici.

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