La Legge Bossi-Fini? Inutile, anzi dannosa: da quando è in vigore le morti in mare sono aumentate

2002 legge fini bossi

Il problema dell’immigrazione clandestina e dei barconi che arrivano a Lampedusa per infrangersi spesso nelle acque del Mediterraneo è il tema principale dell’agenda politica italiana. Nei primi giorni della settimana, dopo il vertice di lunedì, il premier Letta si è incontrato con i ministri competenti per mettere a punto l’operazione Mare Sicuro. Si tratta di un’operazione che prevede il potenziamento di uomini e mezzi per il pattugliamento.

 

Però non sarà altro che una mossa di facciata in vista del vero obiettivo che il Governo intende raggiungere: l’eliminazione o la modifica della Legge BossiFini sull’immigrazione entrata in vigore il 30 luglio 2002. E che prevede, tra le altre cose, il respingimento a mare dei clandestini.

La norma ammette i respingimenti al Paese di origine in acque extraterritoriali, in base ad accordi bilaterali fra Italia e Paesi limitrofi, che impegnano le polizie dei rispettivi Paesi a cooperare per la prevenzione dell’immigrazione clandestina. Le navi di clandestini non attraccano sul suolo italiano, l’identificazione degli aventi diritto all’asilo politico e a prestazioni di cure mediche e assistenza avvengono nei mezzi delle forze di polizia in mare.

Tutto questo è servito a diminuire gli incidenti e le morti degli immigrati clandestini? Certo che no stando ai dati raccolti da Medici Senza Frontiere e relativi agli anni 1996- 2003 e alla raccolta dei principali fatti di cronaca avvenuti da quella data fino a tre giorni fa. Il tutto è dimostrato dai freddi numeri che raccontano di morti, dispersi e feriti. L’inasprimento delle regole derivanti dalla Legge Bossi Fini non è servito. Chi dall’Africa ha tentato anche da clandestino di raggiungere il canale di Sicilia e arrivare in Europa non si è fermato. Nemmeno davanti alla punizione che prevede che l’immigrazione clandestina sia un reato punibile dalla legge italiana. Niente da fare, i barconi sono continuati ad arrivare e anche più numerosi.

1993- 2002 LE MORTI SONO STATE POCO MENO DI TREMILA

Nel periodo precedente alla legge Bossi Fini sono stati circa duemilacinquecento. Secondo i dati di Medici senza frontiere il naufragio più grave si è verificato a Natale del ’96, quando la nave Johan affonda con 283 persone a bordo, ma periodicamente, tra indifferenza, abitudini e leggi che restringono sempre più le frontiere, continuano a verificarsi. In una scheda realizzata da mercati esplosivi. com sono riassunti tutti i principali incidenti avvenuti in mare nel decennio antecedente alla legge Bossi- Fini.

22 luglio 2002. A Valona, in Albania, in uno scontro fra un gommone carico di “clandestini” e una motovedetta della Guardia di finanza muoiono due immigrati.

12 giugno 2002. Muoiono a Kelibia, in Tunisia, 11 immigrati che tentavano di raggiungere a nuoto la nave che si trovava ormeggiata al largo.

8 giugno 2002. A poche decine di metri dalla costa di Castro Marina, in provincia di Lecce, alcuni scafisti albanesi, avvistati dalla Guardia di finanza, gettano in mare 40 clandestini. Vengono recuperati in mare quattro cadaveri.

11 marzo 2002. Sei cadaveri di immigrati legati allo scafo di un gommone in avaria (partito da Valona) vengono recuperati sulla costa di Otranto. Si salvano 23 persone.

7 marzo 2002. Nel canale di Sicilia, a 65 miglia da Lampedusa, naufraga un’imbarcazione: 12 morti, incerto il numero dei dispersi.

14 gennaio 2002. Due scafisti, per sfuggire alla polizia di frontiera di Otranto che li aveva intercettati, abbandonano sugli scogli un gommone carico di “clandestini”: un albanese è ferito gravemente.

10 giugno 2001. Muoiono a Trani, in provincia di Bari, 12 albanesi, forse gettati in mare dagli scafisti. I superstiti sono 22.

9 luglio 2001. Abbandonati in mare dagli scafisti, muoiono quattro “clandestini” mentre tentano di raggiungere a nuoto le coste del ragusano, fra Punta secca e Scoglitti.

4 maggio 2000.Un gommone carico di immigrati sperona un’imbarcazione della polizia (o almeno questa è la versione data dalle agenzie) a quattro chilometri dalla costa del Salento: muoiono due persone, almeno dieci i dispersi.

16 maggio 1999.Sei persone muoiono dopo lo scontro del gommone contro uno scoglio nelle acque di Valona.

15 agosto 1999.Al largo delle coste montenegrine naufragata una ‘”carretta del mare” carica di famiglie Rom. Sarebbero oltre un centinaio i morti.

Dicembre 1999 (la data non è certa). Affonda un gommone nel canale d’Otranto: 59 I morti accertati.

9 settembre 1998. Tre scafisti gettano in mare, nelle coste del Salento, nove bambini, fra cui tre neonati: vengono salvati dai genitori e dai carabinieri.

28 marzo 1997. Dopo uno scontro con la corvetta italiana Sibilla affonda la nave albanese Kater I Rades. Vengono recuperati i cadaveri di 57 persone mentre 34 vengono tratte in salvo.

21 novembre 1997. Sedici albanesi partiti da Durazzo muoiono nel canale d’Otranto per lo scoppio del gommone.

25 dicembre 1996. Annegano in quasi 300 (il numero esatto forse non si saprà mai ma sembra di 283 persone) soprattutto pakistani, fra Malta e la Sicilia, dopo lo scontro fra il cargo Friendship (battente bandiera libanese) e la motonave Yohan.

25 aprile 1996 Naufragio a largo di Lampedusa un morto e 19 dispersi

30 settembre 1994 si rovescia un’imbarcazione a largo dell’Isola di Pantelleria in Sicilia provocando due dispersi.

DALLA LEGGE BOSSI FINI AD OGGI ALTRI 4MILA MORTI DELLA DISPERAZIONE

Tramite il numero di incidenti verificatisi in mare dal 2002 ad oggi, ossia da quando è partita la legge Bossi Fini sappiamo il numero di morti accertati fino al 2011.

Nell’anno della legge sono deceduti 236 immigrati clandestini. Il numero è aumentato a 413 nel 2003 per arrivare a 206 nel 2004 e a 437 nel 2005. Nel 2006 si scende a 302 e nel 2007 il numero sale a 556. E’ nel 2008 che si superano i mille morti con 1274 casi accertati. Nel 2009 si scende a 425 e nel 2010 il record negativo con venti morti. Nel 2011 invece c’è una nuova impennata con 1822 casi. Quasi gli stessi di tutto il periodo antecedente all’applicazione della legge Bossi Fini.

E il numero è ancora più grave perché questi sono i numeri che riguardano il solo canale di Sicilia e non anche le coste pugliesi o albanesi. A maggior ragione è possibile vedere quanto la legge Bossi Fini sia stata inutile a prevenire le morti a largo del canale di Sicilia.

E negli ultimi due anni.  E’ lo stesso blog di Gabriele Del Grande a riportare gli eventi più catastrofici avvenuti con annesse vittime e dispersi.

Eccone un altro elenco:

11 ottobre 2013 Naufragio nel Canale di Sicilia, a 70 miglia da Lampedusa. Un’imbarcazione si rovescia in mare durante i soccorsi. Recuperati i corpi di 34 vittime, compresi una decina di bambini. Secondo il racconto dei 206 superstiti, i dispersi in mare sarebbero 160

11 ottobre 2013 Naufragio Lampedusa Sale a 339 il numero dei corpi senza vita ripescati dalle acque di Lampedusa dopo il naufragio del 3 ottobre. Ancora dispersi in mare 24 dei naufraghi.

11 ottobre 2013 Fa naufragio al largo di Alessandria, un’imbarcazione diretta in Sicilia. Recuperati i corpi di 12 vittime, ancora dispersi 22 dei passeggeri.

Otto ottobre 2013 Sale a 289 il numero dei corpi senza vita ripescati dalle acque di Lampedusa dopo il naufragio del 3 ottobre. Ancora dispersi in mare 74 dei naufraghi.

Tre ottobre 2013 Lampedusa, affonda imbarcazione dopo un incendio a bordo, davanti all’isola dei conigli. Recuperati 143 cadaveri, tra cui 4 bambini e 49 donne. Secondo il racconto dei 155 superstiti, sul peschereccio viaggiavano 518 passeggeri. Restano disperse in mare altre 220 persone. Il bilancio della strage è di 363 morti.

30 settembre 2013 Sbarco nel catanese, costretti a tuffarsi in mare dagli scafisti, annegano 13 persone. 19 settembre 2013 in Egitto  La guardia costiera egiziana apre il fuoco su un’imbarcazione carica di siriani diretti in Italia sulla rotta del contrabbando. Due morti a bordo, tra cui una donna.

11 agosto 2013 Una imbarcazione si arena a soli 15 metri dalla riva, nel catanese. Nello sbarco, annegano 6 dei passeggeri.

10 agosto 2013 Un recluso marocchino di 31 anni muore nel Centro di identificazione e espulsione (CIE) di Crotone per un malore, in circostanze non ancora chiarite.

28 luglio 2013 Gommone diretto a Lampedusa si rovescia in mare a 29 miglia dalle coste libiche, annegano 31 dei 53 passeggeri, comprese 9 donne. 

7 novembre 2012 Il mare di Lampedusa restituisce il corpo senza vita di un ragazzo, forse uno dei passeggeri della barca naufragata a settembre davanti all’isola.

4 novembre 2012 Naufragio sulla rotta per Lampedusa, 35 miglia a nord delle coste libiche. Recuperati i cadaveri di 11 passeggeri morti annegati.

29 ottobre 2012 I pescatori di Lampedusa hanno ritrovato due cadaveri in mare. Si tratta dei dispersi del naufragio del 6 settembre, finora sono stati ripescati 8 cadaveri.

14 settembre 2012 è stato ripescato tra gli scogli dell’isola di Linosa il corpo senza vita di un giovane annegato.

7 settembre 2012 Naufragio al largo di Lampedusa, recuperato un cadavere, 79 dei passeggeri risultano dispersi in mare.

27 agosto 2012 Naufragio davanti al porto di Bardia in Libia, dispersi in mare 39 egiziani, un unico superstite.

16 agosto 2012 Sbarco a Malta, 2 passeggeri ritrovati senza vita a bordo dell’imbarcazione alla deriva da 4 giorni, altri 2 annegano durante le operazioni di soccorso.

10 luglio 2012 in Libia dopo 15 giorni alla deriva, viene soccorso al largo delle coste tunisine l’unico superstite di un equipaggio partito dalla Libia per Lampedusa. Morti gli altri 54 passeggeri.

6 luglio 2012 Naufragio davanti alle coste di Monastir, recuperati i corpi senza vita di 3 passeggeri dell’imbarcazione diretta in Sicilia.

26 maggio 2012 Almeno 10 dispersi in mare al largo della Libia. Soccorsi da due mercantili, i superstiti sono stati respinti.

25 maggio 2012 Ritrovato un cadavere in mare davanti all’isolotto di Lampione, a Lampedusa.

8 maggio 2012 Sbarco sull’isola di Malta , i naufraghi raccontano di 7 passeggeri morti di stenti durante la traversata, i loro corpi sono stati abbandonati in mare.

28 aprile 2012 Sbarco a Licata, Agrigento, annega un sedicenne egiziano.

4 aprile 2012 Soccorsa imbarcazione alla deriva al largo di Lampedusa, i naufraghi raccontano di 10 passeggeri morti di stenti durante la traversata e abbandonati in mare.

17 marzo 2012 Ritrovati 5 cadaveri a bordo di un’imbarcazione soccorsa 70 miglia al largo di Lampedusa.

28 gennaio 2012 Ritrovati 15 cadaveri nelle acque tra Zliten e Misrata in Libia dopo il naufragio della settimana scorsa, ancora dispersi in mare 40 dei 55 passeggeri.

17 gennaio 2012 Ritrovata al largo di Khums in Libia una imbarcazione con a bordo un cadavere. Si tratta di un gommone che era dato per disperso da una settimana. Nessuna traccia a bordo degli altri 54 passeggeri, probabilmente annegati in mare.

Dal 1994 in poi i morti sono in totale 7065. Nel solo periodo di attuazione della Legge Bossi Fini i morti hanno superato le 4mila unità. Un dato che parla chiaro: respingere i barconi e non prestare soccorso agli immigrati clandestini che muoiono in mare non è un deterrente utile per la diminuzione degli incidenti che aumentano invece che diminuire.

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