La Casta e il dolce far niente ma a peso d’oro: 53 giorni di lavoro per 1.000 euro al giorno

onorevole sporcaccione

In questo inizio legislatura, il Parlamento marcia a ritmi di costo elevatissimi nonostante abbia “lavorato” solo 53 giorni. E, a conti fatti, ogni onorevole “guadagna” circa mille euro al giorno. Ecco come la Casta affronta il dolce fancazzismo retribuito a peso d’oro.

 

Che l’Italia sia in crisi, questa ormai non è più una novità. Il popolo è costretto a sacrifici perenni in nome dell’unità nazionale, le ore lavorative sono sempre di più non lasciando spazio a divertimenti e l’unico modo per spendere il denaro guadagnato sono pagare le enormi tasse che ci stanno affliggendo. Tutti problemi che sembrano non sfiorare il parlamento da dove ogni giorno arrivano grida di allarmismo e proclami di salvataggio (presunto) del Paese.

Tagli alle spese a destra, tagli di spesa a sinistra (intesi anche politicamente), ma finora nessuna traccia di migliorie economiche, nonostante l’orlo del baratro sembri ormai imminente. I famosi tagli alla politica tanto professati, al momento sembrano assolutamente una chimera e allora considerando che si tratta di una voce importante vediamo nel dettaglio a quanto ammonta la spesa generale per quanto riguarda Montecitorio.

Se consideriamo i varie indennizzi il parlamentare guadagna mediamente 13 mila euro al mese. Togliendo il sabato e la domenica dai calcoli i giorni lavorativi scendono a 22, 23. Prima differenza, il “normale” cittadino italiano lavora dal lunedì al sabato. Tornando a Montecitorio, dividendo lo stipendio percepito dai politici nostrani per i giorni lavorativi si ottiene una somma di circa 590 euro al giorno, cifra che spesso i cittadini “semplici” raggiungono a fine mese.

Ma scavando un po’ più a fondo la forbice tra cittadino normale e cittadino della casta non finisce qui. Analizzando i dati vediamo che la casta ha lavorato molto meno dei presunti 22 giorni mensili, considerando che praticamente non hanno mai lavorato di venerdì, eccezion fatta quando si è trattato di salvare Alfano dalle forche kazake.

Inoltre vediamo che su 19 lunedì a disposizione i politici si sono riuniti solamente 5 volte ed oltretutto la commissione rarissimamente si è riunita di pomeriggio. Praticamente il giovedì mattina si finisce di lavorare, se di lavoro si può parlare considerando che lavorano solo dal martedì al giovedì, il weekend è lunghissimo (praticamente tutta la settimana), così come il riposo. Immaginiamo che prendere decisioni sia stancante e frustrante, forse così si spiega il loro perenne relax.

Quindi a conti fatti, su 95 giorni a disposizione, dal 15 Marzo ad oggi, il cittadino della casta ha lavorato solo 53 giorni incassando una cifra di circa 52 mila euro a testa, il che fa lievitare il totale del guadagno quotidiano a 1000 euro al giorno, cifra che pochi possono “vantare” di guadagnare a fine mese.

La casta li guadagna in un giorno di lavoro.

Ecco spiegato il motivo della loro lentezza nel prendere decisioni, loro non hanno tutta questa esigenza di uscire dalla crisi visto che loro non lo sono, ma basterebbe affacciarsi alla finestra per rendersi conto dei problemi del Paese. Se solo la finestra non avesse sbarre d’oro…

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