Kyenge, l’ex ministro senza portafoglio regina dei rimborsi. Ha speso più di Letta

kienge regina incontrastata dei rimborsi spese più di letta

L’ex ministro ha chiesto rimborsi per quasi 54 mila euro, di cui 42 mila per trasporti e 11 mila per pernottamenti e pasti. Fra le “missioni” per cui ha chiesto il rimborso, come scrive Libero, l’incontro con la Nazionale di calcio (in cui Balotelli preferì restare a dormire), il festival del cinema di Venezia e il perdibilissimo vertice mondiale degli afro-discendenti in Colombia…

 

La pubblicità è stata data proprio prima di levare le tende dal governo. Enrico Letta e la sua squadretta di ministri e sottosegretari senza portafoglio hanno lasciato a palazzo Chigi un conticino da 127.143,64 euro. È quello che l’ex premier, quattro ex ministri e quattro sottosegretari hanno lasciato in amministrazione per farsi rimborsare le spese di viaggio, di vitto e di alloggio per i viaggi ufficiali effettuati in Italia e all’estero senza copertura preventiva delle spese.

Di quel conto è in gran parte responsabile l’ex ministro dell’Integrazione, Cécile Kyenge, che ha chiesto un rimborso complessivo di 53.895,47 euro, di cui 42.740,74 in mezzi di trasporto e 11.154,73 in pernottamenti e pasti. È la cifra più alta spesa dagli ospiti di palazzo Chigi (non sono resi pubblici invece gli importi spesi dai ministri e vice con portafoglio), ed è di molto superiore al rimborso presentato dallo stesso Letta, che complessivamente ha speso 36.191,97 euro, di cui 20.059,72 euro in viaggi e 16.132,25 euro in pernottamenti e pranzi (capitolo in cui ha superato la Kyenge).

Terzo posto in classifica fra i ministri mangianti e itineranti per l’ex ministro delle Riforme costituzionali, Gaetano Quagliariello che ha speso in trasporti 9.653,55 euro, in pranzi e notti fuori 2.109 euro e per indennità extra di trasferta 418,49 euro. Al quarto posto l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Expo 2015, Maurizio Martina, oggi diventato ministro dell’Agricoltura: ha speso in tutto 7.269,26 euro.

Quinto posto in classifica per l’ex ministro degli Affari europei (non c’è più lui e nemmeno il ministero) Enzo Moavero Milanesi, che ha presentato un conto assai ridotto rispetto alla missione istituzionale: 5.147,65 euro. Seguono in classifica con cifre minori l’ex ministro della Funzione Pubblica Giampiero D’Alia e gli ex sottosegretari Giovanni Legnini, Sabina De Camillis e Sesa Amici, tutti e tre entrati una seconda volta nel governo di Matteo Renzi. Attenzione, perché queste note spese non sono relative a tutti i viaggi istituzionali effettuati, ma solo a quelli al di fuori del costo ordinario che non viene computato.

Quindi non sono considerate visite con auto di servizio già spesata, né quelle con pernottamenti istituzionali e pranzi offerti da altre autorità. La spesa è lievitata soprattutto grazie ai viaggi di settembre della Kyenge, che sono quattro e hanno coinvolto il ministro e due collaboratori che l’hanno accompagnato.

La nota spese di quel mese è stata di 21.117,11 euro per i trasferimenti e di 5.068,71 euro complessivi per pagare le notti e i pasti. Fra questi viaggi due sono stati italiani, a Torino per incontrare la Nazionale di calcio (fu la volta in cui non si presentò all’appuntamento Mario Balotelli che preferì dormire) e al festival del cinema di Venezia proprio ai primi di settembre. Altri due (ma in realtà uno solo, a tappe) in Nord e Sud America.

Il giorno 11 settembre la Kyenge era infatti a New York, per un pranzo organizzato in suo onore dal Gei, organizzazione degli italiani della grande mela presieduta da Lucio Caputo. È presumibile che l’ospitalità e almeno i pasti siano stati garantiti al ministro italiano che era invitato. Da lì poi lei è volata in Colombia, a Calì, dove si stava svolgendo già da alcuni giorni il vertice mondiale degli afro-discendenti.

La Kyenge era l’unico membro di un governo -salvo i colombiani- a partecipare a quella manifestazione, dove era stata invitata in quanto personalità che partendo dall’Africa aveva fatto carriera. Al vertice erano presenti circa mille ex africani che hanno avuto successo nella carriera pubblica o privata in altro paese.

L’unico esponente politico di rilievo a parte la Kyenge era il reverendo americano Jessie Jackson. Poi c’erano sindaci, letterati, scienziati, musicisti e sportivi.

Certo in quel viaggio è spiegata gran parte della spesa.

Ma la Kyenge è stata l’unica a presentare note viaggi ogni mese della sua permanenza al governo. Fino alla fine di gennaio.

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