Ior, la Gdf scopre una clamorosa fuga di capitali in Germania. E Ratzinger era il Papa

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Cosa è avvenuto in poco meno di quattro anni agli istituti bancari italiani? Che lo Ior, attraverso i suoi conti, per evitare le severe norme antiriciclaggio italiane ha spostato più di mezzo miliardo di euro soprattutto verso la Deutsche Bank tedesca.

 

Circa mezzo miliardo di euro sparito in quattro anni dai conti correnti italiani per essere spostata all’estero. Secondo il nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza guidata dal generale Giuseppe Bottillo ci avrebbe pensato lo Ior a spostarli.

La sparizione sarebbe avvenuta dal 2009 al settembre del 2012 dai conti correnti della Banca Vaticana. Ed è toccato alla Guardia di Finanza ricostruire il dare e l’avere dei conti intestati allo Ior in Italia, In nove istituti (due dei quali sono filiali italiane di banche estere, Jp Morgan e Deutsche Bank) in tre anni e 9 mesi sono entrati 3 miliardi e 377 milioni di euro ma ne sono usciti di più.

Durante gli anni, che corrispondono al papato di Joseph Ratzinger, il denaro (guarda caso ndr) ha preso la strada della Germania. L’informativa dell’inchiesta è stata consegnata il 7 giugno scorso ai pubblici ministeri Nello Rossi, Stefano Pesci e Stefano Fava. Dai documenti, in possesso de Il Fatto Quotidiano, è venuto fuori che la Procura di Roma stava già indagando sulla violazione delle disposizioni antiriciclaggio da parte del direttore generale dello Ior Paolo Ciprani e dell’allora vicedirettore Massimo Tulli. A loro carico ha iscritto un secondo e separato procedimento. Due dirigenti che hanno lasciato l’istituto dopo il rinnovamento proposto da Papa Francesco.

Questo uno stralcio dell’informativa dei finanzieri: “E’ bene rappresentare come lo Ior, nel corso degli anni dal 2010 al 2012, abbia progressivamente concentrato all’estero la propria operatività, trasferendo presso la Deutsche Bank AG – Germania le somme depositate presso le banche italiane. La circostanza coincide temporalmente con le considerazioni della Banca d’Italia del 18 gennaio 2010 circa ‘la posizione dell’istituto vaticano modificata ai fini antiriciclaggio”.

Che è successo non appena lo  Stato italiano ha cominciato a fare sul serio? Il Vaticano ha  deciso di spostare in Germania i soldi.

Nel periodo dell’inchiesta il conto Ior acceso alla filiale della Banca del Fucino ha registrato entrate per 275 milioni ma uscite per 378. Quello della ex Banca di Roma di via della Conciliazione, ora Unicredit, è stato uno dei più attivi. Si registrano 930 milioni di entrate in tre anni ma anche uscite per 948 milioni. Fino a quando il 30 settembre 2011, il conto si è azzerato ed è stato chiuso per sempre; alla Bpm invece lo Ior ha adottato una tecnica di svuotamento ancora più brutale: solo 10 milioni di entrate e ben 133 milioni di uscite; il conto alla Bnl ha registrato solo uscite per 10 milioni.

Hanno avviato. Lo Ior a un certo punto ha pensato di evitare le autorità italiane (Bankitalia e Procura) spostando l’operatività presso l’unica filiale della banca Jp Morgan a Milano.

E’ avvenuto così che nell’istituto americano si sono registrate entrate per un miliardo e 361 milioni di euro. Ma per non lasciare un solo euro sotto la vigilanza della Banca d’Italia ogni sera il conto era riportato a zero. Fino a quando  il conto è stato svuotato e chiuso il 30 marzo 2012. Dopo l’indagine, la Deutsche Bank filiale italiana ha continuato ad operare (dopo il primo giugno del 2010) solo per l’incasso dei pos dei bancomat installati dentro la Città del Vaticano.

Gli incassi poi erano sistematicamente prelevati – scrive la Guardia di Finanza – dallo Ior attraverso operazioni di giroconto verso la Banca del Fucino e Deutsche Bank AG – Germania. Successivamente la Banca d’Italia ha deciso di sospendere il servizio fornito dalla Deutsche Bank nonché di respingere la richiesta di ‘sanatoria’ mancando la necessaria autorizzazione. Il provvedimento ha comportato l’interruzione dei rapporti dello Ior con Deutsche Bank Spa dove giacciono anche in questo caso somme inutilizzate” per l’esattezza 97 milioni di euro al 31 agosto 2012” .

Che è successo invece ai due conti Ior di Banca intesa? Hanno registrato 529 milioni di euro di entrate e 423 milioni di uscite, i due conti del Credito Artigiano hanno registrato 96 milioni di euro di entrate e 69 milioni di uscite. Le altre due banche ad avere registrato più entrate che uscite sono quindi Banca Intesa che oggi ha un saldo finale di 30 milioni e la Banca Desio che ha registrato 2 milioni di entrate in più delle uscite.

Dove sono finiti i soldi del Vaticano in Italia? Secondo quanto riporta “Il Fatto Quotidiano” alla data di settembre 2012, oltre ai 30 milioni di Bankintesa, ci sono 97 milioni depositati presso Deutsche Bank e altri 29 milioni al Credito Artigiano, 10 milioni al Banco Desio e 2 milioni alla Banca del Fucino. In tutto sono circa 169 milioni di euro disponibili. Spiccioli al confronto di quelli nascosti nella cassaforte del Vaticano, in Svizzera e soprattutto in Germania, terra di Benedetto XVI e dei suoi consiglieri più fidati in materia.

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