Il Governo Renzi e partorisce una nuova aliquota: dietro il Premier l’ombra del caymano Serra

il governo renzi inizia subito con una nuova aliquota ecco il nuovo corso della rottamazione

Signore e signori, cambiamo verso. Siete pronti? Si parte con una nuova imposta, ovviamente per tagliarne altre. Infatti, racconta Formiche.net, tra le ideone del governo Renzi c’è l’aumento dell’aliquota sulle sedicenti rendite finanziarie (non è ancora chiaro perché i frutti dei risparmi debbano essere definite rendite).

 


L’OPERA DEL CAIMANO

 C’è poco da meravigliarsi, comunque, visto che uno dei principali ispiratori della Renzinomics è il finanziere Davide Serra. Il fondatore del fondo Algebris con sede a Londra da tempo indica priorità fiscali come quella di spostare il peso della tassazione dal lavoro e dalla imprese ai patrimoni finanziari e immobiliari. Fa specie, però, che consigli del genere vengano da persone che hanno il domicilio fiscale all’estero.

 LE PAROLE DEL RENZIANO DOC

 Ma che cosa ha detto di preciso il renziano doc, Graziano Delrio, sottosegretario al Consiglio nel governo Renzi e ministro nell’esecutivo Letta? Che il nuovo governo punta sull’aumento “del taglio del cuneo fiscale” perché “pensiamo di ricavare risorse in parte dalla spending review, in parte da operazioni industriali e dal rientro dei capitali”. 

 Secondo Delrio, “C’è una parte delle rendite finanziarie non in linea con la tassazione che c’è in Europa e questo argomento per reperire più soldi va valutato”.

 L’ESEMPIO FATTO DA DELRIO

 Poi, per spiegarsi, il ministro ha aggiunto: “Se una signora anziana ha messo da parte 100mila euro in Bot non credo che se gli togli 25 o 30 euro ne avrà problemi di salute. Vediamo…”. La patrimoniale invece “non la faremo. L’Imu fu una patrimoniale a tutti gli effetti, il governo Monti la introdusse perché il Paese aveva bisogno di sistemare i conti”.

 E PADOAN?

 Le opposizioni, a partire da Forza Italia e dalla Lega, hanno gridato allo scandalo. Mentre nella maggioranza, dove il Nuovo Centrodestra esclude che si possa partire da questa priorità, c’è chi invita a considerare che il ministro dell’Economia non è Delrio ma Pier Carlo Padoan. Giusto, ma la direzione di marcia indicata dal sottosegretario è pressoché identica alle impostazioni del titolare del Tesoro, se si leggono le recenti tesi di Padoan. Da capo economista dell’Ocse ha detto: Ci sono tasse più dannose allo sviluppo (sulle imprese e sul lavoro) e altre meno dannose, come quelle sui consumi e sui patrimoni”.

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