Ineleggibilità, ecco chi è Dario Stefàno (Sel), Presidente della Giunta del Senato che giudicherà B.

dario stefàno sel

Il vendoliano annuncia lavori straordinari per arrivare alla soluzione del caso Berlusconi. La soluzione potrebbe arrivare comunque dopo la pausa estiva. Ma chi è Dario Stefàno, Presidente della Giunta del Senato che giudicherà l’ineleggibilità di B. ?

 

Silvio Berlusconi prima di uscire di scena al Senato dovrà confrontarsi con la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari chiamata ad esprimere un parere sulla decadenza dell’ex premier. Il presidente è Dario Stefano senatore di Sel. All’apparenza sarebbe un senatore comunista, del partito più a sinistra del parlamento italiano.

Mauro Ravarino de Linkiesta ha però tratteggiato un suo profilo dal quale tutto sembra tranne che una persona proveniente dal popolo. Nasce come manager aziendale, già membro della Giunta di Confindustria Puglia e docente all’Università del Salento. E’ nato nel 1963 a Scorrano in provincia di Lecce. In politica entra nel 2005 quando si candida alle regionali come indipendente della Margherita. E’ stato presidente dell’assemblea provinciale del Pd fino al 2009 quando è stato indeciso sull’entrare nell’Udc o nel movimento di Adriana Poli Bortone. Fu nel luglio di quell’anno che si incontra con Nichi Vendola. Il quale gli assegna la delega di assessore alle Risorse Agroalimentari. E lì è nato un sodalizio che durerà a lungo, nonostante i malumori nella base vendoliana.

Siamo alle regionali del 2010 quando ha promosso la lista “La Puglia per Vendola” che univa in moderati e i cattolici che sostenevano la rielezione del leader di Sel. La lista raggiunge il 5,5 % delle preferenze e sei consiglieri eletti. Stefano ottiene 11 mila preferenze. Nel dicembre 2012 si è candidato alle primarie di Sel nonostante i mal di pancia di chi gli contestava un passato centrista. Ottiene però 5mila voti e a febbraio è stato eletto a Palazzo Madama con il 6,7% dei voti dove è ancora uno dei 7 senatori di Sel.

La presidenza di una commissione se l’è giocata a lungo con Claudio Fava (il candidato mancato alle elezioni regionali siciliane scomodo al Pdl e anche al Pd). Il più moderato Stefano però l’ha spuntata.

Quando è stato interpellato sull’ineleggibilità di Berlusconi, il 6 giugno: “Andiamoci piano: non è che io schiaccio un bottone e puff! il nemico scompare, come fossimo alla Playstation… È una idea cresciuta nel terreno di coltura di una violenza verbale che ormai ammorba il dibattito pubblico e di cui non se ne può più. Io sarò rigoroso e scrupolosissimo”. Il 10 luglio aggiunge: “Per me possiamo lavorare anche ad agosto, se serve. Non appena la Corte di Cassazione dovesse comunicare una sentenza di eventuale condanna” .

Dal giorno successivo  la Giunta ha incominciato a occuparsi dei ricorsi sull’ineleggibilità del senatore Berlusconi. E il giorno della condanna del cavaliere gli occhi si sono puntati su Stefano. Questa la sua risposta sull’interdizione:  “Subito, non appena verrà notificata al Senato, e quindi alla giunta, la sentenza della Cassazione. Nell’arco del mese potremo pronunciarci» ha dichiarato a caldo a Repubblica, anticipando però la possibilità di «una complessa e credo non brevissima fase di approfondimento istruttorio anche attraverso l’attivazione di un eventuale apposito comitato inquirente”.

Puntuali sono arrivate le critiche di Giuseppe Di Lello magistrato e componente del pool antimafia diretto da Antonino Caponnetto. Sulla prima pagina de “Il Manifesto” infatti appaiono queste dichiarazioni: “Con anni di giurisprudenza parlamentare alle spalle e con la Costituzione e leggi elettorali alla mano, ci sarà davvero da insediare un “comitato inquirente” per stabilire che chi non gode più dei diritti politici non può sedere in Parlamento?”.

Stefàno ha prontamente risposto di non aver nessuna volontà di allungare i tempi, ma di avere “il dovere istituzionale di garantire le rispetto delle regole”. Sul caso, più volte ha ripetuto di non voler fare valutazioni politiche visto che la Giunta “è un organismo paragiudiziario”.

L’organismo è convocata per  domani 7 agosto. Il verdetto potrebbe venir fuori anche dopo la pausa estiva

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