Incontro Obama-Renzi. L’America detta le regole, niente tagli agli F35

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Obama, come riporta LaStampa, ha anche incassato da Roma l’appoggio per un nuovo giro di sanzioni più dure nel caso in Putin s’allargasse le sue mire espansionistiche – In cambio Washington ci darà una mano sul caso Marò e ci sbolognerà la patata bollente della Libia, investendoci del ruolo di “alleato chiave” per tutti gli interventi in Nord Africa…

 

ROMA PUNTA ALLA GUIDA MA LA MERKEL INCOMBE
Dopo il danese Anders Fogh Rasmussen dovrebbe toccare a un Paese del Sud. L’Italia era in pole position ma è spuntata la candidatura del socialista norvegese Jens Stoltenberg, sostenuta dalla Merkel per liberare la casella della presidenza della Commissione europea a un suo candidato del Ppe. L’Italia punta a compensazioni su altri fronti se si confermasse la scelta in favore dell’ex premier di Oslo.

LA CASA BIANCA CHIEDE LA GRAZIA AGLI AGENTI
Il rapimento dell’imam egiziano a Milano da parte della Cia nel 2003 ha lasciato uno strascico nelle relazioni con gli Stati Uniti, con la condanna di 23 agenti americani. Il presidente Napolitano ha graziato nel 2013 il colonnello Joseph Romano III ma Washington vorrebbe un gesto di clemenza anche per Robert Seldon Lady, l’ex capo sezione della Cia di Milano. Napolitano ha ribadito i limiti delle sue prerogative.

GLI USA FRENANO I TAGLI AGLI F-35
Obama ha sottolineato ieri che «l’Europa non può spendere solo l’1 per cento del Pil per la Difesa mentre gli Usa spendono il 3». Sul tavolo anche l’eventuale taglio nell’acquisto dei cacciabombardieri F-35 (da 90 a 45) da parte del nostro ministero della Difesa, che secondo Washington potrebbe avere un impatto negativo sul programma e sull’integrazione fra le aviazioni statunitense e italiana.

ALL’ITALIA IL RUOLO DI GENDARME DI TRIPOLI
Obama ha ringraziato l’Italia per il suo impegno e ha sottolineato che bisogna «riportare l’ordine» nel Paese, di fatto diviso in due, con le milizie islamiste che controllano l’Est, con una deriva anarchica che spaventa l’Europa anche per i riflessi sull’immigrazione. Roma sta addestrando le forze di sicurezza di Tripoli ed è vista da Washington come l’alleato chiave per intervenire in tutto lo scacchiere del Nord Africa.

IL COLLE VUOLE TENERE UNA PORTA APERTA
Sulla crisi ucraina, Napolitano ha sottolineare la necessità di continuare a «coinvolgere e responsabilizzare la Russia», un Paese influente «in molti scenari», come la Siria e il Medio Oriente. Obama ha incassato da Roma l’appoggio per un nuovo giro di sanzioni più dure nel caso Putin non volesse fare marcia indietro in Crimea e ha promesso aiuti concreti per rendere il nostro Paese più indipendente dal gas russo.

SE WASHINGTON PREME NEW DELHI PUÒ CEDERE
L’Italia ha chiesto aiuto all’America per «l’internazionalizzazione» del caso e punta a un arbitrato che sottragga i due fucilieri della Marina al giudizio in un tribunale indiano.

 Washington finora non si è sbilanciata, anche per i forti legami economici con New Delhi, ma l’appoggio all’alleato potrebbe essere merce di scambio nella partita delle sanzioni alla Russia e risultare decisivo per sbloccare l’impasse.

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