Inceneritore di Giugliano, torna l’incubo del disastro ambientale. Ma il Governo non si pronuncia

inceneritore gigliano

A Giugliano in Campania si muore con troppa facilità e ancora troppo giovani – se non bambini – a causa dei roghi tossici e dei rifiuti industriali. Questo non basta ai politici del posto per finanziare la bonifica: ora a girare il coltello nella piaga è l’ok all’inceneritore di Giugliano che dovrà bruciare 6 milioni di tonnellate di rifiuti accumulati tra il 2007 e il 2011e costerà 60 milioni di euro. L’inceneritore s’adda fare – parola dell’assessore all’ambiente Giovanni Romano. Questa storia ‘puzza’ di nuove morti.

 

Non solo armi chimiche e gas nervino siriano, non solo Fukushima e le sue, ancora, evidenti conseguenze sulla salute: qui parliamo di nuovo della Terra dei Fuochi o anche quel triangolo della morte dove, i malati di tumore sono il 300% in più rispetto alla media nazionale. Noi de L’Infiltrato avevamo già parlato del caso dei rifiuti tossico/nocivi e del Sud Italia come discarica a cielo aperto delle industrie del nord Italia ed Europa, sostenute dalla compiacenza della camorra. A confermare il sodalizio Malavita/Rifiuti, pochi giorni fa l’intervista in esclusiva per Sky Tg24 del pentito Carmine Schiavone, affiliato al clan dei Casalesi, che ha rivelato come i rifiuti di Pisa, Milano, della Francia, Austria e Germania sono stati tutti seppelliti nel basso Lazio – zona di Latina – e della Campania. Gigantesche montagne di “munnezza” che oggi sono sottoterra e che si sono trasformate in percolato e gas.

L’ASSESSORE GIOVANNI ROMANO DICE ‘SI’ ALL’INCENERITORE DI GIUGLIANO – Non bastano i bambini che muoiono di leucemie e giovani madre che si ammalano.

Non bastano a quanto pare per il Governo attuale che non si pronuncia in merito al caso rifiuti in Campania se non con strafalcioni e grandi gaffe. Ultima in ordine di tempo la “cazzata” sparata dal commissario alle bonifiche Mario De Biase e denunciata dal Coordinamento Comitati Fuochi. Il De Biase, in veste di Funzionario delle Istituzioni, in riferimento agli ortaggi contaminati nella zona dei Fuochi ha dichiarato, sminuendo il problema: «Hanno detto persino che quel colore era dovuto ai rifiuti tossici. Sapete qual è la verità? Erano solo troppo maturi…”» Maturi? Sembra essere poco informato il commissario De Biase che non considera un provvedimento dell’autorità giudiziaria, che sequestra quel campo perché gli ortaggi prodotti, come riscontrato dalle analisi dell’ARPAC, avevano livelli “mostruosi” di metalli pesanti, incompatibili per il consumo umano. Oppure semplicemente per lui i ‘cavoli contaminati’ sono sinonimo di ‘maturi’, chissà.

Ma i morti della Terra dei Fuochi non bastano neanche – e soprattutto – ai politici locali. A peggiorare la situazione ambientale è stata la dichiarazione shock dell’Assessore regionale Giovanni Romano, quello che per intenderci sotto alla voce “Ambiente” dovrebbe essere interessato a tutelare il disinquinamento della sua regione e l’ecologia. L’Assessore Romano parla del sito di stoccaggio delle eco balle di Villa Literno, lì dove ci sono ben 1 milione e 200 mila tonnellate di rifiuti in balle accumulati durante il periodo emergenziale – tra il 2007 e il 2011. In tutta la regione c’è una montagna di immondizia: 6 miliardi di tonnellate e di queste ben i 2/3 si trovano tra Villa Literno e Giugliano. Dopo aver effettuato un sopralluogo ed aver visto la precarietà del sito – dove manca un sistema anti-incendio e la vigilanza 24 ore su 24 – oltre che l’emergenza rifiuti, anziché sollecitare la bonifica, l’Assessore parla della priorità: «di realizzazione dell’impianto di Giugliano». E costruire un inceneritore non costa mica poco: 60 milioni di euro solo per la creazione, senza considerare la manutenzione giornaliera e i lavori di prevenzione.

INCENERITORE = LATTE ALLA DIOSSINA, PAROLA DI GREENPEACE – Contro gli inceneritori c’è anche Greenpeace che si oppone all’emissione delle polveri sottili dai ‘camini’ di questi impianti. Tra le sostanze tossiche che vengono bruciate e si disperdono nell’aria, ci sono i furani e la diossina 2,3,7,8, che secondo lo IarcAzienda internazionale per la ricerca sul cancro – è una delle maggiori sostanze cancerogene. Inoltre, nel caso specifico di Giugliano in Campania, l’assessore Romano dovrebbe prendere in considerazione un’indagine condotta da Greenpeace che ha rivelato una verità sconvolgente: c’è diossina nel latte degli animali che vivono vicino agli inceneritori  . Considerati 11 campioni di latte provenienti dalle fattorie dell’Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Toscana e distanti 250, massimo 5500 metri da un inceneritore, è stata trovata una concentrazione di diossina oltre i limiti del possibile. Latte inquinato e uomini che si avvelenano.

ERRI DE LUCA E L’ATTORE JEREMY IRONS CONTRO L’INCENERITORE – Ondate di sdegno e di protesta contro questa ennesima batosta ambientale per la Campania. L’inceneritore è l’antitesi del riciclo, una scelta strategica che serve solo a ritardare le responsabilità politiche, rimandare le soluzioni al problema rifiuti ma non diminuire gli effetti sulla salute delle persone. Oltre ai movimenti dei cittadini, la solidarietà arriva anche da Erri De Luca che, oltre alla causa dei NoTav, difende a spada tratta Giugliano e i suoi cittadini. Altro ‘no’ agli inceneritori – nel caso specifico quello di Parma – è dell’attore britannico Jeremy Irons, ambasciatore di Buona Volontà della FAO Goodwill Ambassador

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