In Morte di Silvio: venti giorni per difendersi, la Giunta deciderà il 9 settembre. Ma B. perderà 15 a 8

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La Giunta per le Immunità del Senato dovrà pronunciarsi entro il 9 settembre sulla decadenza di Silvio Berlusconi da Palazzo Madama. Nella giornata di ieri, la discussione dell’organismo elettorale presieduto da Dario Stefano (Sel) è proseguita ad oltranza. Il “dead man walking” Berlusconi ha 20 giorni di tempo per presentare la sua difesa e tentare il tutto per tutto per evitare una sorte che sembra ormai segnata.

 

LE PREVISONI: PERDE 15 A 8 – Il destino di Berlusconi sembrerebbe a un passo dalla fuoriuscita da Palazzo Madama. I senatori azzurri presenti in Giunta sono solo sei. E di certo al momento della votazione si esprimeranno a favore del Cavaliere. A questi voti potrebbe unirsi quello del parlamentare Gal (gruppo autonomie locali) presente in Giunta e di un senatore della Lega. In pratica la vecchia alleanza che ha portato Silvio Berlusconi al Governo.

Quindici invece dovrebbero essere quelli a favore dell’uscita di Berlusconi dal parlamento: si tratta del senatore di Scelta Civica, di quello del Psi, dei quattro del Movimento Cinque Stelle, il presidente della giunta di Sel e otto senatori del Pd. Quello del partito democratico è un voto scontato. Dopo che il segretario Guglielmo Epifani ha invitato Berlusconi a farsi da parte, beccandosi anche del coglione da parte del deputato Pdl Maurizio Bianconi.

LA LEGGE SEVERINO – Cosa porta alla sentenza di decadenza del Cavaliere prima dell’ufficiale interdizione dai pubblici uffici. Non è altro che un effetto della legge Severino anti corruzione che scatta in seguito alla condanna a 4 anni di reclusione per frode fiscale nella vicenda Mediaset.

E’ un verdetto scontato – ha affermato arrivando alla riunione Benedetto Della Vedova di Scelta civica serve solo una presa d’atto”.

Mario Giarrusso per il Movimento Cinque Stelle  ha  invece ribadito che la legge Severino ”prevede che la questione della decadenza venga discussa subito”. Concorde anche l’ex magistrato piddino Felice Casson secondo il quale  “la questione della cadenza va discussa immediatamente, come prevede la legge, e dunque subito”.

Ora tocca al presidente della Giunta per le immunità Dario Stefano dare comunicazione immediata a Berlusconi dell’arrivo degli atti e dell’inizio della fase istruttoria. Concedendogli il termine di venti giorni utile ad esercitare il diritto alla difesa.

Chiederemo tempi serrati e certi per la discussione – ha dichiarato Vito Crimi del Movimento Cinque Stelle  – al fine di portare al voto in Aula il prima possibile. Ma i primi di settembre chiederemo che si tratti di una seduta lunga nella quale poter esaurire in un’unica giornata sia la relazione-proposta, sia la conseguente discussione generale”.

Il presidente della Giunta, Dario Stefano invece sottolinea: “Abbiamo registrato un clima costruttivo e sereno, così come era il nostro obiettivo. Ci siamo concentrati sul merito. Avevamo preso l’impegno di chiudere la discussione generale e lo abbiamo rispettato. Il relatore presenterà così i primi di settembre due proposte alla giunta: una sull’intervenuta incandidabilità e un’altra sulla questione dell’ineleggibilità che era già stata avviata”. Riguardo alla questione dell’irretroattività della legge Severino che il Pdl continua a sollevare, Stefano ha osservato: “E’ giusto che in una discussione così delicata si confrontino tesi differenti. Ma vorrei ricordare che non si tratta della pena principale, ma è l’effetto della stessa. La priorità, comunque è quella dell’incandidabilità anche perché è assorbente della questione dell’ineleggibilità. Tutti abbiamo condiviso la mia scelta di dare immediato, tempestivo avvio al procedimento, rispettando così la norma della legge Severino che parlava di ‘immediatezza‘. Non abbiamo perso un giorno di tempo”.

LA PECORA AL LUPO – Dopo la discussione è stato conferito il mandato ad Andrea Augello del Pdl di dare il parere sulla questione. Che sarà di certo negativo. Perché nominare come relatore un senatore dello stesso partito di Berlusconi è come affidare un gregge di pecore a un lupo. Come da prassi  Augello quindi dovrebbe proporre la relazione entro il 9 settembre.

Qualora venisse bocciata, dovrà essere sostituito con un altro relatore. Nel frattempo il senatore azzurro ha chiesto di prendere visione degli atti di cui è stata chiesta l’acquisizione. Quindi si dovrà dare tempo (20 giorni) alla difesa per presentare delle memorie o essere ascoltata. Quindi, la Giunta dovrà decidere. E sulla sua decisione dovrà pronunciarsi l’Aula. 

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