Il Pd sgambetta Crocetta e apre la crisi del modello Sicilia. Ripercussioni anche a Roma?

crocetta sgambettato dal Pd

Sono passati appena undici mesi dalle elezioni siciliane. Che hanno portato al potere a Palazzo dei Normanni Rosario Crocetta con la strana alleanza Pd- Udc supportata dalla lista “Il Megafono di Crocetta”, legata direttamente al presidente della Regione. La maggioranza si è sfaldata con l’abbandono dei democratici della Giunta. Secondo Roma tutto potrebbe rientrare ma da Palermo spirano venti di guerra. E si dichiara: gli assessori si dimetteranno, voteremo provvedimento per provvedimento.

 

Ora la maggioranza non esiste più perché il Pd siciliano ha staccato la spina. E al termine di una riunione infuocata ha sostenuto: Noi non ci riconosciamo più nell’azione del governo Crocetta. Non ci sentiamo più vincolati a sostenere l’azione di un governo che sta commettendo gravi errori che si ripercuoteranno sui siciliani”.

I democratici criticano ormai tutto: dall’abolizione delle province al nodo dei precari della pubblica amministrazione. La cosa che i democratici non perdonano al Governatore siciliano è la deriva personalistica che hanno preso le cose da quando è a capo della cosa pubblica isolana.

Solo sette componenti della direzione si sono opposti alla relazione del segretario regionale Giuseppe Lupo che aggiunge: Il presidente Crocetta ha fatto anche questo, l’ha buttata in rissa, facendo passare il messaggio che il Pd fosse interessato alle poltrone. Non ci sentiamo quindi rappresentati in giunta dagli assessori in quota Pd. Prendano loro le decisioni conseguenti, sapendo che non rappresentano più il partito nell’esecutivo. Da adesso valuteremo provvedimento per provvedimento e atto per atto”.

Il sostegno va conquistato un po per volta e i quattro assessori Pd sono vicini alle dimissioni. Sono tra l’altro settimane che il Pd chiede un cambio di passo che non si è verificato.

Chi altro c’è però dietro alla chiusura dei democratici alla Giunta Crocetta? Anche Guglielmo Epifani in persona che insieme a Stefano Fassina hanno concordato l’uscita insieme al democrativìco Antonello Cracolici.

Del resto, ripetono ormai da giorni dirigenti democrat, “il presidente Crocetta non ha mai risposto al nostro appello, e ha continuato a presenziare su La7 e a convocare conferenze stampa”. Una delle cause scatenanti della crisi è proprio il megafono crocettiano. Stando a quanto riporta linkiesta la commissione nazionale di Largo del Nazareno ha sostenuto che “i dirigenti e gli eletti del Megafono non possono essere iscritti al Pd”.

Crocetta di tutto questo però sembra se ne sia infischiato organizzando a Catania una festa del Movimento. Nella quale ha attaccato il Pd definendolo, il partito degli scandali e aggiungendo: “ll problema sono le poltrone. Io non mi faccio condizionare”. Ora il Pd non tornerà indietro; appoggerà volta per volta i provvedimenti del Governo Crocetta.

“Noi alcuni provvedimenti- ha sottolineato un Parlamentare Pd–  come ad esempio l’addizionale Irpef li abbiamo appresi a giochi fatti. Per quale motivo dovremmo continuare a sostenere Crocetta?”.

 

Quattro assessori dovranno abbandonare quindi Palazzo D’Orleans: si tratta di Luca Bianchi, vice direttore dello Svimez e voluto fortemente da Stefano Fassina per vigilare sui conti siciliani, Nino Bartolotta, con delega alle Infrastrutture, sponsorizzato dal plenipotenziario messinese Francantonio Genovese, Mariella Lobello all’Ambiente, e Nelli Scilabra alla Formazione. Sui primi tre il partito non ha dubbi: abbandoneranno l’assessorato. Sull’ultimo grava il fortissimo rapporto con il governatore Crocetta: fu lui di concerto con Lumia a spingere per l’ingresso in giunta.

A Roma intanto si crede che nelle prossime ore la crisi possa essere definita. E che i deputati regionali rientrino in maggioranza. Del resto un renziano afferma : “cosa vuoi che sia l’uscita del Pd dal governo Crocetta rispetto ai casini che abbiamo all’interno del Pd sul congresso, e rispetto al governo traballante di Enrico Letta?”.  Quindi si crede che la crisi siciliana non possa influire rispetto alla crisi nazionale.

Il capitolo congresso è invece un discorso a parte. Perché spiegano a Linkiesta: “la Sicilia è fra le prime regioni per numero di delegati all’Assemblea nazionale. E il futuro segretario dovrà vincere qui per potersi assicurare la vittoria”.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.