Il parere di 10 costituzionalisti: “Bisogna votare subito per l’espulsione di Berlusconi”

il parere dei costituzionalisti

I professori sono stati interpellati dall’associazione Avaast prima di lanciare una petizione di firme in merito che è andata a buon fine. Secondo tutti i costituzionalisti la Legge Severino non presenta profili di illegittimità e può essere pienamente applicata all’ex presidente del Consiglio.

 

Li ha consultati Avaaz.com. Si tratta di dieci costituzionalisti secondo i quali qualsiasi ritardo nell’espulsione di Berlusconi al Senato sarebbe di fatto immotivato.

In un documento dell’associazione hanno espresso il loro parere Alessandro Pace, Ernesto Bettinelli, Roberto Romboli, Ferdinando Pinto, Francesco Dal Canto, Riccardo Guastini, Salvatore Bellomia, Gianni di Cosimo, Antonio D’Andrea, Umberto Allegretti.

Posizioni che sono in netto contrasto con quelle della difesa dell’ex premier che ha chiesto il ricorso alla Consulta e la sospensione dei lavori dell’organismo di Palazzo Madama per approfondimenti sulla norma varata dall’ex ministro della Giustizia.

Ed ecco i tre profili sui quali sono stati interpellati gli esperti: la durata dei lavori della Giunta (sedute continue fino al coto i rinvio per approfondimenti) ; la possibilità del Senato di ricorrere alla Consulta; un’eventuale sospensione dei lavori in attesa della rideterminazione delle pene accessorie per il ricorso alla corte di Strasburgo.

Da quasi trent’anni mi occupo dell’ineleggibilità dei componenti gli organi amministrativi locali – premette Ferdinando Pinto, professore ordinario di diritto amministrativo a Napoli –e, se rapportato a quello che ho visto dal mio osservatorio, quello che si sta verificando è per me incomprensibile. La legge è chiara lì dove stabilisce una sanzione amministrativa. D’altro canto l’applicazione della legge è già avvenuta in una trentina di casi senza che si sia messa in discussione tale profilo“.

Il richiamo sull’irretroattività risulterebbe infondato. E’ su questo che si poggia la teoria di Ernesto Bettinelli, professore di Diritto Costituzionale a Pavia: “Non è evidentemente una legge penale, non comporta sanzioni supplementari rispetto a quelle già fissate dall’ordinamento penale. Dà luogo a immediata decadenza appena sono esauriti tutti i gradi di giudizio. L’evento formale che conta è la pubblicazione della sentenza e non la commissione del reato. Pertanto il richiamo al principio di irretroattività è manifestatamente infondato“.

I dieci costituzionalisti, come riportato dal quotidiano Repubblica, sostengono che ogni ulteriore voto sul rinvio è inammissibile. “Un’ipotesi inammissibile– afferma ancora Bettinelli – La Giunta non è un organo giurisdizionale, sicché non può assumere la veste di giudice a quo, in un giudizio di legittimità costituzionale. Inoltre né le decisioni sulla pena accessoria né la decisione della Corte di Strasburgo posso avere alcuna influenza sulla sua decisione“.

E sulla teoria Gianni Di Cosimo, aggiunge: “Ammettiamo che la Giunta sia pure legittimata a sollevare la questione occorre che essa non sia manifestamente infondata. Ma in questo caso non mi pare vi siano evidenti profili di incostituzionalità“.

Alessandro Pace, professore emerito di diritto Costituzionale a Roma, sottolinea l’assoluta regolarità della legge in questione. E’ indiscutibile, che la Giunta debba provvedere con sollecitudine, allo scopo di impedire che un parlamentare di cui è stata accertata “l’indegnità morale” continui a esercitare illegittimamente le sue funzioni. Inoltre la Corte Costituzionale nella sentenza n.118 del 1994 ha precisato che l’incandidabilità, ancorché sopravvenuta non costituisce, di per sé una sanzione penale. Pertanto non è applicabile alla specie il principio costituzionale dell’irretroattivà delle pene. Se le Camere ritengono che una legge sia incostituzionale la modificano e non perdono tempo a sollevare una questione di costituzionalità“. 

Sulla stessa linea anche Riccardo Guastini, ordinario alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Genova: “Il rinvio del voto è inammissibile. Né le decisioni sulla pena accessoria, né la (eventuale decisione della Corte di Strasburgo) possono avere alcuna influenza sulla decisione, peraltro dovuta,  della Giunta“.

Anche Umberto Allegretti, professore di Diritto pubblico all’Università di Firenze, è sulla stessa posizione: “La difesa di Berlusconi è stata assicurata e il Senato è tenuto a provvedere davvero immediatamente. Non c’ è divieto di retroattività perché la incandidabilità non è una sanzione penale ma ha radice nella tutela della genuinità e correttezza del processo elettorale, come mostrano tra l’altro gli art, 48 e 54 della Costituzione“.

Il parere dei massimi costituzionalisti è chiaro – dice Luca Nicotra diAvaaz-: non sono ammessi ulteriori rinvii all’espulsione di Berlusconi e il Senato deve prendere una decisione subito. E’ arrivato il momento che la Giunta del Senato decida: vogliono servire l’interesse pubblico o prendere in giro la legge e gli italiani con rinvii immotivati e di fatto illegali?“.

La Giunta seguirà questo dettame? E’ difficile ma non impossibile. Nonostante le centomila firme di Avaaz che tutte compatte dicono che non espellere Berlusconi dal Senato è illegale.

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