Il Papa apre ai luterani: la continuazione di un percorso gia’ avviato

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La rivoluzione di Bergoglio continua? Dopo aver aperto la porta al dialogo con gli omosessuali e verso i divorziati sembrerebbe di sì. E’ ora la volta delle altre confessioni religiose. Dei luterani che si sono separati ufficialmente dalla  Chiesa cattolica nel 1517 con lo scisma di Martin Lutero. Da allora i rapporti si sono fatti difficili ma il dialogo continua ad essere aperto. La vera rivoluzione? Inizia da Paolo VI.

 

L’INCONTRO TRA BERGOGLIO E LA FONDAZIONE LUTERANA

Nella giornata di oggi Papa Francesco ha incontrato in udienza la delegazione della Federazione luterana Mondiale. L’intenzione del pontefice è quella di continuare il cammino di dialogo e comunione. Che non inizia con il suo papato ma dal secolo scorso.

Nonostante le difficoltà e le divergenze – ha sottolineato Bergoglio-  non bisogna smettere di impegnarsi e di invocare dal Signore il dono dell’unità”. Come sottolineato da Radio Vaticana, organo ufficiale di comunicazione della Chiesa cattolica, tre sono i punti su cui bisogna basarsi: dialogo teologico, preghiera fedele e collaborazione fraterna.

E sull’ecumenismo spirituale ha aggiunto: Quest’ultimo costituisce, in certo senso, l’anima del nostro cammino verso la piena comunione, e ci permette di pregustarne già da ora qualche frutto, anche se imperfetto: nella misura in cui ci avviciniamo con umiltà di spirito al Signore Nostro Gesù Cristo, siamo sicuri di avvicinarci anche tra di noi e nella misura in cui invocheremo dal Signore il dono dell’unità, stiamo certi che Lui ci prenderà per mano e sarà la nostra guida”.

Il tutto dovrebbe avvenire durante il 50esimo anniversario del dialogo teolologico ma soprattutto il quinto centenario della Riforma del 1517 che arriverà nel 2017.

Cattolici e luterani –continua Bergoglio-  possono chiedere perdono per il male arrecato gli uni agli altri e per le colpe commesse davanti a Dio, e insieme gioire per la nostalgia di unità che il Signore ha risvegliato nei nostri cuori, e che ci fa guardare avanti con uno sguardo di speranza
Certo, le difficoltà non mancano e non mancheranno, richiederanno ancora pazienza, dialogo, comprensione reciproca, ma non ci spaventiamo! Sappiamo bene – come più volte ci ha ricordato Benedetto XVI – che l’unità non è primariamente frutto del nostro sforzo, ma dell’azione dello Spirito Santo al quale occorre aprire i nostri cuori con fiducia perché ci conduca sulle vie della riconciliazione e della comunione”.

IL DIALOGO ERA GIA’ INIZIATO

Chi pensa che sia questo nuovo Papa ad aver iniziato il dialogo con i luterani si sbaglia però di grosso. In realtà il dialogo è iniziato durante il papato di Paolo VI nel 1967. Quando la commissione di studio evangelica luterana- cattolica romana, comincia i suoi lavori. Le questioni affrontate allora furono molteplici: tradizione e scrittura, giustificazione, vangelo e mondo, ministero ordinato, papato.

Una serie di incontri che nel 1972 porta a un primo frutto: una dichiarazione nota come Rapporto di Malta, che ha suscitato reazioni contrastanti e riserve. Da allora vennero prodotti una serie di documenti che testimoniano il continuare del rapporto tra Cattolici e Luterani.

Il primo è datato 1978 e si chiama la Cena del Signore. In quella occasione la Commissione non è riuscita ad accordarsi sulla proposta di una dichiarazione sulla “Reciproca ammissione all’eucaristia”.

Nel 1980 arriva il documento “Tutti sotto uno stesso Cristo” dichiarazione comune sulla confessio Augustana. Nello stesso anno si arriva anche all’accordo “vie verso la Comunione” che descrive l’obiettivo dell’ecumenismo: nel 1981 arriva invece “il ministero pastorale nella Chiesa” nel quale si registra un consenso sulla realtà dell’ordinazione, mentre ci sono ancora difficoltà sul problema del ministero episcopale. Poi c’è Martin Lutero, testimone di Gesù Cristo nel 1983: si tratta di una dichiarazione comune resa in occasione del cinquecentesimo anniversario della nascita del riformatore.

Nel 1985 si conclude il ciclo di incontri con il testo “L’unità davanti a noi” del 1985, descrivendo alcuni modelli di unità e proponendo alcune possibili vie per giungere ad un riconoscimento reciproco dei ministeri.

Altri dialoghi ci sono nel 1986 e sono tutti concentrati sull’ecclesiologia. Si sono conclusi nel 1993, con l’approvazione di un documento sulla dottrina della giustificazione. Dodici anni più tardi la Federazione mondiale luterana e la Chiesa Cattolica hanno divulgato una “Dichiarazione congiunta” in cui viene espresso un consenso sulla dottrina della giustificazione. Lo stesso documento ha portato alla Attestazione ufficiale congiunta , firmata ad Augusta il 31 ottobre 1999.

LA TESTIMONIANZA DEL CARDINALE KASPER

Chi ha firmato per la Chiesa Cattolica la dichiarazione congiunta sul giustificazionismo? Ci ha pensato il Cardinale Walter Kasper presidente del pontificio Consiglio dell’Unità dei Cristiani.

Ecco qui un passo delle sue dichiarazioni del 2004 riprese da Vatican Insider.

Sta nascendo la consapevolezza – si legge – che la lotta del XVI secolo tra luterani e cattolici è ormai finita e le ragioni per condannarsi a vicenda sono cadute nel dimenticatoio” e “occorre rileggere la storia in maniera diversa”: un “importante passo nel cammino di riconciliazione” l’aveva definito il segretario generale WLF, Martin Junge cui aveva fatto seguito il card. Kurt Koch, attuale presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei cristiani, “La divisione della chiesa è qualcosa che non possiamo festeggiare, ma siamo in grado di vedere ciò che abbiamo compiuto di positivo per continuare a cercare insieme le strade di un futuro di comunione”.


La Chiesa cattolica è la chiesa cristiana che conta il maggior numero di fedeli (circa 1,2 miliardi di persone, circa la metà dei cristiani), mentre la Federazione Luterana conta su 75 milioni di fedeli.

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