Il neo Presidente della Corte Costituzionale ordinò la distruzione delle registrazioni su Napolitano

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Il relatore del caso fu fervido sostenitore della teoria secondo la quale la procura di Palermo non avrebbe avuto i poteri per intercettare le telefonate di Giorgio Napolitano in quanto Presidente della Repubblica Italiana. Ora non a caso viene eletto con un voto di scarto.

 

Dell’elezione del presidente della Corte Costituzionale ci eravamo già occupati. Avevamo già sottolineato che Gaetano Silvestri era stato eletto con un solo voto di scarto. Ipotizzando che questo fosse di Giuliano Amato. Il giudice appena nominato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Quello su cui non ci eravamo soffermati riguarda proprio il Capo dello Stato. Perché fu proprio il neo presidente, in qualità di relatore, a dire la parola fondamentale sul caso delle intercettazioni Napolitano-Mancino. E’ lo stesso che, mettendosi dalla parte del Quirinale, ordinò la distruzione delle prove delle conversazioni

 

Sul conflitto di attribuzioni fra poteri dello Stato sollevato da Napolitano contro la Procura di Palermo sostenne che quest’ultima non aveva il potere di mettere sotto controllo le conversazioni del Capo dello stato e quindi diede il via libera alla distruzione delle telefonate tra l’ex Ministro ed il Presidente della Repubblica.

Gaetano Silvestri ha 69 anni ed è professore di diritto costituzionale, nominato nel 2005 giudice del Parlamento su proposta del centrosinistra. Iscritto al PCI e poi al PDS, membro laico del CSM dal 1990 al 1994. Nel 1996 ha tenuto una legittima relazione in un convegno organizzato da “Corda Frates”, associazione siciliana che risulterebbe vicina alla massoneria.

 Silvestri è stato nominato Presidente della Corte Costituzionale con 8 voti contro i 7 del suo avversario, Luigi Gazzella, che resta vicepresidente.

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