Il Ministro Giannini abolisce le supplenze, 460mila precari a rischio: ecco cosa potrebbe succedere

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La tanto temuta riforma della scuola sta per arrivare in porto. E le tante nebbie che ancora la avvolgono si stanno diradando. Peccato che, oltre la foschia, appaiono i fantasmi dei tagli. “Aboliremo le supplenze”, avverte il Ministro dell’Istruzione Giannini, come riporta Fanpage. Il punto è: cosa succederà ai 460mila precari della scuola? Ecco gli scenari che si profilano.

 

Il metodo delle supplenze sarà radicalmente rivisto nel nuovo sistema scolastico. E’ uno dei punti chiave della riforma che verrà presentata nei dettagli il 29 agosto dal Governo e le cui direttrici principali sono state anticipate oggi dal ministro dell’istruzione Stefania Giannini al meeting di Rimini. “Le supplenze – spiega la titolare del Miurnon fanno bene a nessuno e questo è un nodo da risolvere, risultato di decenni di scelte miopi, servono docenti che si sentano parte di un grande progetto nazionale, occorre curare definitivamente la piaga del precariato”.

Poi la Giannini scherza: “I supplenti non saranno eliminati fisicamente”. Interessati sono 160mila precari delle graduatorie ad esaurimento, che potrebbero essere favoriti da più rapida stabilizzazione, e 400mila supplenti delle graduatorie d’istituto che sperano di essere eliminati per sempre dalla mappa del precariato italiano.

RIFORMA DELLA SCUOLA, I DETTAGLI IL 29 AGOSTO – I dettagli della riforma della scuola saranno ufficializzati, come detto, solo il 29 agosto. Intanto il ministro fa notare ome sia chiaro sin “dall’inizio dell’anno con molta precisione quali sono i posti da coprire stabilmente nella scuola – sottolineando – ma c’è un meccanismo perverso che ci trasciniamo da decenni che non ci consente di lavorare se non con l’organico di diritto e quindi di riempirlo attraverso le graduatorie”.

L’obiettivo dell’esecutivo è “ragionare in termini di organico funzionale e non di organico di diritto che si distingue dall’organico funzionale. E’ l’uovo di Colombo che chi lavora nella scuola conosce da tempo, ma che nessun governo ha avuto il coraggio di affrontare direttamente perché significa prendere coscienza che le supplenze non fanno bene né a chi le fa né a chi le riceve”.

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO TRA LE NOVITÀ – Tra le novità della riforma dovrebbe esserci la maggiore attenzione all’alternanza scuola-lavoro, che attualmente coinvolge appena il 9% degli studenti italiani e l’1% delle imprese.

La dispersione scolastica è ancora altissima – spiega la Giannini – e noi dobbiamo evitare di perdere questi ragazzi. Entrare in azienda è un percorso di formazione non solo professionale ma anche umano, vogliamo una via italiana al modello duale tedesco”.

In tal senso, il ministro si rivolge alle imprese, affinché stanzino capitali privati, in particolare nel rilancio della formazione professionali. “I laboratori sono cruciali – afferma – ma non se dotati di strumenti utilizzati dalle imprese 30 anni fa: servono stampanti 3D, laser, nuove tecnologie. Occore guardare avanti, a ciò che servirà al paese nei prossimi 20 anni”. 

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