Il governo è ancora senza commissione antimafia. Ma Pd e Pdl litigano su Berlusconi

commisione antimafia non cè

L’anomalia targata diciassettesima legislatura si verifica a causa delle tensioni esistenti tra Pd e Pdl. Che non riescono a trovare un nome condiviso per la presidenza. Luigi Di Maio del Movimento Cinque Stelle: mi aspetto prese di posizioni serie da parte dei presidenti di Camera e Senato Boldrini e Grasso.

 

Imu e Iva, decadenza di Berlusconi e crisi tra i partiti hanno messo, in Italia, in secondo piano la lotta antimafia. Infatti a sette mesi dall’apertura della legislatura, tra i banchi di Montecitorio e di Palazzo Madama, non si è ancora insediata la “commissione bicamerale d’inchiesta sul fenomeno delle mafie” che, in quanto commissione speciale deve essere varata con apposita legge all’inizio di ogni legislatura.

La storia è lunga: la prima commissione antimafia nacque nel 1962 dopo la proposta del 1958 presentata da Ferruccio Parri. Da quel giorno ad ogni inizio legislatura il parlamento ha impiegato un massimo di due mesi per nominare i 25 deputati e i 25 senatori chiamati a far parte della commissione speciale.

Prima di oggi l’unica eccezione, come riporta il Fatto Quotidiano, ci fu durante la settima legislatura, quando tra il 1976 e il 1979 il Parlamento non riconfermò la commissione speciale.

In quel periodo ci fu un calo di attenzione nei confronti di Cosa Nostra – racconta Francesco Forgione, presidente della commissione tra il 2006 e il 2008 – nonostante la relazione di minoranza del Pci del 1976, firmata da Pio La Torre Cesare Terranova, facesse già cenno all’istituzione del 416 bis”. Il tutto avvenne durante gli anni del Governo Andreotti e dell’omicidio di Aldo Moro. Nel 1980 l’assassinio di Piersanti Mattarella ricordò a tutti che la mafia non si era ancora estinta. Oggi invece restano nero su bianco i numeri della potenza economica della criminalità organizzata: 3.500 immobili, 1.500 imprese, denaro liquido per 5 miliardi. Solo una piccola percentuale rispetto ai 170 miliardi di euro di fatturato della criminalità organizzata: il 10 per cento del Pil.

Per tutte queste ragioni non c’è più tempo da perdere. scrive l’associazione romana DaSud I partiti evitino la retorica antimafiosa e smettano di nascondersi dietro simboli e simulacri. Le vittime innocenti della mafie e tutti i cittadini e le cittadine di questo Paese meritano di più. Attivino piuttosto subito la Commissione parlamentare antimafia indicando presto un’agenda di lavori urgenti da compiere, di inchieste da svolgere”. Lo hanno annunciato durante la petizione pubblicata in queste ore online per chiedere immediatamente l’insediamento della commissione antimafia.

Una petizione condivisa anche da alcune forze politiche, come Sinistra Ecologia e Libertà che con il deputato Erasmo Palazzotto fa uno screening dell’attuale situazione giudiziaria.

Le motivazioni della sentenza di condanna per Marcello Dell’Utri – dichiara- il processo in corso a carico del senatore del Pdl Antonio D’Alì, quello che vede la richiesta di condanna a 10 anni per l’ex governatore siciliano Raffaele Lombardo: sono solo alcuni esempi di come le interazioni tra politica e mafia richiedano il massimo grado di attenzione e sorveglianza, un compito per cui diventa essenziale il lavoro della Commissione Parlamentare Antimafia”.

Il disegno di legge numero 825 che disciplinava l’Istituzione di una Commissione  parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e delle altre associazioni criminali, anche straniere”  era già stato approvato ai primi di giugno. Stessa cosa anche al Senato. E i vari partiti avrebbero già designato i parlamentari chiamati a far parte della commissione. Solo che adesso tocca ai presidenti di Camera e Senato convocare la seduta comune per eleggere il presidente della nuova commissione antimafia.

Cosa è accaduto invece: che Pd, Pdl e Scelta Civica non riescono a mettersi d’accordo sul nome del presidente da elevare alla poltrona più alta di Palazzo San Macuto. La presidente della Camera Laura Boldrini però si mette di traverso a questa situazione di stallo. Chiedendo a ogni partito di risolvere le proprie questioni interne e arrivare all’elezione al più presto possibile. E mentre Pd e Pfl si giocano l’ultima carta per salvaguardare l’alleanza per il Governo Letta ecco che Luigi di Maio, vicepresidente a Cinque Stelle, annuncia un altro possibile forfait anche per oggi, che sembrava essere la data utile per questa elezione. “Sembra – scrive su facebook il deputato – che andrà deserta di nuovo la commissione antimafia, non si formerà, per litigi di Pd e Pdl. Mi aspetto almeno una presa di posizione pubblica da Grasso e Boldrini”. Nel frattempo fuori dal Parlamento la lotta a Cosa Nostra di magistrati e investigatori continua: sempre oggi, a Palermo tornano in aula inquirenti e imputati del processo sulla trattativa tra Cosa Nostra e pezzi dello Stato.

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