Il Governo continua a lavorare per lo svuotacarceri. M5S “Usciranno mafiosi e stupratori”

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Gli eletti del Movimento 5 Stelle pubblicano un pezzo sul blog di Grillo: “Per perseguire l’obiettivo di “svuotare le carceri”, si produce un vero e proprio indulto che ha già fatto uscire mafiosi, stupratori, assassini”.

 

Una lettera aperta, pubblicata sul blog di Beppe Grillo dai membri del Movimento 5 Stelle in Commissione Giustizia, nel giorno in cui alla Camera dei deputati approda il decreto svuotacarceri: così i grillini si preparano a dare battaglia sull’ennesimo provvedimento controverso del Governo. Nella lunga missiva, indirizzata al comandante della polizia, dei carabinieri, della guardia di finanza, ai vertici delle procure, ai presidenti di tribunali e di corti d’appello e all’Associazione Nazionale Magistrati, un durissimo attacco al provvedimento fortemente voluto dal ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri. L’intento dei grillini è quello di informare la cittadinanza su un decreto che “ha già causato troppi danni e deve decadere”, visto che grazie alle misure, approvate dal Senato della Repubblica, “si produce un vero e proprio indulto che ha già fatto uscire mafiosi, stupratori, assassini, e ne farà uscire molti altri”.

La volontà dei parlamentari 5 Stelle è dunque quella di utilizzare tutti gli strumenti possibili per impedire la conversione in legge di un provvedimento che “aumentando le liberazioni anticipate”, provocherà la fuoriuscita di “pericolosi criminali”. Ecco la lettera integrale:

Si discute oggi alla Camera il decreto svuota carceri, che approda a Montecitorio dopo l’applicazione della ghigliottina in commissione Giustizia. Lì è stato impedito alle opposizioni di esercitare il proprio ruolo. Nella stessa occasione il capogruppo pd Walter Verini ha dato la propria solidarietà al picchiatore Dambruoso. I portavoce 5 stelle hanno scritto questa lettera ai vertici delle procure, ai presidenti di tribunali e di corti d’appello, nonché all’Anm.

Al Capo della Polizia, al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, al Comandante generale della Guardia di Finanza.

La giustizia è morta. Oggi alla Camera si celebrerà il suo funerale. Causa della morte è l’ennesimo decreto. Lo chiamano “svuotacarceri” e dietro l’intenzione nobile c’è la solita truffa semantica e l’incapacità dei partiti di risolvere i problemi. Le carceri sono fatiscenti? Ecco la soluzione! Non migliorarle ma svuotarle: di assassini, stupratori e mafiosi. E i nuovi detenuti o quelli che rimangono dentro? Pazienza.

Con questa lettera aperta ci rivolgiamo a voi. A voi che amministrate questo povero essere malridotto da decenni di impunità, la giustizia. A voi che dirigete le forze dell’ordine, che assolvete o condannate, che provate a proteggere i cittadini tutti i giorni.

Gli effetti di questo “svuotacarceri” si vedono già: grazie ai conteggi più favorevoli del premio di liberazione anticipata, passato da 45 a 75 giorni per semestre di detenzione, ogni settimana ci sono 200 detenuti in meno nelle celle. Per perseguire l’obiettivo di “svuotare le carceri”, si produce un vero e proprio indulto che ha già fatto uscire mafiosi, stupratori, assassini, e ne farà uscire molti altri. Basta che “abbiano dato prova di partecipare all’opera di rieducazione”. Questo governo oltre ad aver ha perso ogni dignità, si dimentica del primato del Parlamento in materia di indulto. Nessun ministro che ha firmato questo decreto ha il coraggio di dirlo chiaramente: aumentando le liberazioni anticipate, vengono liberati pericolosi criminali prima del tempo!
Uno che senz’altro trarrà beneficio sarà Totò Cuffaro, l’ex governatore della Sicilia ora in carcere grazie a uno sconto di pena di oltre un anno. E’ già uscito un boss imporante, tale Nicola Ribisi, pezzo grosso della mafia di Agrigento.

Chi risponderà di tutto ciò? La responsabilità viene riversata in capo ai magistrati di sorveglianza, non di certo ai ministri. Questi sono i magistrati che già nel momento in cui avevano condannato ogni singola persona che si trova ora in carcere, avevano giudicato caso per caso, valutando anche ogni circostanza aggravante ed attenuante. La Cancellieri si nasconde dietro un dito, affermando che il giudice valuterà con attenzione prima di concedere la scarcerazione preventiva, perché il 100% dei detenuti che già avevano ottenuto lo sconto previsto dalla vecchia legge, adesso otterrà l’ampliamento fino al 40% di sconto della pena. Il nostro guardasigilli è come uno struzzo che mette la testa sotto la sabbia, e allo stesso tempo, gira la chiave nella toppa e libera tutti.

Chi avrà il coraggio di assumersi la responsabilità di raccogliere l’appello di Franco Roberti, il capo nazionale antimafia, che ha denunciato che siamo di fronte a qualcosa di peggio di un indulto mascherato? Chi ascolterà le parole di Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che ha dichiarato al ‘Il Fatto Quotidiano’: “Questo provvedimento avvantaggerà i mafiosi”? Come restare sordi alle dichiarazioni del procuratore aggiunto di Messina, Sebastiano Ardita, e del magistrato della Corte di Cassazione, Raffaele Catone, ascoltati entrambi in commissione Giustizia, che hanno denunciato come in Italia stiamo radendo il paradosso: per ogni anno di reclusione si sconterebbero sette mesi. Chi al di là della solidarietà ipocrita, ascolterà le parole di Nino Di Matteo che ha criticato duramente il decreto?

Con i mafiosi per strada, usciti dalle patrie galere prima del tempo, con che coraggio continuerete a guardare le foto di Falcone e Borsellino? Con che coraggio guarderete in faccia un poliziotto in divisa, quando il suo sacrificio quotidiano viene mortificato da un provvedimento che rimette in libertà migliaia di detenuti? Fate sentire la vostra voce, perché questo decreto ha già causato troppi danni e deve decadere.

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