“Il Front National chiederà un referendum per uscire dall’UE. I rifugiati? Vadano in Arabia.”

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Parole nette, chiare, incontrovertibili, quelle di Jean-Marie Le Pen, fondatore del Front National ora guidato dalla figlia Marine. “Siamo il primo partito. E vogliamo un referendum per uscire dall’UE.” La rivoluzione francese è già iniziata? A sentire cosa racconta Le Pen a Gaia Cesare sul Giornale sembrerebbe proprio di sì.

 

“È uno tsunami, abbiamo iniziato con il terremoto alle amministrative e ora è arrivato lo tsunami.” Politicamente scorretto, mai banale, aggressivo, antisemita, nazionalista ed estremista di destra. Questo è Jean-Marie Le Pen, fondatore e ideologo del Front National, che aveva sfiorato l’Eliseo nel ballottaggio del 2002 contro Chirac, poi rieletto, e ora lo sogna per la figlia. “Lo spero di tutto cuore. Non prevedo il futuro, cerco di prevenirlo. E lei è la chance della Francia”, dice a tal proposito Jean-Marie. Che anche sulla questione “estrema destra” non le manda a dire: “È una classificazione dei media del sistema per denigrarci. I nostri avversari vogliono farci passare per estremisti, ma non fanno lo stesso ragionamento con gli estremisti di sinistra, quelli li chiamano gauchisti.”

E a chi gli chiede conto di un successo arrivato dopo 40 anni dalla fondazione del Fn risponde che “ora più che mai il popolo francese sente di essere in pericolo, in grave pericolo”. Pericoli che arrivano dagli immigrati, “un camion che arriva dritto in faccia mentre stai guidando”, per cui Marine Le Pen chiederà la chiusura delle frontiere dell’Unione. “Fuggono dalle guerre? Vadano in Arabia Saudita, in Qatar, in Paesi ricchi: non qui da noi.”

Sono talmente convinti delle loro idee, quelli del Fn, che “Marine chiederà un referendum per lasciare l’UE, Nigel Farage ha un dna corrotto e Grillo forse non dura più tanto.” Insomma: randellate a 360°, come ha abituato i suoi elettori da sempre.

Dulcis in fundo, se la prende anche con i candidati alla Presidenza della Commissione Europea, Juncker e Schulz, “ridicoli, assolutamente ridicoli, la faccia diversa della stessa medaglia. Si dividono la torta. Basti pensare che Ppe e Pse hanno votato nel 92% dei casi allo stesso modo”.

Una cosa è certa: ci sarà da divertirsi in quel di Bruxelles.

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