Il crac Alitalia costa 4.1 miliardi di euro. Quando B. diceva: “Ho salvato la compagnia di bandiera”

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Il flop Alitalia ammonta all’intera cancellazione dell’Imu.

 

Era il 2009 e Silvio Berlusconi si pavoneggiava dal palco di una festa del Popolo delle Libertà “Air France ha presentato un’offerta addirittura indecente”. Va ricordato che un anno prima la compagnia di bandiera francese era disposta ad acquisire Alitalia per 3 miliardi di euro accollandosi i debiti, oggi i francesi pagherebbero 150 milioni di euro.

La geniale soluzione di Berlusconi fu quella   di mettere altri soldi dentro ad una voragine che ne aveva già bruciati una montagna. “Abbiamo deciso di rivolgere un appello richiamandoci all’orgoglio di tutti gli imprenditori italiani, per formare una compagine che per amor di Patria e per interesse, mantenga nel nostro Paese la sua compagnia di bandiera”. 

La cordata, i cosiddetti salvatori della Patria, si compose e i tre miliardi di debiti, invece di pagarli Air France, vennero parcheggiati in una bad company controllata dal Tesoro, ovvero a carico dei cittadini.

Il piano Berlusconi-Passera è costato agli italiani 4,1 miliardi di euro.

I giornali economici francesi titolavano “Merci Berlusconi, ci hai fatto fare un buon affare”, infatti Air France nel 2009 entrava a far parte del capitale di Alitalia al 25% sborsando 300 mila euro invece del miliardo e mezzo previsto un anno prima.

I conti? 2 miliardi 850 milioni di mancato guadagno, oltre 4 miliardi di soldi dei cittadini dilapidati inutilmente, migliaia di esuberi e di posti di lavoro persi.

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