I senatori del Pdl? Impegnati per il “giorno della libertà”, inno alla caduta del comunismo

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Un manipolo di senatori pidiellini ha finalmente trovate la vera priorità del Paese: il rispetto della legge del 15 aprile 2005 numero 61. No, non si tratta del banalissimo non rubare, non evadere o non toccare le minorenni. Si chiede il rispetto della legge 61/2005, quella che istituiva il “giorno della libertà” in onore della caduta del muro di Berlino. Evidentemente i berluscones in questione ritengono di vitale importanza per il Paese il rispetto della legge. Anzi: di una legge. Viva il “giorno della libertà”.

 

Tra le vittime del comunismo ci sarebbero anche mille italiani. Divisi tra i campi di concentramento staliniani e le foibe. È pidiellino di estrazione democristiana ed eletto nelle liste Pdl della circoscrizione Sicilia.

Lo ha fatto nella presentazione del disegno di legge che prevede l’istituzione della giornata della memoria per le vittime del comunismo. Equiparandole così a quelle del fascismo e del nazismo prettamente italiane e conseguenza del secondo conflitto mondiale. Senza pensare nemmeno che il giorno per i martiri delle foibe esiste già ed è stato fissato il 10 febbraio. E che quello delle morti a causa dell’olocausto è il 27 gennaio perché coincide con la liberazione dal campo di sterminio di Auschwitz avvenuta per merito dei generali dell’armata Sovietica.

IL DISEGNO DI LEGGE PREVEDE DI FISSARE LA COMMEMORAZIONE CON L’ANNIVERSARIO DELLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO

Secondo i parlamentari pidiellini la giornata del ricordo delle vittime del comunismo va fissata il 9 novembre di ogni anno, lo stesso giorno in cui nel 1989 è caduto il muro di Berlino.

Questa ricorrenza dovrà essere ricordata come “Giorno della Libertà” ai sensi della Legge del 15 aprile 2005 numero 61.

In questa occasione le scuole di ogni ordine e grado insieme alle assemblee elettive devono ricordare il sacrificio delle vittime innocenti che furono uccise in nome dell’odio di classe e della cosiddetta “dittatura del proletariato” (menzionata nelle teorie economiche di Karl Marx ndr). Le istituzioni pubbliche sono chiamate a promuovere ed organizzare cerimonie ufficiali per commemorare tutte le vittime dei crimini comunisti favorendo, in particolare, la realizzazione di convegni, mostre, pubblicazioni e momenti di riflessione.

IN REALTÀ LA LEGGE GIÀ ESISTE ED È DEL 2005 MA IL GIORNO DELLA LIBERTÀ NON PARAGONABILE ALL’OLOCAUSTO

Che cos’è la legge del 15 aprile 2005 numero 61? Non è altro che il testo dello stesso disegno già approvato alla Camera e dal Senato nella quattordicesima legislatura, quella che va dal 2001 al 2006 e che era a maggioranza di centrodestra.

Oltre a quanto ribadito dai senatori Pdl nel richiedere che questa venga rispettata nel testo originario era menzionato che .

Ribadirlo in un altro disegno di legge significa chiederne l’istituzione formale.

Perché in Italia? Tra le vittime del muro c’è anche Giuseppe Savoca, un bambino di sei anni morto a causa delle restrizioni della guerra fredda creata dalla separazione delle due Germanie.

Il bambino, come riporta un articolo di Libero  morì annegato nella Sprea a soli sei anni.  Era figlio di immigrati italiani residenti a ovest scivolò nel fiume mentre stava giocando.  Il fiume però era sotto il controllo della Germania Est e non fu possibile salvarlo. Solo nel 1975 si raggiunse un accordo per le operazioni di salvataggio, dopo la morte in incidenti separati di due bambini turchi, Cengaver Katranci 8 anni, e Cetin Mert 5 anni.  I morti riconosciuti furono 136.

UN BAMBINO MORTO È DA COMMEMORARE MA PERCHÈ NON VIENE RICORDATO NEL DISEGNO DI LEGGE?

Nella presentazione del disegno di legge però non c’è traccia della storia di Giuseppe Savoca, come non c’è traccia nemmeno dei morti ufficiali per il muro di Berlino.

Perché mai fa cadere una ricorrenza dei morti nei campi di concentramento sovietici, dei gulag e anche delle foibe carsiche nella giornata della riunificazione delle due Germanie allora. Che senso avrebbe? A noi sembra un qualcosa di tanto azzardato. Soprattutto se si pensa che per la morte di 7200 ebrei italiani accertata dal nuovo sito del Cdec c’è una sola giornata della memoria (il 27 gennaio) mentre per i 5mila martiri delle foibe ci dovrebbe essere sia il 10 febbraio che il 9 novembre. Stando a come è stato presentato il progetto legislativo sembrerebbe proprio così.

Noi abbiamo rispetto di Giuseppe Savoca (bimbo di sei anni nemmeno ricordato nel disegno di legge ndr)  non crediamo però che una morte per omissione di soccorso possa essere paragonata a migliaia di morti avvenuti per odio razziale. Non si può mettere tutto sullo stesso piano. Purtroppo la storia ci insegna che non è tutto uguale quello che avviene nel mondo. 

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