I Ministri Pdl si dimettono in massa, la crisi è aperta. E agli italiani non resta che guardare

crisi governo letta

Il motivo ufficiale addotto da Silvio Berlusconi per le dimissioni di Angelino Alfano, Nunzia De Girolamo, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi e Gaetano Quagliariello è il mancato accordo sull’aumento dell’Iva. Letta però risponde: le motivazioni sono altre gli italiani non abboccassero. Intanto dal Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo tuona: al voto subito anche con il porcellum.

 

Berlusconi ha dato la mazzata definitiva al Governo Letta. Ha chiesto che i suoi ministri si dimettessero e il vicepremier non ha potuto fare altro che obbedire.

Il motivo ufficiale risiede nell’aumento dell’Iva ma quello ufficioso è sempre legato alla questione decadenza legata alla sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna a quattro anni per frode fiscale. Gli ultimi tentativi di salvare capra e cavoli li ha fatti proprio Angelino Alfano che aveva chiesto un decreto interpretativo sulla legge Severino. Che però non è andata a buon fine.

L’ex premier però è stato smentito, nelle sue dichiarazioni, proprio dal presidente del Consiglio Enrico Letta che ha invitato gli italiani a non abboccare.

Berlusconi – spiega un comunicato di Palazzo Chigi– per cercare di giustificare il gesto folle e irresponsabile di oggi, tutto finalizzato esclusivamente a coprire le sue vicende personali, tenta di rovesciare la frittata utilizzando l’alibi dell’Iva. La responsabilità dell’aumento dell’Iva invece – prosegue la nota – invece proprio di Berlusconi e della sua decisione di far dimettere i propri parlamentari mercoledì, fatto senza precedenti, che priva il Parlamento e la maggioranza della certezza necessaria per assumere provvedimenti che vanno poi convertiti”.

La rottura tra i ministri del Pdl e il governo però è arrivata dopo la nota di Silvio Berlusconi, diramata nel pomeriggio di ieri. Lo strappo definitivo arriva dopo la richiesta del Cavaliere di ricusare i componenti della Giunta che si erano espressi a suo sfavore sulla decadenza da Senatore.

E’ allora che Berlusconi ha chiesto ai suoi ministri di “valutare l’opportunità di presentare immediatamente le proprie dimissioni per non rendersi complici, e per non rendere complice il Popolo della Libertà, di una ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani”.

Pochi minuti dopo il ministro dell’Interno e vicepremier Angelino Alfano esegue: l’invito è stato accolto.

I ministri del Pdl– si legge nel comunicato del segretario che dice di parlare a nome di tutta la delegazione del Popolo della Libertà- rassegnano le proprie dimissioni”. Uno stringato comunicato che apre di fatto la crisi di governo. Una situazione che o porta al salvataggio politico di Silvio Berlusconi con una legge ad personam che lo reintegri nello scenario politico oppure porterà prima alla verifica in aula di una nuova maggioranza (evento quanto mai difficile da realizzarsi se il Movimento Cinque Stelle continuerà a votare contro) oppure direttamente alle urne con il decretare la fine della diciassettesima legislatura.

Cosa però è avvenuto? I ministri di centrodestraAngelino Alfano, Nunzia De GirolamoBeatrice Lorenzin, Maurizio LupiGaetano Quagliariello confermano in una nota congiunta: “Non ci sono condizioni per restare”

La decisione assunta ieri dal Presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta, di congelare l’attività di governo,determinando l’aumento dell’Iva–  dichiara invece Berlusconi – è una grave violazione dei patti su cui si fonda questo governo, contraddice il programma presentato alle Camere dallo stesso premier e ci costringerebbe a violare gli impegni presi con i nostri elettori durante la campagna elettorale e al momento in cui votammo la fiducia a questo esecutivo da noi fortemente voluto”. Per l’ex premier, dunque, “per queste ragioni, l’ultimatum lanciato dal premier e dal Partito Democratico agli alleati di governo sulla pelle degli italiani, appare irricevibile e inaccettabile”. 

Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha risposto a stretto giro di posta su Twitter: “La colpa è della dimissione dei parlamentari che ha provocato la crisi e reso impossibile continuare. Berlusconi rovescia la frittata, gli italiani non abbocchino!”.  Interviene sul passo indietro dei ministri di centrodestra anche il segretario del Partito democratico Guglielmo Epifani secondo cui le dimissioni “sono una ulteriore azione di sfascio per l’azione del governo e aprono “formalmente nei fatti una crisi”.

E sul fronte del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo non ha dubbi: “Subito al voto con il Porcellum. La colpa dello sfacelo? Colpa di Napolitano e ora deve rassegnare le dimissioni”.

Tuttavia i vertici dei pentastellati, secondo come riporta il Fatto Quotidiano, sono convinti che non si tornerà alle urne di qui a breve.  

Troveranno il modo per vivacchiare– si dicono convinti Grillo e Casaleggio- perché se tornassimo alle urne il M5S trionferebbee loro non possono permettere che la presidenza del semestre europeo sia affidata ai 5 Stelle”.

Sfatiamo il mito che serve un governo a tutti i costi per fare la legge elettorale–  scrive sulla sua pagina Facebook Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera del M5Sl’unico motivo per cui serve un governo a tutti i costi è per fargli fare i loro porci comodi per altro tempo. La legge elettorale, se solo si volesse (ma è chiaro che non vogliono) si potrebbe… “.

Intanto al Senato lunedì pomeriggio ci sarà la resa dei conti. Secondo indiscrezioni, sarebbero infatti ben 14 i senatori grillini pronti a lasciarsi alle spalle il Movimento e appoggiare un governo di scopo. O ad aprire il dialogo con il Pd, tassativamente vietato dallo Statuto del Movimento.

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