Gli italiani non ne possono più del Governo Letta. Subito al voto, anche se non è chiaro come…

metà degli italiani stufo di letta vuole subito il voto

Il governo Letta? Meglio le urne, anche se non è chiaro se con i listini bloccati o le preferenze.

 

Chi voterebbero gli italiani? Hanno voglia di tornare a votare o no? Sopratutto, con che legge? In generale, se dovessero scegliere fra un giovane brillante e un vecchio saggio come guida chi preferirebbero? E, infine, se dovessero scegliere un Paese a cui far assomigliare l’Italia, quale sceglierebbero? A tutte queste domande rispondono gli intervistati dall’Ipsos, l’istituto guidato da Nando Pagnoncelli. 

Nelle infografiche interattive che presentiamo in partnership con Ipsos, vi invitiamo a cliccare sulle varie opzioni disponibili offerte dalle infografiche interattive (come i diversi segmenti elettorali, tipologie di risposte o le domande proposte) per analizzare nel dettaglio che cosa pensano gli italiani dei quesiti a loro proposti. 

Il voto

Anche questa settimana le intenzioni di voto manifestano una sostanziale stabilità, con differenze poco apprezzabili rispetto alla fase precedente. Il Pd si conferma il primo partito, sopra il 33%, Forza Italia tende a mantenersi intorno al 23%, Grillo al 21%, NCD al 6 per cento.

Renzi, Letta e il rimpasto
Se qualche settimana fa, all’atto del lancio delle proposte di Renzi, l’impressione degli italiani era che tra il segretario e il Presidente del Consiglio fosse in atto un conflitto, oggi la sensazione è che le differenze, a volte anche marcate, siano piuttosto da attribuirsi ad una sorta di gioco delle parti, che nasconde invece un sostanziale accordo sui punti centrali. Lo pensa quasi due terzi degli intervistati, mentre poco più di un quinto considera le differenze prodotte da un’effettiva discordanza di posizioni (in particolare ne sono convinti gli elettori di Forza Italia).

Rispetto al futuro del governo Letta le opinioni si confermano piuttosto divise, come d’altronde abbiamo visto sempre più spesso recentemente: se 48% pensa che sia meglio che cada andando a nuove elezioni (68% tra gli elettori di Forza Italia, stessa percentuale tra i pentastellati), 45% ritiene invece che debba andare avanti, senza cambiamenti (28%) o con un rimpasto (17%). Rimpasto o meno, fortemente convinti della necessità che il governo prosegua sono gli elettori PD e quelli di NCD e del centro. Tra i recenti casi che hanno riguardato i ministri, il più grave è il caso Cancellieri/Ligresti, quindi il caso De Girolamo, seguito dalla vicenda kazaka che ha coinvolto il vicepremier e all’ultimo posto la vicenda Idem con il mancato pagamento delle tasse sugli immobili.

Listini bloccati o preferenze? Giovane leader o vecchio saggio?
Richiesti di esprimersi su quale di questi sia peggio per un sistema elettorale le opinioni si dividono equamente: 43% considera più negative le preferenze, 41% i listini bloccati. La valutazione delle preferenze sembra quindi essere meno semplice di come sembrava a molti. Le informazioni in tal senso, cioè di una non del tutto univoca adesione alla necessità di prevedere le preferenze, sono confermate da altri recenti sondaggi, in particolare quello effettuato la scorsa settimana per il Corriere della Sera.

Maggiormente contrari ai listini bloccati elettori PD e 5stelle, più critici sulle preferenze gli elettori centristi e NCD. La domanda, tutto sommato pleonastica, che chiedeva di scegliere tra un giovane brillante e un vecchio saggio fa registrare una massiccia adesione alla fiducia nel giovane. E’ un dato oramai storico, tanto più enfatizzato in una situazione in cui ci si aspettano cambiamenti importanti, già evidentemente reclamati con le elezioni politiche e che ancora non si vedono. Tutti gli elettorati sono, più o meno nettamente, giovanilisti, anche quelli che hanno come leader personaggi certo non annoverabili nella categoria. 

I condoni e il paese di riferimento

Richiesti di indicare un condono preferito, le opinioni si articolano molto: le multe (ma le cita solo il 22%) che più delle altre incidono sulla massa dei cittadini, poi i contributi non pagati, cioè il lavoro nero (20%), quindi l’evasione Irpef (19%). Infine a chi dovrebbe somigliare l’Italia?

Innanzitutto a se stessa (28%), poi alla locomotiva europea, la Germania (27%), quindi al paradiso del Welfare, la Norvegia (19%). Distanziati gli USA (12%), per gli altri paesi solo citazioni marginali.

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