Fuori il Cav, chi ne raccoglie l’eredità politica? Ecco i nomi di chi è pronto a prendersi lo scalpo

scalpo di berlusconi

Pensando che la parabola politica del Cavaliere sia ormai giunta al culmine, in molti si stanno facendo avanti per raccogliere la pesante eredità preparandosi allo scenario successivo alla sua caduta: ecco i nomi di chi vuol prendergli lo scalpo.

 

Il Paese politico ormai è diviso tra alleati e franchi tiratori. Se da un lato c’è chi si interroga preoccupato sul destino politico del Cavaliere, dall’altro c’è già qualcuno che sembra pronto a spodestarlo dal trono del Pdl, preparandosi alla fase successiva: il post Silvio. Guardare al centrodestra senza Berlusconi dopo 20 anni di incontrastato dominio è in un certo senso molto strano e questo apre interrogativi per alcuni e opportunità per altri.

Tutti i recenti avversari di Berlusconi iniziano a farsi avanti, come se all’improvviso avessero scoperto nel Pdl un degno interlocutore e un riferimento importante, considerando che a pochi giorni dalla sentenza della Cassazione sui giornali si sono susseguiti una serie di appelli e inviti alla collaborazione. Ma, come dice qualcuno non dire gatto se non ce l’hai nel sacco, soprattutto nel caso del Cavaliere visto che la nota del Quirinale non lo ha escluso definitivamente dai giochi, anzi. Anche se viene da pensare. Nelle settimane più difficili della vita politica del leader del Pdl in tanti hanno iniziato a guardare al partito leader della destra con forte interesse.

Basti pensare che questo ha suscitato perfino il risveglio del redivivo Pierferdinando Casini, pronto a riformare il centro destra, ma anche Luca Cordero di Montezemolo sembra voglia contribuire al progetto. L’ultimo appello in ordine di tempo è quello del sindaco leghista di Verona Flavio Tosi. In un intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano Tosi ha detto chiaramente le parole che nessuno ha avuto il coraggio di pronunciare in maniera così esplicita :” Il centrodestra deve guardare avanti e scegliere il suo leader con le primarie. Io sono pronto a candidarmi per la premiership”.

Anche se a onor del vero, Tosi sembra avere tutte le carte in regola per il ruolo del leader considerando il successo ottenuto da Sindaco nonostante la sua giovane età. Insomma, sembra la figura perfetta da contrapporre a Matteo Renzi, giovani, scalpitanti e vogliosi di potere. Inoltre, Tosi ha già dimostrato le sue doti camaleontiche, indispensabili per la politica. È stato il primo esponente della Lega a scusarsi per gli insulti razzisti al Ministro Kyenge. Come abbiamo già detto, Tosi non è l’unico aspirante.

Il redivivo Casini lancia messaggi d’amore al centrodestra, dopo aver fallito il tentativo di allearsi con Monti nel partito di Scelta Civica ora Pierferdi cerca un’altra mucca da mungere. Dopo che per anni ha criticato apertamente la linea di Berlusconi e dopo evidenti rotture politiche, Casini “dimentica” tutto ciò che è stato, dichiarando a chi gli chiede del Cavaliere: “Conosco la sua intelligenza e so che il presidente più longevo del Dopoguerra eviterà l’umiliazione di un voto che, al Senato, lo vedrebbe pesantemente sconfitto. Mi rendo conto che per lui è una prova dura, ma solitamente nelle circostanze difficili dà il meglio di sé”. Insomma, pace apparentemente fatta. E a che gli chiede di un’alleanza Udc- Pdl risponde “Dovrà aprirsi una riflessione in tutto il partiti so che alcuni stanno già pensando a come rimettersi in marcia, vedremo i fatti e le scelte”. In tutto questo scenario non può mancare l’imprenditore di successo che prova a raccogliere la “naturale” eredità.

Ha fatto outing, infatti, anche il fondatore di Italia futura, Luca Cordero di Montezemolo. “Se il governo cadrà a causa del Pdl, Berlusconi chiuderà la sua carriera politica nel peggiore dei modi”. Uno strano invito alla collaborazione, ma l’uomo della Ferrari ha subito corretto il tiro:” Che Berlusconi abbia subito l’accanimento di alcune procure ci pare un fatto evidente, così come è evidente che nessuno ha diritti di veto sulla riforma della giustizia (anche per questo Italia Futura sostiene i referendum radicali sulla Giustizia).

Secondo il leader di Italia Futura la soluzione è che “Berlusconi può uscire bene da questa vicenda se saprà mantenere i nervi saldi, continuare a sostenere il governo Letta lealmente (come ha peraltro fatto sino a ora con persino maggiore convinzione del Pd) e lavorare alla rifondazione di un’area liberale e moderna di centro destra, di cui l’Italia ha grande bisogno”.

Rifondazione a cui Montezemolo guarda con estremo interesse visto che “A questo progetto, se impostato seriamente, e con grande attenzione alla qualità della classe dirigente, molti, fuori e dentro la politica, sarebbero interessati a dare un contributo”.

Sembra quasi un film western il giovane, l’intramontabile e l’imprenditore, ma è tutta realtà. Sono tutti pronti ai nastri di partenza per fare la corsa alla leadership dimenticando un piccolo particolare, che il leader è ancora in sella e che non sarà così facile disarcionarlo.

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