Friuli, spese pazze in Regione. Spuntano nuovi indagati. Ora la Serracchiani che farà?

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Due consiglieri e il presidente dell’assemblea regionale. Sono questi i nuovi indagati nell’ambito dell’inchiesta della procura di Trieste per le spese pazze in regione. Il presidente che farà? Dovrà scegliere tra la destituzione degli indagati o il passare per la naturale erede del predecessore Tondo.

 

Cambiare tutto per non cambiare nulla. Una specie di gattopardismo che potrebbe aver coinvolto anche il governo della Regione Friuli Venezia Giulia. Il tutto perché, l’inchiesta sulle spese pazze effettuate durante la legislatura targata Tondo, ha coinvolto anche esponenti della maggioranza guidata da Debora Serracchiani.

Infatti tra i nomi nuovi sono venuti fuori anche quelli di cinque consiglieri della nuova legislatura. E nella documentazione ci sono richieste di rimborsi per pranzi, cene di Capodanno e San Valentino, viaggi e pernottamenti e, udite udite, anche prodotti per la pulizia del cane.

Chi sono i nuovi coinvolti: si tratta di Luca Ciriani e Roberto Novelli del Pdl, Elio De Anna che da poco è passato dal Pdl al Gruppo Misto prima di aderire al nuovo progetto di Forza Italia e dei democratici Daniele Gerolin ed Enzo Marsilio.

Il nome più pesante venuto fuori è però quello di Franco Iacop, anche lui del Pd, e attuale presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

Anche per loro l’ipotesi di reato, formulata dal pm Federico Frezza, è sempre la stessa:peculato. Dovranno ora  spiegare alla Corte dei Conti  perché chiesero e ottennero rimborsi per viaggi in Francia, Spagna, Grecia, Austria e Slovenia, pernottamenti in camera doppia in prestigiosi hotel cene (compresa quella del capodanno 2011 del Pd Gerolin).

La scorsa settimana era stata iscritta sul registro degli indagati anche la capogruppo della Lega Nord, Mara Piccin. Anche lei, come gli altri, dovrà rispondere di peculato.

Cosa farà ora il Pd? Visto che nessuno dei consiglieri finiti nel mirino della Procura era stato ricandidato? Una delle possibilità è che il presidente della Regione potrebbe chiedere le dimissioni ai due consiglieri Pd e al presidente Iacop.

La nostra comunità – ha sostenuto Debora Serracchiani durante la campagna elettorale–  non deve subire le conseguenze del comportamento inqualificabile di un gruppo di consiglieri che non hanno saputo onorare la loro carica”. Ora ci resta da vedere se saprà tener fede al patto con gli elettori. Se casomai non lo facesse la sua credibilità scenderebbe non di poco. E l’associazione Serracchiani- Tondo non sarà più un’ipotesi ma una realtà.

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