Finanziamento pubblico ai partiti. La maggioranza non trova l’accordo e il M5S fa la controproposta

finanziamento pubblico ai partiti che oitigano

Il testo verrà presentato in Aula mercoledì mattina senza che venga terminata la discussione in Commissione affari costituzionali “I democratici”, ha dichiarato Gelmini, “stanno violando l’accordo fatto in Consiglio dei ministri”. Il Movimento 5 Stelle presenta una controproposta.

 

Il mitico Totò avrebbe parlato di quisquilie. Non sono tali però gli emendamenti presentati da Pd e Pdl alla legge sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Si è trattato però di disaccordi forse strategici per evitare che il testo venga approvato e si metta davvero mano al portafogli. Ed è così che continua l’odissea del disegno di legge per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Tornato in commissione affari costituzionali il 12 settembre per poter favorire la discussione degli emendamenti.

Le ultime riunioni non sono servite a sciogliere i nodi che ancora sono sul tavolo. A partire dal tetto alle donazioni dei privati di 100mila euro presentato dal Partito Democratico e su cui il Pdl è ancora contrario. Tra i parlamentari inoltre circola lo spettro del voto di fiducia che, in vista di un accorso sempre più improbabile, potrebbe rivelarsi l’unica soluzione.

  “Assurdo – ha dichiarato al Fatto Quotidiano Andrea Mazziotti, deputato di Scelta civica –  Non si è trovato un accordo perché il Pdl insiste sul rifiuto di inserire un tetto e chiede di depenalizzare le violazioni delle regole sul finanziamento pubblico. Sono posizioni inaccettabili”.

Maria Stella Gelmini (Pdl) aggiunge:  “Il pd sta venendo meno ad un accordo preso in Consiglio dei ministri”.  Pochi giorni di discussione in commissione e ora l’ammissione di un fallimento. Si va in aula senza l’accordo e con uno scontro tra le parti ancora tutto da verificare. La decisione di non completare il testo è stata annunciata dal presidente della Commissione Francesco Paolo Sisto.

I relatori hanno spiegato che non sono in grado di fornire i pareri sugli emendamenti ancora da esaminare – ha commentato – quindi andiamo in Aula con il testo del governo così come è stato emendato sino ad ora. Ci sono dissensi all’interno della maggioranza ed è impossibile portare avanti in commissione un provvedimento condiviso, c’è una obiettiva impossibilità di discutere fino in fondo”.

Maria Stella Gelmini (Pdl) e Emanuele Fiano (Pd) avevano chiesto alla commissione un po di tempo in più per provare a definite un’intesa, anche in contatto con il governo, alla vigilia dell’approdo del testo in aula fissato per domani.

Il Pd sta violando l’accordo fatto in Consiglio dei ministri -ha detto Gelmini a SkyTg24- Noi siamo fermi al testo del governo che vede la nostra totale disponibilità e saremmo pronti a votarlo anche domani, il problema è che sono stati presentati emendamenti che stravolgono il testo del governo”. 

E il Movimento Cinque Stelle ha deciso di non stare a guardare. Presentando una proposta alternativa a quella del governo per “superare lo stallo imposto dai partiti”. Ad annunciarlo è stato il deputato Danilo Toninelli su Facebook: “Prevediamo solo le donazioni dei privati ai partiti con un massimale annuo di 5.000 euro. Il rischio? – scrive – Che questa maggioranza faccia dei danni immani ed approvi una legge addirittura peggiore di quella attuale!”. La battaglia sugli emendamenti però sarà in aula mercoledì 25 settembre.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.