Fiducia Senato, Letta ce la farà: il Governo sopra quota 170. I numeri condannano B.

silvio morto

Da oggi in avanti Silvio Berlusconi è un “dead man walking.” Un morto che cammina. Perché se la matematica non è un’opinione e la quota da raggiungere al Senato per ottenere la fiducia vale 161, allora è chiaro a tutti, fin da ora, quindi ben prima della votazione ufficiale, che la “nuova Dc” guidata da Napolitano-Letta-Alfano ce la farà. Ecco i numeri contro cui B. andrà a sfracellarsi.

 

Per ottenere la fiducia bisogna avere almeno 161 voti a favore. Quelli del Pd sono 107, cui si aggiungono i 20 di Scelta Civica, i 25 “traditori” del Pdl, i 10 del Gal, i 4 senatori a vita e i 4 fuoriusciti (formalmente) dal M5S.

Totale: 170. Senza considerare i transfughi dell’ultima ora, i peones alla Scilipoti per intenderci.

Lo scenario politico che quindi potrebbe formarsi – il condizionale è d’obbligo – è piuttosto chiaro: una nuova (scomposta) maggioranza condurrebbe Letta fino al 2015, che è la data fissata dal Premier per portare a termine il lavoro iniziato ad aprile, quando Giorgio Napolitano gli conferì il mandato per l’attuale Governo.

Berlusconi cederebbe il passo ai nuovi democristiani, autori dell’omicidio politico più richiesto negli ultimi venti anni, e si vedrebbe costretto chissà a quali piroette per evitare un’impiccagione quasi certa.

L’Italia, così come il Parlamento, è spaccata, anche perché in pochi credono che un Letta bis sia davvero in grado di portare il Paese fuori dal guado. Ma lo scalpo di Berlusconi è un obiettivo troppo succulento per farselo scappare. E chissà che non sia davvero questa la carta da giocarsi alle prossime elezioni.

Se davvero Letta resterà in campo, Matteo Renzi dovrà farsene una ragione: con un jolly così pesante da calare sul tavolo – ovvero la distruzione di B. – Re Enrico avrà vita facile. O meglio, potrebbe avere vita facile.

Perché in questi casi il condizionale è d’obbligo. E solo tra qualche ora avremo finalmente la verità.

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