Fermi tutti. Parla Silvio: “Abbiamo scherzato, votiamo la fiducia a Letta.” Berlusconi è cotto.

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Come non detto. L’ennesima piroetta di Berlusconi lascia interdetti giornalisti e osservatori politici che si trovano ad ascoltare l’imprevisto intervento in Senato del Caimano. Che dice: “Abbiamo ascoltato con attenzione le dichiarazioni di Letta. Abbiamo ascoltato i suoi impegni. Mettendo insieme tutte queste aspettative, il fatto che l’Italia ha bisogno di un governo e di riforme, abbiamo deciso non senza interno travaglio di esprimere un voto di fiducia”. 

 

Incredibile ma vero. Dopo aver capito che tirava una brutta aria – per sé stesso, per il partito e per le aziende di famiglia – il senatore Silvio Berlusconi decide di calare la maschera: “Votiamo la fiducia.”

Ma come? Fino a stamattina spingeva per la linea dura e ora si rimangia la parola?

Quando tocca salvarsi il culo ad ogni costo, quando il fine ultimo non è il Paese ma l’ancora di salvezza di uno scudo parlamentare, allora tutto è possibile. Persino decidere di votare la fiducia a Letta, dopo aver massacrato il premier, infangato Napolitano, spaccato il partito e minacciato fuoco e fiamme.

Salvo tornare all’ovile, come un Alfano qualsiasi. E invece lui è Silvio, quello che “meno male che Silvio c’è.” O meglio, c’era. Perché siamo di fronte alla peggiore fine che ci si potesse aspettare. Quella di un codardo, di un coniglio bagnato impaurito della sua stessa ombra. Adieu, Mr. B.