Fatta la legge, trovato l’inganno. Imu eliminata, ma non per tutti

abolizione imu non per tutti

Lo abbiamo già detto ma vale la pena di ripeterlo.  Non è tutto oro quel che luccica e non tutti i proprietari di immobili non dovranno più pagare l’Imu, la tassa di cui Berlusconi e soci si vantano di aver eliminato.

 

Procediamo comunque per gradi. Il vantaggio che in media i proprietari di abitazione principale avranno in concreto è di circa 215 euro per l’abolizione della rata del 2013. Un bonus che nelle grandi città e nelle località turistiche di pregio sale di molto. Anche al di sopra dei mille euro. A Portofino infatti la spesa è ammontata in media, dai dati diffusi da “Il Corriere della Sera” a 1031 euro. A Siena il prezzo scende a 567 euro mentre a Roma si arriva a 537. Milano se la cava invece con 292, 92 euro mentre a Napoli il prezzo sale a 378 euro. Niente di eclatante quindi.

LE PREMESSE PER IL RISPARMIO E CHI DEVE ANCORA PAGARE

Cosa ha cancellato il Governo? In maniera definitiva soltanto la prima rata dell’Imu 2013. Che in origine si sarebbe dovuta pagare a giugno. Nel decreto vi sono anche altre disposizioni. In particolare viene ampliata la platea di contribuenti equiparati ai titolari di abitazione principale. Che vedono quindi condonata la prima tranche e ricompresi tra i soggetti che non dovranno pagare per quest’anno.

Tuttavia c’è chi non si è liberato definitivamente della tassa. Si tratta di coloro che sono proprietari di un’abitazione di lusso di categoria catastale A1, A8 e A9.

I titolari di queste abitazioni, che hanno anche la residenza in queste case, hanno già pagato la prima rata di giugno e saranno chiamati, salvo improbabili modifiche della legge di stabilità, a saldare il conto entro il 16 dicembre.  Se però questa è l’abitazione principale questi appartamenti rientrano comunque nelle detrazioni previste dalla normativa Imu: 200 euro per immobile oltre a 50 euro per ogni figlio di età inferiore  ai 26 anni.

LE ALTRE ESENZIONI E LA NORMATIVA SULLE CASE POPOLARI

I vantaggio saranno a favore di chi non potrà essere considerato titolare in senso stretto dell’immobile: si tratta di coloro che hanno ricevuto in assegnazione dagli Iacp case popolari o enti di edilizia residenziale.  Fanno parte degli agevolati anche gli assegnatari di appartamenti costruiti in cooperativa indivisa. In tal caso la normativa in vigore risulta particolarmente penalizzante. Perché la legge riconosceva solo la detrazione di abitazione principale ma non la stessa aliquota.

Alle case popolari sono stati assimilati gli edifici di housing sociale. Ossia quelle case costruite da privati e assegnati con le stesse regole in vigore per le case pubbliche. E’ stato anche ampliato il numero di dipendenti di servizi di pubblica utilità che vengono equiparati ai titolari di abitazione principale. Si tratta di componenti delle Forza armate,  della Polizia di stato, ai corpi di polizia di ordinamento civile, dei vigili del Fuoco e del personale della carriere prefettizia. L’agevolazione si può applicare a un solo immobile e alle sue pertinenze purché non siano concessi in locazione. E’ la stessa regola che vale per le case delle persone ricoverate in casa di riposo.

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