Europee, il day after di Grillo e Casaleggio è amaro: “Ecco perché abbiamo perso”

grillo casaleggio day after elezioni mini

Batosta. Mazzata. Débâcle. Nel migliore dei casi, flop. Ci sta. Il Movimento 5 Stelle è a distanze siderali dal Pd/Dc di Renzi, 20 punti sono troppi persino per un duro come Grillo. Che nel confronto di ieri con Casaleggio ha fatto il punto: “Ecco perché abbiamo perso.”

 

“Abbiamo perso. Non è una sconfitta, siamo oltre la sconfitta”. E giù a prendere Maalox. “Una pugnalata al cuore”, questa la sensazione che alberga nei cuori di Grillo&Casaleggio. Come dargli torto, nemmeno nei peggiori incubi ci si poteva aspettare un risultato simile. Parlare di Caporetto del M5S è troppo? No, ammetterlo sarebbe già un primo passo verso un nuovo inizio.

Ieri, nel post-sconfitta, il comico genovese si è recato a Milano, negli uffici della Casaleggio Associati, per fare il punto della situazione e capire le ragioni, profonde, della batosta. Una lunghissima riunione durata praticamente tutta la giornata, per analizzare dati, numeri, dettagli.

E alla fine il succo, come dimostra anche il video del Maalox, è che “si è persa una battaglia non la guerra”. Ma continuare a parlare di guerra è sbagliato, lo ha dimostrato chiaramente il risultato elettorale. Le parole hanno un peso e andrebbero ponderate meglio.

A che serve prendersela con “un paese formato da generazioni di pensionati che forse non hanno voglia di cambiare, di pensare un po’ ai loro nipoti, ai loro figli, ma preferiscono stare così”? L’Italia è anche questa e per andare al Governo tocca convincere anche i pensionati che il M5S è la scelta giusta.

Anche perché il riferimento al “paese di pensionati” non è casuale. “È lì che abbiamo perso la battaglia – raccontano dallo staff – non ci hanno capito, il nostro messaggio ha spaventato quella parte di elettori”.

“In alcuni momenti i toni forti possono essere utili, in altri momenti storici invece la gente può sentirsi spaventata, non capire il messaggio”, ha spiegato Claudio Messora – capo della comunicazione al Senato – al termine di una riunione fiume. “Grillo ha fatto un’analisi, ha detto che c’è una parte di ceto sociale che non vuole cambiare e vuole mantenere i suoi privilegi – ha continuato – il suo messaggio è stato forse compreso solo parzialmente, noi abbiamo fatto quello che potevamo. Questa è una prima analisi, sicuramente alcune cose possono non avere funzionato”.

Rabbia, depressione, sconforto, voglia di mollare tutto. Emozioni che hanno segnato la nottata peggiore di Grillo da quando è alla guida del Movimento. Questa è la prima vera sconfitta dei 5 Stelle, mai ne avevano assaporato il gusto amaro e metallico. Sapranno reagire? Se sì, come? Per diventare grandi bisogna, gioco forza, passare attraverso le foche caudine dell’umiliazione e della sconfitta: così è la vita, così è la politica.

Sembra, però, che – dopo qualche ora di travaglio – tutto sia stato metabolizzato e digerito.

“Dobbiamo dare un segnale, dobbiamo spiegare con pacatezza che abbiamo perso, ma che ci siamo, che non molliamo”, ecco dove nasce il video del Maalox.

E i parlamentari? Il mantra è quello di “una rivoluzione che ha bisogno di più tempo di quello che ci aspettavamo”. Laura Castelli, deputata piemontese, si spinge oltre: “Voi non avete fermato il vento, gli avete fatto perdere tempo.”

Eppure gli ordini, adesso, sono chiari: si torna ad una strategia “no tv”. Basta telecamere, basta talk show, basta con i Vespa&Co. Al massimo parla Beppe, gli altri in silenzio. Troppo delicato il momento per commettere ulteriori passi falsi. “Siamo ad un bivio”, questo il pensiero comune, “o cresciamo di nuovo o rischiamo grosso.”

A porgere la mano ci pensa l’inglese Nigel Farage, che in Inghilterra con il suo movimento antieuropeista Ukip, ha trionfato nettamente: l’idea del britannico è quella di formare un gruppo insieme ai 5 Stelle, in alternativa a Marine Le Pen. Si discute anche di questo.

Adda passà ‘a nuttata…

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.