Europee 2014, nome per nome ecco tutti i candidati condannati, sotto processo o sotto inchiesta

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La lista, accuratamente preparata da Franco Fracassi per Globalist, comprende diciotto nomi: 6 di Forza Italia, 5 del Nuovo centro destra, 4 del Partito democratico, 3 di Fratelli d’Italia. Ergo: le liste “senza macchia” sono soltanto quelle del Movimento 5 Stelle, Lista Tsipras e Lega Nord.

 

Si va dalla collusione mafiosa alla più semplice associazione a delinquere, dall’aggressione fascista alla corruzione. Alle prossime elezioni europee del 25 maggio ci sono diciotto candidati condannati, sotto processo o sotto inchiesta: sei di Forza Italia, cinque del Nuovo centro destra, quattro del Partito democratico, tre di Fratelli d’Italia. Dei principali partiti quelli senza macchia sono tre: Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Lista Tsipras. Popoff ha deciso di svelarmi nome per nome chi sono i moralmente incandidabili.

FORZA ITALIA

Raffaele Fitto

In primo grado è stato condannato a quattro anni di reclusione per corruzione, illecito finanziamento ai partiti e abuso d’ufficio.

Clemente Mastella

Rinviato a giudizio insieme alla moglie Sandra Lonardo per tre capi d’imputazione, truffa e appropriazione indebita.

Fabrizio Bertot

Ex sindaco del Comune sciolto per mafia Rivarolo Canavese (Piemonte). Secondo la Dia, avrebbe beneficiato del voto di scambio mafioso organizzato dai vertici nella ‘ndrangheta di Torino e da alcuni imprenditori calabresi.

Aldo Patriciello

Condannato in via definitiva a quattro mesi per una storia dell’inizio degli anni Novanta per un finanziamento illecito.

Gianpiero Samorì

È accusato di associazione a delinquere insieme ad altri imprenditori per la vicenda della bancarotta della banca Tercas.

Innocenzo Leontini

Ex capogruppo all’Ars del Pdl, ritenuto campione di spese sospette dalla Guardia di Finanza, che ha condotto l’inchiesta sulle spese pazze in Regione Sicilia.

NUOVO CENTRO DESTRA

Lorenzo Cesa

Arrestato nel 1990. È stato condannato in primo grado a tre anni e tre mesi per corruzione aggravata nello scandalo Anas, e poi salvato da un cavillo e dalla prescrizione.

Giuseppe Scopelliti

Condannato in primo grado a sei anni di reclusione per abuso d’ufficio.

Paolo Romano

Presidente del consiglio regionale della Campania. Indagato per peculato e rimborsi elettorali non documentati.

Guido Podestà

Presidente della Provincia di Milano. Sotto processo per le firme false presentate alle regionali del 2010 in Lombardia.

Maurizio Lupi

Sotto processo per abuso d’ufficio a Tempio Pausania, per via della nomina del presidente dell’Autorità portuale di Olbia.

PARTITO DEMOCRATICO

Andrea Cozzolino

Avviso di garanzia per truffa aggravata ai danni della Regione Campania, corruzione e falso per la costruzione di una centrale per biomasse a Pignataro Maggiore.

Giosi Ferrandino

Avviso di garanzia per falso ideologico, abuso d’ufficio e danno erariale come sindaco di Ischia.

Nicola Caputo

Indagato per l’ipotesi di reato di truffa e peculato, fatture scoperte per spese per la comunicazione istituzionale. Caputo avrebbe utilizzato i fondi per l’addetto stampa per acquistare svariate migliaia di euro di bibite.

Anna Petrone

Indagata per peculato.

FRATELLI D’ITALIA

Agostino Chiglia

Condannato a nove mesi nel 1986 per un’aggressione fascista a Torino.

Gianni Alemanno

Indagato per finanziamento illecito nell’ambito dell’indagine riguardante la fornitura di quarantacinque autobus alla società Roma Metropolitane.

Antonio Iannone

Presidente della Provincia di Salerno. Indagato per la gestione di Asl e Cosaler.

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